ARIANNA

Intreccio scenico musicale a cinque voci.

Versione sintetica a cura di www.librettidopera.it.
Da qui accedi alla versione estesa dell'opera.

Libretto di

Vincenzo CASSANI

Musica di

Benedetto MARCELLO

Prima esecuzione:

inverno 1726, Venezia


Personaggi:

ARIANNA / soprano

FEDRA / contralto

TESEO / tenore

BACCO / basso

SILENO / basso


Marinai, Bessaridi, Satiri, Fauni, Villanelle, Seguaci di Bacco.



Spiaggia di mare con padiglione socchiuso. Al lato bosco, e rupe che guarda lo stesso mare. Navi alla spiaggia.

PARTE PRIMA

Scena prima

Teseo, Fedra, Coro di Marinai.

CORO DI MARINAI

Su, nocchieri sciogliamo le vele,

ché del mare placata è già l'onda;
dileguato ogni nembo crudele,
or ne invita a partir dalla sponda.

TESEO

Fedra, il tempo quest'è: di gigli e rose
adorna il crin l'aurora
ne guida il sole, e ne precorre i passi.

FEDRA

Ohimè, che da me stessa io mi divido.

TESEO

Guarda, se non t'affretti,
di non pianger per sempre un tal momento.

FEDRA

Su questo lido solitario ed ermo,
dovrò lasciar la mia germana? E teco
fuggir? E lunge andar dagli occhi suoi?

TESEO

E nulla men, se sposo tu mi vuoi.

FEDRA

Permetti, oh dio, che un bacio almen le porga.

TESEO

Come? S'ella si desta
dal grato sonno in cui riposa e giace,
quando n'andrem più mai soli, e sicuri?

FEDRA

Mi si conceda un solo guardo.

TESEO

E poi

tosto partiam. La vedi sulle piume
giacer negletta, e co' la bianca destra,
e co' la guancia eburna,
cui tu sola al par vai,
de' lini il bel candor vincer d'assai?

FEDRA

Dal padiglion la veggo.

TESEO

Ah, non destarla!

FEDRA

Addio germana.

TESEO

Piano.

FEDRA

Il ciel t'assista.

FEDRA

So quanto piangerai

quando vedrai partito
colui che t'ha tradito
con tanta infedeltà.

E più, quando saprai,

ch'io quella, quella fui,
che il tolse agli occhi tuoi
e parte, e seco va.

Scena seconda

Teseo.

TESEO

Qual mai gran pena a un cor dover a forza
di chi non puote amar fingersi amante!
Ma pure alfin non mi vedrò più al fianco
quel volto a me noioso.
Con l'adorata Fedra
andrò lontano; fremerà Arianna;
ma il suon de' suoi lamenti,
ch'io non udrò, disperderanno i venti.

TESEO

Se ad appagar volesse il cielo

le querele degli amanti,
quanti, quanti
vibreria dall'alto i fulmini
contro noi di sdegno armato.

Ma di rado ei scaglia il telo

benché spesso ne minaccia;
poi con faccia
tutta luce, e pien di giubilo,
s'apre a noi vago, e placato.

Scena terza

Bacco, Sileno, Coro di Bessaridi, di Satiri, e Fauni.

BACCO

A terra, a terra. A ristorarsi alquanto
fermiamo in quest'arena:
già ne invitò da lunge
il vago orror dell'isoletta amena.

CORO DI SATIRI

Ebbre bessaridi,

e fauni, e satiri,
suonate cembali,
e trombe, e timpani;
or che arriva
con lieto viva
il domatore dell'oriente.

DUE BESSARIDI

Miratelo che scende

dal carro d'or che splende,
e poi le tigri sciolte,
l'asta, e il tirso trattar con man possente.

DUE FAUNI

Mirate qual si smalta

di rose, gigli, e calla,
e tutto ameno ride
all'apparir del nume, il suol repente.

TUTTO IL CORO

Ebbre bessaridi,

e fauni, e satiri,
suonate cembali,
e trombe, e timpani;
or che arriva
con lieto viva
il domatore dell'oriente.

Scena quarta

Arianna, ch'esce svegliata dal padiglione; Bacco e Sileno in disparte.

ARIANNA

Qual suono strepitoso
mi toglie il sonno? O che sarà? Ma dove
è Fedra la germana?
Come dal fianco mia tacita, e cheta
si tolse? È gita forse
al legno dov'è Teseo? Ah, gelosia,
come fuor del dovere, e a mio dispetto,
tenti d'entrarmi in petto?
Ma, ohimè, che sciolto il pino a gonfie vele
irne già veggo. Teseo... Fedra... Oh dio!
Non v'è chi mi risponda.
Germana... Sposo...

BACCO

Alta ventura è questa.

ARIANNA

Misera, ognuno è sordo al par dell'onda.

SILENO

Temo che gridi invan.

ARIANNA

Così mi lasci

sposo crudel? Dove ten' vai? Che, forse
m'abbandoni? Ah, spietato! E tal si lascia
del regnante di Creta
l'augusta prole?

BACCO

È Fedra, od Arianna?

ARIANNA

Con la sorella mia ten' fuggi, ingrato?

SILENO

Mi fa pietà.

ARIANNA

Infelice!

Deh, che farò qui sola, in fra gli orrori
d'una terra diserta? Ah, meglio fia
che finiscan quest'onde
con la mia vita ancor la pena mia.

Scena quinta

Detti.

BACCO

Ferma, che tenti? Principessa vivi,
e da me spera aita.

ARIANNA

Ah, che per me ogni speme,
misera, è già sparita.

BACCO

Al mio poter tutto ubidisce: chiedi.

ARIANNA

Che chiederti poss'io, se non che torni
Teseo infido?

BACCO

Teseo?

ARIANNA

Egli mi diede

la fé di sposo, ed ora
con Fedra fugge, in su volante prora.

BACCO

Con Fedra, a te germana?
Ed ancor l'ameresti?

ARIANNA

Non mai; ben di vederlo io bramerei
sol per rimproverarle i torti miei.

BACCO

S'altro non chiedi, ecco, lo traggo al lido.

ARIANNA

Veggiamlo, e se ciò sia, del suo delitto
farò che a me ragion renda l'infido.

BACCO

Re de' venti

dalle rupi tue profonde,
re de' venti, scuoti l'onde,
e di turbini stridenti
empi l'aria, agita il mar.

E quel legno

ch'io t'addito,
qual partì da questo lido,
tratto a forza dal tuo sdegno
qui ritorni a naufragar.

ARIANNA

Ah, che veggo? Qual nera
procella insorge? Urla per ogni parte
l'instabile elemento: ah, vedi il pino,
qual mai guerra gli fa l'ira de' venti?
Ma, già volge la prora a questa sponda;
come sembra che voli! Oh, come presto...

BACCO

Forza del mio potere.

SILENO

Attendi il resto.

ARIANNA

Che più?

BACCO

Frangerò il legno.

ARIANNA

E il caro sposo?

BACCO

E puoi amarlo ancora?

ARIANNA

E la cara germana?

BACCO

Quella che t'odia, e col tuo sposo or fugge?
Se n'hai pietà, riedasi al mar la calma,
e spiri al pino l'aura seconda.

ARIANNA

No, tornino alla sponda.

SILENO

E poi?

ARIANNA

E poi sfogato

lo sdegno del mio cor contro l'ingrato,
l'aborro, e l'abbandono.

BACCO

Con tal fede ubbidisco, e pago io sono.

ARIANNA

Eccolo ormai vicino.

BACCO

Dietro di questa rupe
ascondiamci a goder del suo naufragio.

ARIANNA

Oh dio!

BACCO

Non dubitar salvo e sicuro

resterà l'uno, e l'altra, io te lo giuro.

SILENO

Oh, come di costei
sì presto è innamorato il mio signore!
Dunque di Bacco anche trionfa Amore?

SILENO

È più tenace

di vischio, o rete,
il crine, il guardo
d'una beltà.

Fugge da quegli

talor l'augello,
ma se da questi
un cuor è colto,
non fia mai sciolto,
non mai ne uscirà.

Scena sesta

Teseo, Fedra.
Arianna e Bacco in disparte.

TESEO

Miseri noi! L'abete è infranto, e l'onda
entra per ogni parte, e lo profonda.

FEDRA

Teseo, mio Teseo, aita.

TESEO

Non ti lascio, mia vita.
Ma, qual portento? Il mar già torna in calma.

FEDRA

E a sormontar le arene
la nave, che sdruscì, ponte diviene.

TESEO

Siamo in salvo.

FEDRA

Ma, oh dio,

che dirà la germana
se avvista fia di nostra fuga?

TESEO

A lei

direm, che dalla sponda
furia ne trasse d'improvviso vento.
Quel che mi pesa, è di dover pur anco
rivederla con pena,
e il frutto perder de' tuoi dolci amori.

FEDRA

Quanto infelice io nacqui!

TESEO

Non paventar, saprà additarne il fato
altro mezzo a fuggir...

Scena settima

Esce Arianna furiosa, e detti.

ARIANNA

No, scellerato!

FEDRA

Oh dio, che veggio?

ARIANNA

Una regal donzella

tal s'abbandona in solitaria riva?
E tu, Fedra crudele, a me rapisci
chi era l'anima mia? Quel che mi diede
la marital sua fede?

FEDRA

Che posso dir?

ARIANNA

Tu non rispondi, ingrato?

Hai sì tosto obliato
il tuo dover, la mia prestata aita,
la fuga mia dal padre?

TESEO

Arianna, t'accheta: a te mi rendo
pentito e fido. (Fingerò.)

FEDRA

(Son morta.)

ARIANNA

Pentito? Sii pur fido a quella indegna
con cui fuggisti, a lei ti lascio: vanne,
traditor menzognero,
da me lontan.

TESEO

(Dicesse almen davvero.)

ARIANNA

Incauta farfalletta

che scherza intorno al lume
v'accende al fin le piume, e perde il volo.

Un giorno de' tuoi rai

al foco anch'io scherzai
e senza paventar ne ho pena, e duolo.

Scena ottava

Fedra, Teseo.

FEDRA

O mio rossor, non oso
articolar più voce,
né rimirar la suora mia tradita.

TESEO

Chi sa. L'offesa, e il torto,
dal suo core m'han tolto, e a te mi cesse.

FEDRA

Credi, che da ver dica? Ha favellato
lo sdegno in lei, la gelosia, il furore;
aspetta che favelli un dì l'amore.

TESEO

Sordo sarò, qual aspe ad ogni incanto.

FEDRA

Come potrai dal pianto
difenderti?

TESEO

Il petto mio è di diamante.

FEDRA

Chi resister mai puote a donna amante?

TESEO

Occupata è già l'alma
nell'amor tuo, più paventar non puoi.

FEDRA

Caro Teseo, tem'io... di che mai temo?
Di te, della germana e di me stessa;
ma in te qualunque mia sorte
sarai sempre 'l mio cuor, l'anima mia,
e se tua non sarò, sarò di morte.

FEDRA

Se viver non poss'io

con te, bell'idol mio,
voglio spirar per te.

Allor comprenderai,

ché morta mi vedrai,
del cor la salda fé.

Scena nona

Bacco, Sileno, Teseo.

BACCO

Teseo non dubitar, ama pur Fedra,
ché tua sarà.

TESEO

Ma tu chi sei?

BACCO

Quel sono

cui piacque di salvarti in questo lido
dalla fremente, orribile procella.

TESEO

Tanto puote operar solo chi è nume!

BACCO

Son io chi sono; altro saper non déi
se non ch'amo Arianna, e mia la voglio.

SILENO

Eccoci in nuovo scoglio.

TESEO

L'abbi.

BACCO

Dunque la cedi?

TESEO

E quanto lieto!

BACCO

L'impegno osserva; e s'ella poi tentasse
rinovellar l'affetto?

TESEO

D'ascoltarla neppure, a te prometto.

TESEO

O quante volte sentito avrai

qualche augelletto che in mesti lai
l'ardor d'Amore che in petto sente
a un faggio intorno spiegando va.

E in lui con note dal duol formate

destar vorrebbe qualche pietate,
ma sordo il faggio che non lo sente
un solo accento poi dar non sa.

Scena decima

Bacco, Sileno.

SILENO

Come sì presto divenisti amante?

BACCO

Tu sai che i numi, a cui tutto è presente,
la forza degli affetti
sentono in un istante.

SILENO

Ma un domator de' popoli...

BACCO

Chi regge

un genio marziale ama più ch'altri.

SILENO

Ah, ch'ad un forte core,
remora ad alte imprese è sempre Amore.

Scena undicesima

Arianna, Bacco, Sileno.

BACCO

Vieni Arianna; hai con l'amante infido
sfogata l'ira?

ARIANNA

Non ancor, mi resta

a vendicarmi.

BACCO

Ed in qual guisa?

ARIANNA

Il core

la vendetta matura, ove lo sdegno
con tutto il suo poter scuote la face.

SILENO

Sai qual vendetta vuol? Far seco pace.

ARIANNA

Pace con un crudel?

BACCO

Che a me ti cesse.

ARIANNA

Cedermi a te? Ma con qual dritto?

BACCO

Eh cara,

pensa ad amarmi, esser tu mia già déi.

ARIANNA

Ma dimmi, e tu chi sei?

SILENO

Oh se il sapessi!

BACCO

Quel che torti a' tuoi mali
vorria, presso di cui non è che un'ombra
il trono di Minosse:
che può tue forme belle
far eterne, ed alzar sopra le stelle.

BACCO

Tra gli astri splenderà

la tua gentil beltà
se almeno un guardo sol mi volgerai.

E se del rio dolor

che per te soffre il cor pietate avrai.

Scena dodicesima

Arianna, Sileno, Coro di Seguaci di Bacco.

ARIANNA

Deh scuoprimi, o Sileno,
di così forte eroe la patria, e 'l nome.

SILENO

Egli a me vieta il dirlo.

ARIANNA

È prence, è nume?

SILENO

Altro da me non sai;
ma da quel ch'io dirò m'intenderai.

SILENO

Nel paese dove il sol esce fuora

migliaia d'uomini
col forte braccio
fece in pezzi, abbatté, sconquassò.

Poco dopo veggendolo l'Aurora

su destrier nobile
in veste candida
sulla sponda del Gange ei trionfò.

ARIANNA

Che favellar è il tuo? Meglio desio...

SILENO

Di più scuoprir non posso, e no 'l degg'io.

ARIANNA

Palesar non sia colpa il suo signore
che dice d'amarmi, e da me chiede amore.

ARIANNA

Ma già scoperti

d'Amor i crud'inganni
gli aspri tormenti
e i dolorosi affanni
ad uomo infido
non voglio dar più fede.

Ed or nel petto

è libera quest'alma
non ha diletto
di perder più la calma
per ottenerne
così crudel mercede.

SILENO

Se no 'l conosci ancora
forse lo scuoprirai da' suoi seguaci:
tu intanto ascolta, e ben gli osserva, e taci.

CORO DI SEGUACI DI BACCO

Viva il forte, viva il grande

vincitor dell'Indie dome;
che d'intorno il suono spande
de' suoi fasti e del suo nome.

DUE DEL CORO

Quel che primo mari incogniti

DUE ALTRI DEL CORO

nuovi fiumi, e lidi inospiti
con coraggio insuperabile

TUTTI

vide, scorse, ed iscuoprì.

DUE DEL CORO

Quel che l'indomite

tigri d'Ircania,
ed i terribili
forti leoni
con invincibile
e formidabile
braccio atterrò.

DUE ALTRI DEL CORO

Quel che all'olmo la vite in stretto nodo

pronuba accoppia, e i pampini feconda;
e con ricca vendemmia al villanello
le fatiche compensa, e 'l cor ricrea.

Quello che vinse con eterne lodi

la terra, il mare, e i mostri in strani modi.

TUTTI

Viva dell'indie

viva de' mari
viva de' mostri
il domator.

QUATTRO DEL CORO

Viva dell'olmo

e della vite
l'almo fecondo
sostenitor.

TUTTI

Viva dell'indie

viva de' mari
viva de' mostri
il domator.

Spiaggia di mare con padiglione socchiuso. Al lato bosco, e rupe che guarda lo stesso mare. Navi alla spiaggia.

PARTE SECONDA

Scena prima

Arianna, Fedra.

ARIANNA

Invan mi fuggi.

FEDRA

Oh dio mi lascia; indegna

di mirar mi confesso il tuo sembiante.
So conoscer il mio fallo, e detestarlo,
ma non posso di men di non amarlo.

ARIANNA

Cotanto ardisci?

FEDRA

E che dir deggio? Incolpa

l'influsso rio di qualche stella avversa.

ARIANNA

Sapevi pur, che destinata sposa
a Teseo m'era.

FEDRA

Il seppi, mi difesi

dall'acceso desio sin che potei.
Ma che pro? Le lusinghe, i vezzi, e l'arti
di quel, dirlo conviene, amabil volto
ogni poter m'han tolto.

ARIANNA

So, che l'infido il genio tuo sedusse.

FEDRA

I primi semi ei sparse
della mia infedeltà; ma il mio volere
se ne fece poi gloria, indi piacere.

FEDRA

Non è colpa del mio core,

ma delitto è sol d'Amore
se t'offendo,
e mi rendo a te infedele.

Deh perdona il fallo mio

ch'è tormento assai più rio
il sentir che mi condanni
d'ogni affanno più crudele.

Scena seconda

Teseo, Arianna.

TESEO

Arianna.

ARIANNA

Ancor vieni a me dinante?

TESEO

Teco a gioir me n' vengo
del tuo novello amante.

ARIANNA

Tanto t'inoltri? Mi dileggi ancora?

TESEO

Arde per te d'amor, qual non so dirti
gran prence, o nume.

ARIANNA

E come, e donde il sai?

TESEO

Perché il suo cor m'aperse, e a me ti chiese.

ARIANNA

Tu allor che rispondesti?

TESEO

Al suo disegno

con gioia corrisposi.

ARIANNA

Ah sposo indegno.

Tu dispor di mie voglie? In questa guisa
doppiamente tradita, e vilipesa
la figlia di Minosse?

TESEO

In che t'offendo?

Un amante ti tolsi, un te ne rendo.

ARIANNA

Crudel, così mi tratti?
Non fui quell'io, che la tua patria sciolsi
dal gravoso tributo? E che ti tolsi
con l'arte mia dal Minotauro orrendo?
Crudel, da te ingannata, ah ben lo sai
per abbracciarti sposo
il regno, e sino il padre abbandonai.

TESEO

N'ho gran dolor, ma...

ARIANNA

Che? Teseo adorato

ritorna al seno mio, senza te moro.
Eccomi a te prostrata. Il tuo abbandono
più mi pesa che morte,
che padre, e patria, e trono;
deh ritorn'al mio seno:
e se mi nieghi amore
come tu vuoi, teco mi guidi almeno.

ARIANNA

Come mai puoi

vedermi piangere
senza che frangere
il cor ti senta?

Come mai spenta

è in te pietà?
Morta mi vuoi?
Crudel m'esanima.

Togli a quest'anima

la pena amara,
ché da te cara
la morte avrà.

Scena terza

Bacco, Sileno, Arianna, Teseo.

BACCO

È questa la vendetta
che fai di lui che traditore appelli?
L'odio quest'è, che senso tal mostronne
il tuo tradito cor?

SILENO

Credete a donne.

ARIANNA

(Oh mio scorno, e vergogna!)

TESEO

Io n'ho pietade.

ARIANNA

Pietà, crudel, dopo che m'hai tradita,
vilipesa, e schernita?

BACCO

T'accheta, o bella: è il mal senza riparo.

ARIANNA

Senza riparo? Come? Ei di che teme?
Mio sposo esser non può?

SILENO

Questo le preme.

TESEO

Confesso, e con rossor, che a te degg'io
gloria, consiglio, e libertade, e vita.
Tutto farei per te, ma l'amor mio...

ARIANNA

Ma non m'amasti? E promettesti il core?

TESEO

Gratitudine fu, ma non amore.

ARIANNA

E la fede di sposo?

TESEO

Oh, questo è il mio

fallo maggior, non t'adirar s'io il dico,
ma Fedra non avea veduta ancora.
A che rammento adesso
de' miei casi la serie? Io senza lei
morir dovea; che avrebbe a te giovato
la morte mia? Meglio non è ch'io viva?
E senza più querele,
ch'io resti a Fedra sposo
e ad Arianna ancor servo fedele?

TESEO

Conosco il mio fallo,

e chiedo perdono:
se indegno ne sono
dimando pietà.

Se brami ch'io pianga

di pianger prometto,
ma lascia al mio affetto
la sua libertà.

Scena quarta

Arianna, Bacco, Sileno.

BACCO

Possibile, Arianna,
che veder non ti possa alfin placata?

ARIANNA

Non si può, sono amante, e disprezzata.

BACCO

E all'amor mio nulla tu pensi?

ARIANNA

Nulla.

BACCO

Non mi dicesti pria
di non amar più mai quell'incostante?

ARIANNA

Pensier di donna amante
è come flutto in mar, ch'or parte, or torna.

BACCO

Io t'amerò fedele!

ARIANNA

Eh, s'uom pur sei,

dispensar non ti puoi dal tuo costume.

BACCO

Ma, s'io mi fossi un nume?

ARIANNA

Ah, per pietade

non mi schernir. Mi lascia
nella mia doglia acerba, e dispietata.
Sento svellermi il cor, son disperata.

ARIANNA

Spero di vendicarmi,

e forse d'oltraggiarmi
l'empio si pentirà.

E per suo grave affanno

vedrà qual fiero danno
arrech'infedeltà.

Scena quinta

Bacco, Sileno.

BACCO

Qual mai gran doglia entro dal petto aduna?

SILENO

E rallegrarla tu, signor, non puoi?

BACCO

Come?

SILENO

L'invada il tuo divin furore!

BACCO

Ad altro penso.

SILENO

Il so, trarla per forza

a Tebe teco, o a Nisa.

BACCO

Non bene appaga l'alma
piacer d'amore da rigor forzato.

SILENO

Di gusto non son io sì delicato.

BACCO

Come mai ti compiaci
d'un volto, che sdegnoso
bieco ti guardi, e non ti sia pietoso?

BACCO

Nave che solca

profondo mare
se la molesta
cruda tempesta
al fine scorgesi
a naufragar.

Così un amante

benché costante
se prova irata
bellezz'amata
mai calma placida
non può sperar.

Scena sesta

Fedra, Teseo.

FEDRA

Stelle, voi che reggete
le vicende de' miseri mortali,
dite, s'hanno i miei mali
termine alcuno, o pur rimedio ancora;
ma temo che il destin voglia ch'io mora.

TESEO

Idolo mio sta' lieta.
La fortezza del cor vincerà alfine
un ostinato, un disperato amore.

FEDRA

Arianna resiste.

TESEO

Io più di lei.

FEDRA

Han gran forza le lagrime: una stilla
che a lungo cade, anche un macigno spezza.

TESEO

Non sai dell'alma mia l'alta fermezza.

TESEO

Non è sì forte

la quercia al vento
e non resiste
superbo scoglio
agli urti, all'onde
d'irato mar.

Qual il mio core

d'ardor ripieno
non ha timore
di venir meno
te in adorar.

Scena settima

Bacco, Fedra, Teseo.

BACCO

Teseo, tempo è che siamo ambo felici.

TESEO

Lo voglia il ciel; ma come esser ciò puote?

BACCO

Mercé dell'opra mia.

TESEO

Si può saper chi sei?

BACCO

Se no 'l sapesti, ora saprai ch'io sia.

Scena ottava

Coro di Villanelle, Bessaridi, Satiri e Fauni.

DUE BESSARIDI

Satiretti

lascivetti,

DUE SATIRI

villanelle
furfantelle,

TUTTI QUATTRO

applaudiamo al dio Leneo.

CORO

Viva viva Tioneo

Semeleo
Bessareo
e la bella ch'egli adora
or di lui s'accenda il cor.

DUE DEL CORO

Qual nebbia t'appanna

incaut'Arianna?

Or s'apra in te il lume

conosci quel nume
per te tutto amor.

CORO

Viva viva Tioneo

Semeleo
Bessareo
e la bella ch'egli adora
or di lui s'accenda il cor.

DUE DEL CORO

Pietà non si niega

a nume che priega.

Ben merta sua fede

in dolce mercede
reciproco ardor.

DUE BESSARIDI

Satiretti

lascivetti,

DUE SATIRI

villanelle
furfantelle,

TUTTI QUATTRO

applaudiamo al dio Leneo.

CORO

Viva viva Tioneo

Semeleo
Bessareo
e la bella ch'egli adora
or di lui s'accenda il cor.

FEDRA

Che mai sentiam?

TESEO

A te mi prostro, o nume,

figlio di Giove, e vincitor degl'Indi.

FEDRA

O germana felice
per sì grande amator! Vieni, di queste
gioie a goder, e ormai
sgombrin dell'alma tua doglie moleste.

FEDRA

Lascia di più languir;

cessi dentro al tuo sen
d'affanno il cor ripien
di palpitar.

Se Amor già fu crudel

all'alma tua fedel,
ora per te vicende
ei vuol cangiar.

BACCO

Viene appunto Arianna.

Scena nona

Arianna, Bacco, Fedra, Teseo.

ARIANNA

Qual forza ignota a ritornar mi tragge?

TESEO

A riconoscer vieni,
bella, il grande amator, divina prole
di Semele e di Giove.

FEDRA

Bacco, il nume tebano.

ARIANNA

Degna non son d'un tanto onor sovrano.
Ma chi fede ne fa?

BACCO

L'opre che miri.

Volgi il guardo d'intorno.

ARIANNA

Ah, che vegg'io?

Queste campagne inabitate, ed erme
tutte di viti popolarsi.

TESEO

Il fiume

di rubicondo umor corre spumante.

FEDRA

E le selvagge piante
di pampini, e racemi il crine ornarsi.

ARIANNA

E le frutta mature
spuntar dai dumi in fra la selva sparsi.

TESEO

Latte, e mèle ecco vegg'io

a sudar le querce annose;
germogliar giacinti, e rose
d'improvviso al colle intorno.

Un sussurro, un mormorio

d'augelletti in queste fronde
sento, e dolce a quel risponde
d'amadriadi un coro adorno.

Scena decima

Sileno e tutti gli altri.

SILENO

Signor, questa corona
Venere invia, perché tu l'offra in dono
alla bella Arianna.

ARIANNA

Di tanto onore io degna?

BACCO

In sul bel crine

io te la pongo, o mio adorato bene.
Rendi alla dèa di Cnido
grazie, ché al tuo gran merto
sì raro fregio, e a tua beltà destina.

SILENO

Or sì che a te mi prostro
quale a mia potentissima regina.

FEDRA

O bella sorte!

TESEO

O quanto son contento!

ARIANNA

Qual mai diversa or sento
l'anima mia da quel che fu! Dal core
il duol sparì; m'infiamma
un certo nuovo ardor che più non sente
di basso affetto, e di terren desio,
sopra di me m'innalzo,
e quasi il suolo oblio.

ARIANNA

Che dolce foco in petto

oltre l'usato io sento
che invece di tormento
gioia mi dà, e diletto,
e mi consola.

E se d'un vivo ardore

sento quest'alma piena,
desio, ma senza pena,
amo, ma nel mio core
il duol s'invola.

TESEO

Dunque non m'odi più?

FEDRA

Dunque...

ARIANNA

Il mio petto

or capace non è che di diletto.

TESEO

Sperar poss'io che a te discaro il nodo
non sia meco di Fedra?

ARIANNA

Anzi a me caro, e 'l bramo.

FEDRA

Generosa germana or torno lieta.

BACCO

Anche di me ti caglia.

ARIANNA

Amato nume

perdona, se sì tarda a tue richieste
risposi: in noi mortali
sai quanto il velo degli affetti toglie
il ver ben poter scuoprire all'alme.
Or mercé d'un tuo raggio
che penetrommi il cor, di cui m'accendo,
a te, nume immortal, pronta mi rendo.

BACCO

Ecco la destra, amata sposa.

ARIANNA

Oh quanto,

caro sposo, m'innalzi!

FEDRA

Avea il destino

scritto nel ciel la tua sì gran ventura.

TESEO

Or più che mai contento
con Fedra l'alma mia volo ad Atene.

BACCO

Adorata Arianna, il don conserva
dell'amorosa diva.
Tempo verrà che dopo il regno in terra
questa corona istessa
t'ornerà il crine in cielo;
e con forme più belle
si cangeran le gemme in tante stelle.

FEDRA, TESEO

Grande e possente

nume Lieo
di mostri, e vortici
di terre, e d'uomini
soggiogator.

Tuo fausto guardo

sopra noi stendasi
e tua bontade
applauda a' giubili
del nostro cor.

CORO

Serto di stelle lucide

ad Arianna cinga
le tempie illustri e nobili
ché con eterno lume
folgoreggiar si veda.

TESEO

D'un sì gran nume, e così eccelsa diva
stringa Imeneo la maestade e 'l bello.

SILENO

E de' figli, e nipoti in lungo giro
celebri i fasti la ventura etade.

FEDRA

E di più popoli

concordi cantici
al suon festeggino
de' loro nomi
annoverati
fra semidei.

CORO

Viva Bacco vincitore,

e de' cieli in almo onore
Arianna, e i figli suoi.

Viva pur viva Lieo

viva il nume Bessareo
gloria al Gange, e gioia a noi.