Tragedia lirica in tre parti.
Versione sintetica a cura di www.librettidopera.it.
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Libretto di
Musica di
Prima esecuzione:
Personaggi:
GIUSTINIANO imperatore d'oriente / basso
BELISARIO comandante supremo di Giustiniano / baritono
ANTONINA moglie di Belisario / soprano
IRENE figlia di Belisario e Antonina / mezzosoprano
ALAMIRO prigioniero di Belisario / tenore
EUDORA / soprano
EUTROPIO capo delle guardie imperiali / tenore
EUSEBIO custode delle prigioni / basso
OTTARIO / basso
Senatori, Popolo, Veterani, Alani, Bulgari, Donzelle, Pastorelle dell'Emo.
Guardie imperiali, Prigionieri goti, Guerrieri greci, Pastori dell'Emo.
L'azione ha luogo parte in Bisanzio, parte nelle vicinanze dell'Emo.
L'epoca rimonta al 580 dell'era cristiana.
Ai veneziani
Fu base di questo lavoro, che oso offrirvi, una tragedia di Golbein, che il valente artista drammatico Luigi Marchionni ridusse per le scene italiche.
Il BELISARIO di Golbein, pari a quello della storia, colse ovunque allori copiosi e meritati; reputerò il mio non meno avventuroso, se voi, delle cose teatrali integri e scienti giudici, gli accorderete una sola fronda di quegli allori.
Vivete felici.
L'autore
IL TRIONFO
Scena prima
Atrio interno del palazzo imperiale.
Trono a destra. A traverso dell'intercolunnio magnifica veduta di Bisanzio.
Senatori della reggia, e Popolo accorrendo da più parti.
TUTTI
Serto di eterni lauri
impongasi alla chioma
del prode, onde Bisanzio
emula fu di Roma.
Invitto Belisario,
gloria di nostra età.
Quanto vivranno i secoli
il nome tuo vivrà.
(si dileguano)
Scena seconda
Irene da un lato, Eudora dall'altro, entrambe con séguito di Donzelle.
IRENE
Corri, amica... voliam sulla sponda
all'amplesso del forte che arriva...
Ve': pe' trivi già il popolo inonda,
odi il suon della calca festiva...
Delle trombe frammisto allo squillo
del trionfo già l'inno intuonò.
Salutando l'augusto vessillo
che il terror fra i nemici portò.
La man terribile ~ del vincitore
di baci fervidi ~ io coprirò.
E, al sen stringendomi ~ del genitore,
rapita in estasi ~ d'amor sarò.
Un pianto tenero ~ forse gli accenti
sul labbro timido ~ mi troncherà...
Ma quelle lagrime ~ sieno eloquenti;
ma quel silenzio... tutta dirà!
TUTTE
Giorni di gloria ~ giorni ridenti
brillar sul Bosforo ~ il ciel farà.
(partono)
Scena terza
Antonina ed Eutropio, da opposte vie.
ANTONINA
Plauso! Voci di gioia!...
EUTROPIO
Il volgo insano
corre sul lido a festeggiar l'incontro
del reduce tuo sposo.
ANTONINA
Mio sposo un parricida!
EUTROPIO
Oh!... che favelli!
ANTONINA
Ascolta, e del mio sdegno
abbi sicuro pegno. ~
Lo schiavo di... colui, Proclo, morendo
a me narrò, che di svenare il figlio
Belisario gl'ingiunse, ond'ei lo trasse
fuor di Bisanzio, e a trucidarlo il ferro
alzò, ma il ferro dalla man gli cadde
e tutto inorridito
abbandonò, fuggendo, il pargoletto
sovra deserta sponda...
pasto forse alle belve... o in preda all'onda!...
EUTROPIO
Che intesi?... Ahi! snaturato genitore!
Io ti compiango.
ANTONINA
Immenso è il mio dolore!
ANTONINA
Sin la tomba è a me negata!...
Sin le ceneri del figlio!
Ah! di lagrime il mio ciglio
viva fonte ognor sarà...
Madre, oh dio! più sventurata
mai la Terra non avrà!
EUTROPIO
Ti conforta: dell'eccesso
pagherà quell'empio il fio:
ma rammenta che promesso
era un premio all'amor mio!
La tua destra...
ANTONINA
Or dimmi: ordita
fu la trama?
EUTROPIO
È appien compita.
Una man fedele, esperta
già le cifre simulò.
ANTONINA
La sua perdita?...
EUTROPIO
Fia certa.
ANTONINA
Vendicata almen sarò!
Ombra pallida e diletta,
che t'aggiri a me d'intorno
meco esulta... è questo il giorno
che il delitto punirà.
O desio della vendetta,
tu sei vita a me soltanto...
io versai dirotto pianto,
altri il sangue verserà.
EUTROPIO
Irne incontro a lui frattanto...
simular ti converrà.
Le Guardie imperiali cominciano a disporsi per l'atrio. Antonina ed Eutropio partono.
Scena quarta
Giustiniano e Guardie.
GIUSTINIANO
O nume degli eserciti,
a te sia laude eterna:
guidò ne' campi italici
l'aita tua superna
il duce formidabile
che i Goti debellò,
e il serto mio di splendida
gemma novella ornò.
(ascende al trono)
Scena quinta
I predetti.
Trionfo di Belisario.
Esce prima la Banda militare, che vien seguita dal Popolo, quindi i Magistrati, ed il Senato: segue poi con marcia trionfale l'Esercito di Belisario.
Alcuni Guerrieri portano i tesori predati, fra i quali è la corona e il manto di Vitige, re dei Goti.
CORO
L'inno della vittoria
spanda sì forte un grido,
che, valicato il pelago,
scorra di lido in lido,
e dica ai regni nordici
in suono di terror:
«V'è un Belisario!» e i barbari
dipinga di pallor.
Scena sesta
Belisario comparisce sopra magnifico carro: ha il capo cinto da una corona d'alloro, ed un purpureo manto è sovrapposto alla sua aurea armatura. Sono d'intorno al Duce i Goti prigionieri, fra i quali è Alamiro: i Veterani chiudono il trionfo.
CORO
Invitto Belisario,
gloria di nostra età:
quanto vivranno i secoli
il nome tuo vivrà.
BELISARIO
Cesare, hai vinto: e l'itala contrada,
di natura dolcissimo sorriso,
della vittoria è frutto.
Mira al tuo piè le spoglie opime, e questi
giovani prigionieri, al cui valore
mal rispondea fortuna.
Deh! Se mercede alcuna
sperar mi lice, tua pietade imploro
per essi; e te, cui la pietade è istinto
non preghi indarno il vincitor pe 'l vinto.
GIUSTINIANO
Tremendo in guerra, umano in pace, e sempre
sei grande, o Belisario!
(accennando i prigionieri)
I lor destini
a te commetto.
(scende dal trono)
Abbracciami. ~ Rifulga
alta letizia intorno,
tutto festeggi così lieto giorno.
(parte seguìto dai magistrati, dal senato e dalle guardie. L'esercito ed il popolo escono pe 'l fondo)
BELISARIO
Liberi siete. Addio.
(ai prigionieri che cadono alle sue ginocchia, tranne Alamiro. Li rialza, ed essi partono)
BELISARIO
Che veggio!... Il dono
sprezzi forse, Alamiro?
ALAMIRO
Io?... Ti son grato;
ma già te 'l dissi, al fianco tuo m'annoda
tale un poter che libertà m'è grave
lungi da te.
BELISARIO
(abbracciandolo)
Rimani
adunque meco: in libertà rimani.
Ho tutto il cor commosso
da ignoto affetto, che spiegar non posso!
BELISARIO
Quando di sangue tinto,
e fra catene avvinto,
in rive al Trasimeno
tratto mi fosti al piè,
tenera voce in seno
mi favellò per te!
ALAMIRO
Ah! se mi fia ricetto
di Belisario il tetto,
di mia crudel fortuna
gli oltraggi scorderò...
nel suol che a me fu cuna
almen la tomba avrò.
BELISARIO
Sei tu greco?... Il ver dicesti?
ALAMIRO
Greco io son.
BELISARIO
Da chi nascesti?
ALAMIRO
Tal mistero il ciel m'asconde!...
fui da un barbaro allevato:
ei del Bosforo alle sponde
mi rinvenne abbandonato.
BELISARIO
E costui su greco suolo
che traea?
ALAMIRO
Desio di preda.
BELISARIO
Derelitto in terra e solo
più non sei: per te succeda
di sereno a trista aurora.
Ebbi un figlio e lo perdei!...
la sua morte io piango ancora...
or quel figlio a me tu sei.
ALAMIRO
Io tuo figlio!... a me tu padre!...
ah! di gioia ho pieno il cor!
BELISARIO
Ne' miei lari...
ALAMIRO
Fra la squadre...
BELISARIO
Sempre insieme...
ALAMIRO
Uniti ognor.
BELISARIO, ALAMIRO
Sui campi della gloria
noi pugneremo a lato;
trema o sorrida il fato,
vicino a te starò...
La morte o la vittoria
con te dividerò.
Scena settima
Appartamento nel palazzo di Belisario.
Irene ed Eudora incontrandosi da parti opposte.
IRENE
Belisario vedeste?
EUDORA
Altrove ei mosse il piede,
e forse al tempio...
IRENE
Noi corremmo ver lui; ma all'alta gioia
mal resse il cor di mia madre, e priva
restò di sentimento.
Or ch'ella e in tutto calma
di letizia, e d'amore esulti l'alma.
Vedrò al fine il padre amato
dopo i lunghi miei lamenti,
or che in Grecia sospirato
tornò il duce de' valenti
quel che ognor sfida cimenti
che i nemici debellò.
I trofei, le vinte schiere
prova or son di quel potere
che al trionfo lo chiamò.
(damigelle frettolose)
IRENE
Ebben! Qual nuova?
CORO
Il padre alla magion se n' viene.
IRENE
Oh gioia! Ov'è la madre?
(Eudora parte)
IRENE
Si affretti a un tanto bene.
CORO
Forse ella più impaziente
ad incontrarlo uscì.
IRENE
(alle Damigelle)
Tenere spose madre amorose,
cessate omai di palpitar
non più timori non più perigli,
a voi si rendono e sposi e figli
tornate o popoli ad esultar.
CORO
Torniam in giubilo ad esultar.
Entra Belisario, Eudora, Antonina, e Donzelle.
IRENE
Padre!...
(correndogli incontro)
BELISARIO
Irene, m'abbraccia...
IRENE
Alfin son teco!...
(l'abbraccia)
Noi corremmo vêr te; ma della gioia
al violento assalto
mal resse il cor della tua sposa, e priva
finor di sentimento...
BELISARIO
Oh ciel! Traveggo!...
Sulla turbata fronte...
(colpito dal turbamento di Antonina)
del duolo hai tu, non del piacer le impronte!
Che fu? Nuova sciagura...
ANTONINA
Nuova!... Ti rassicura:
quale innanzi al partir, tal rivedrai
la tua magion... sol Proclo, il ciel... togliea
da questa valle di dolore albergo,
(con accento vibrato)
e di colpe.
BELISARIO
(Il suo fallo iddio perdoni!...)
Scena ottava
Eutropio, Guardie, Alamiro, Irene, Belisario.
EUTROPIO
Cesare a te m'invia: l'acciar deponi.
IRENE, EUTROPIO, ALAMIRO, DONZELLE
Come!...
BELISARIO
Vaneggi tu?...
EUTROPIO
Di arditi accenti
passò stagion! Quell'orgogliosa fronte
piega al voler d'Augusto.
IRENE
Ed osi?
ALAMIRO
Audace!...
BELISARIO
Tacete... È forza l'obbedir... ma il brando
di Belisario non lo avrà che un prode.
(lo dà ad Alamiro)
(ad Eutropio, con nobile intrepidezza)
Andiamo.
IRENE
Padre!...
ALAMIRO
Signor, deh! lascia...
(volendo seguire Belisario, egli con un gesto autorevole impone loro di rimanere, e parte con Eutropio e le guardie)
EUDORA, DONZELLE
Oh cielo!...
ANTONINA
(Comincia la vendetta!)
ALAMIRO
Io fremo!...
IRENE
Io gelo!
(partono)
Scena nona
Aula senatoria.
Da un lato molti seggi fra' quali uno più elevato per l'Imperatore. Vi è un tavolino, su cui alcuni papiri, il volume delle leggi, ed una spada.
Senatori.
TUTTI
Che mai sarà!
Perché solleciti
così ne aduna?...
Sovrasta a cesare
sventura alcuna!...
ALCUNI
Forse un colpevole
punir si deve?
GLI ALTRI
Forse la patria
danno riceve?
TUTTI
Ma il prence tacito
qui volge e solo...
Nel volto torbido
profondo duolo
sculto gli sta!...
Che mai sarà!
Scena decima
Giustiniano e Senatori.
Giustiniano va mestamente a sedere: ad un suo cenno Tutti si adagiano.
GIUSTINIANO
Sostegni del mio trono, un fero evento
ogni gioia distrusse! Innanzi tratto,
accusato d'orribile misfatto,
tal vi fia, che il vederlo, il sol vederlo
vi agghiaccerà le vene.
SENATORI
Chi?
GIUSTINIANO
Belisario.
SENATORI
Belisario!
GIUSTINIANO
Ei viene.
Scena undicesima
Belisario fra Guardie, Eutropio dal lato opposto, e detti.
(Belisario si avanza imperturbato)
GIUSTINIANO
S'apra il giudizio.
(un Senatore siede presso il tavolino, Eutropio va a collocarsi in piedi accanto ad esso)
EUTROPIO
Belisario accuso
di fellonia!
BELISARIO
Che intendo!
EUTROPIO
Al declinar di questo giorno istesso
del suo trionfo le ribelli squadre,
da lui compre e sedotte,
dovean, franta ogni legge, e spento il giusto,
(indicando Giustiniano con simulato raccapriccio)
coronare il suo crin del serto augusto.
BELISARIO
Calunnia infame!
EUTROPIO
A contestar l'accusa
queste produco sue medesme cifre.
(accennando i papiri sul tavolino)
BELISARIO
Ch'io vegga.
(lanciandovi uno sguardo)
È ver, son mie.
GIUSTINIANO
Leggile.
BELISARIO
(dopo aver letto)
Orrenda
inesplicabil trama!...
Son questi i fogli che inviai dal campo
alla consorte... ma d'averno forse
una furia maligna
alle amorose note altre ne aggiunse!
GIUSTINIANO
Dunque?
BELISARIO
Il vero chiarir potria la sposa,
ma che non libra Astrea sull'equa lance
l'odio e l'amor m'è noto.
GIUSTINIANO
Ella s'avanzi.
Scena dodicesima
I suddetti ed Antonina seguita da Irene ed Alamiro.
BELISARIO
Irene sposa... ah! voi no 'l crederete...
Mi trasse iniqua sorte
pe 'l cammin del trionfo incontro a morte.
ALAMIRO
A morte!
IRENE
Oh dio!
BELISARIO
Rimira.
Su questi fogli, che smarristi al certo,
nemica man fra le mie cifre intruse
sensi ribelli. Or leggi,
e di' se tu gli avesti
tali, o donna, da me.
(dà i fogli ad Antonina, che cerca di nascondere la sua orribile agitazione)
(rinfrancata da uno sguardo furtivo di Eutropio)
ANTONINA
Sì!
BELISARIO
Sì, dicesti?
(come colpito da un fulmine)
(Irene, Alamiro, Giustiniano e i senatori fanno un movimento di sorpresa ed orrore)
IRENE
Ah madre!...
GIUSTINIANO, SENATORI
È reo?...
ANTONINA
Sincero
fu il labbro mio.
ALAMIRO
Crudel!
BELISARIO
Sposa, ed attesti!...
ANTONINA
Il vero.
GIUSTINIANO, SENATORI
Reo Belisario!
TUTTI
(tranne Antonina ed Eutropio)
Oh ciel!
BELISARIO
Da chi son io tradito!...
Non reggo a tanto duol!...
E ancora inorridito
non si nasconde il sol!
ANTONINA
(Renda il mio core ardito
tutto il materno duol...
l'iniquo sia punito,
e poi m'inghiotta il suol).
IRENE
(Non regge il cor ferito
non regge a tanto duol!...
Ah! fugga inorridito,
a noi si asconda il sol!)
ALAMIRO
(Eccesso empio, inaudito!
Ira m'ingombra e duol...
non fugge inorridito...
non si nasconde il sol?)
EUTROPIO
(Renda quel core ardito
tutto il materno duol).
GIUSTINIANO, SENATORI
(Tramonterà vestito
per noi di lutto il sol!)
BELISARIO
Madre tu fosti, e moglie:
(conducendo la figlia ad Antonina)
l'infame accusa or toglie
la vita a me, l'onore:
ad essa il genitore!
Se tacque nel tuo petto
il maritale affetto,
dovea nell'alma impura
tacerti ancor natura?
ANTONINA
(volgendosi ai senatori)
Natura invoca, e scempio
egli ne fea... quest'empio!...
BELISARIO
Che!...
ANTONINA
Proclo...
BELISARIO
Ebben?...
ANTONINA
Morendo
svelò l'arcano orrendo.
BELISARIO
Dio!...
(retrocede vacillando, e coprendosi il volto con estremo terrore)
IRENE, ALAMIRO
Freme!...
GIUSTINIANO, SENATORI
Asconde il ciglio!...
ANTONINA
Quel mostro uccise il figlio!
IRENE, ALAMIRO
Ahi!
GIUSTINIANO, ANTONINA
Parricida ancor!
IRENE, ALAMIRO, GIUSTINIANO, SENATORI
Oh giorno di terror!
Giustiniano ed i Senatori si alzano e circondano Belisario rabbrividiti.
Belisario è convulso a segno di non poter parlare; egli accenna all'Imperatore ed al Senato di frenare il raccapriccio e d'ascoltarlo; e dopo si volge ad essi con voce interrotta.
BELISARIO
Sognai... fra genti... barbare...
terribile un guerriero...
che minacciava... i cardini
crollar... del greco impero.
Chiesi di lui... ripetere
del figlio intesi il nome...
nel sen mi corse un brivido!...
mi si drizzâr le chiome!
Interpretò lo spirito
del sogno un uom di dio,
ed all'oriente infausto
predisse il sangue mio.
Fremetti... della patria
crudo mi fe' il periglio...
mandò natura un gemito...
e cadde estinto il figlio.
Insieme
IRENE, ALAMIRO
Misero genitor!
ANTONINA, EUTROPIO
Barbaro genitor!
GIUSTINIANO, SENATORI
Oh giorno di terror!
ANTONINA
Pera l'empio che offese natura...
cielo e terra colpevole il grida...
non lo sposo, il crudel parricida
spento plachi il mio giusto furor.
Ah! dovunque mi volgo, m'aggiro
l'ombra inulta del figlio rimiro!
la sua voce, il suo gemito estremo
mi ricerca le fibre del cor.
BELISARIO
Per me suona già l'ora funesta...
empia sposa la scure mi appresta!
Ah tu almen sulla tomba paterna
spargi, o figlia, una lagrima, un fior.
(al Senato)
Se mi danna l'offesa natura,
se di morte colpevol mi grida,
Grecia taccia... mi fe' parricida
della patria il santissimo amor.
Insieme
IRENE
(Le sue leggi sconvolse natura!
Reo di morte una sposa lo appella!...
Ahi! del padre tramonta la stella!
Tutto è duolo, spavento ed orror!)
ALAMIRO
(Le sue leggi sconvolse natura!
Reo di morte una sposa lo appella!...
Ahi! del prode tramonta la stella!
Tutto è duolo, spavento ed orror!)
EUTROPIO
(Il rigor dell'estrema sciagura
su quel capo aborrito già piomba:
la sua colpa gli aperse la tomba,
ve lo spinge vendetta ed amor.)
GIUSTINIANO, SENATORI
(Freme il turbine, il cielo si oscura,
mugghia il tuono, ed in tanta procella
d'oriente sparisce la stella!
Tutto è duolo, spavento ed orror!)
Belisario è condotto altrove dalle Guardie. Irene ed Alamiro lo seguono desolati. Antonina ed Eutropio si allontanano per lato opposto.
Giustiniano ed i Senatori rimangono atteggiati di grave dolore.
L'ESILIO
Scena prima
Parte remota di Bisanzio, da un lato ingresso delle prigioni.
Molti Veterani ed alcuni del Popolo, sparsi per la scena in diversi gruppi.
TUTTI
Oh duce!...
VETERANI
Oh eccesso orribile!...
POPOLO
Oh dì funesto!
TUTTI
Questo dì tue vittorie,
il frutto è questo!
Scena seconda
Alamiro, Coro.
ALAMIRO
Voi piangete, amici!
Di Belisario voi piangete! Ah dunque
fama bugiarda a me suonò che avea
cesare in bando la mortal sentenza
di Belisario commutata? Iniqua
sentenza, che livor dettò per certo,
e non giustizia, al rio senato!
CORO
Il vero
udisti, sì; ma d'un misfatto estremo
non giunse il grido a te: lo ascolta.
ALAMIRO
Io tremo!
CORO
Comando fu di cesare,
che il volto suo giammai
veder più non dovessero
di Belisario i rai.
Eutropio scellerato,
da un demone ispirato,
con sanguinosa frode
il cenno pervertì.
ALAMIRO
(palpitante)
Che osò quel vil?
CORO
Del prode
sugli occhi estinse il dì.
(Alamiro inorridito, si copre il viso con ambe le mani; lungo silenzio)
ALAMIRO
A sì tremendo annunzio
gelar m'intesi il core!...
entro le vene un fremito
correr mi fe' l'orrore;
e le cadenti lagrime
sul ciglio m'impietrò!
Del dì la luce infausta
per sempre a me s'asconda,
copra me pur la squallida
notte che lui circonda...
almen l'orrendo strazio
del grande io non vedrò. ~
CORO
Vien la figlia!
ALAMIRO
In quale stato!
Scena terza
Irene, Eudora, Donzelle e detti.
ALAMIRO
Il tuo duolo, il tuo spavento
ben m'attestan che svelato
t'era già l'atroce evento.
IRENE
Ah pur troppo!
ALAMIRO
Chi fia guida
nell'esilio a quel tradito?
IRENE
Io.
ALAMIRO
Sta bene: a me s'affida
altro incarco, e fia compito...
(Non a caso questo brando
Belisario a me donò!
L'empia trama... il crudo bando
vendicar ben io saprò.)
Misera figlia... Irene addio.
Di me favella col genitor.
(Il suo tormento accresce il mio!...
quel pianto amaro mi scende al cor!
Trema Bisanzio! sterminatrice
su te la guerra discenderà;
ed ogni lagrima dell'infelice
un rio di sangue ti costerà!)
IRENE
Ah! la tua vita, padre infelice,
il cor nel petto mi squarcerà!
EUDORA, CORO
Chi non compiange quest'infelice
ha cor di tigre o cor non ha.
(Alamiro parte)
IRENE
Amici, è forza separarci... a voi
raccomando la madre...
deh! non piangete; or di costanza ho d'uopo.
Quando lungi sarò, de' casi miei
parlando nel pensier spargete allora
del sovvenir la lagrima pietosa.
(gli abbraccia)
Non più... Vi arrida il ciel.
(a tutti che si allontanano piangendo)
Ella rimane un momento in tetro silenzio, quindi è scossa dallo stridore della ferrea porta delle prigioni, che si dischiude.
IRENE
S'apre la trista
soglia crudel!... Chi n'esce?... oh fera vista!
(retrocedendo innorridita)
Scena quarta
Belisario, Eusebio, Guardie e detti.
Belisario ha una benda oscura sugli occhi.
BELISARIO
Aura più lieve qui respiro! Ah dunque
fui dal mio carcer tratto!
IRENE
(Ahi! Non oso mirarlo!)
EUSEBIO
È qui dappresso
stuolo guerrier che deve
al boreal confine
tradurti.
(Irene porge ad Eusebio un papiro, ed egli lo legge con sorpresa)
EUSEBIO
Belisario un regal cenno
chi ti conduca nell'esilio invia.
(Ho di pietà compresa,
di duol, di meraviglia
l'anima tutta! O sovrumana figlia!)
(parte)
BELISARIO
O tu, che della eterna, orribil notte
che ricopre il mio ciglio
esser devi la stella, a me t'appressa.
IRENE
(Ciel!...)
BELISARIO
Dove sei?
(Irene gli porge la destra)
BELISARIO
Tu dunque
nell'aspro esilio vuoi seguirmi! Ah! certo
infelice esser dêi, che pietà senti
d'un infelice!
IRENE
(Il mal... frenato pianto...
niega al labbro gli accenti!...)
BELISARIO
Ai lari miei
vanne... vola... ritorna... io qui t'aspetto...
vo' per l'ultima volta
veder mia figlia... Oh dio! Vederla! -- il labbro,
fino il mio labbro istesso
prestar fede non puote all'empio eccesso!
Se vederla a me non lice,
bramo udirla... udirla almeno!
Qui l'adduci, ah! fa che al seno
la mia figlia io stringa ancor.
Benedir quell'infelice
non si vieti al genitor.
IRENE
(interpolatamente ai versi che precedono)
(Chi mi regge... chi m'aita
in sì barbaro momento?
L'alma, oh dio! mancar mi sento!...
sento, oh dio, spezzarsi il cor!
Ah! per me, per me la vita
sarà tutta di dolor!)
BELISARIO
Va', la guida a questa braccia.
(Irene gli bacia la mano bagnandola di lagrime)
BELISARIO
Che! tu piangi!
IRENE
Padre!
(cadendo alle sue ginocchia)
BELISARIO
Oh dio...
la sua voce!...
IRENE
Ah! padre mio!
BELISARIO
Sei tu, figlia?...
IRENE
Ed al tuo piè.
BELISARIO
Sorgi Irene... il padre abbraccia...
e fia ver!...
IRENE
Son io!...
BELISARIO
Con me!...
BELISARIO
Ah se potessi piangere,
di duol non piangerei...
di tenerezza lagrime
di gioia io spargerei...
non son, non son più misero,
figlia, vicino a te!
IRENE
Seguirti io vo', dividere
il tuo crudel destino,
le pene dell'esilio,
gli stenti del cammino...
e nella tomba scendere,
o padre mio, con te.
BELISARIO
Ma tu, seguendo un povero,
di cibo, e di ricetto
sovente avrai penuria.
IRENE
Un antro a me fia tetto,
e frutti avrò dagli alberi,
umor dal fonte avrò.
BELISARIO
Ma sola, per gl'inospiti
deserti!...
IRENE
E non son teco?
BELISARIO
E se d'affanni carico,
più che d'etade, il cieco
soccombe?
IRENE
Allor degli orfani
il padre invocherò.
BELISARIO
( vivamente commosso)
Dunque andiam: de' giorni miei
tu sei l'angelo, tu il duce:
tu fra l'ombre sei la luce
del tradito genitor,
e degli occhi che perdei
tu mi sei più cara ancor!
IRENE
(volgendo gli occhi al cielo)
O signor, tu sei ristoro
di chi soffre ingiusto oltraggio,
deh! su noi tu spandi un raggio
del celeste tuo favor.
Per mio padre io sol t'imploro,
dio di pace, dio d'amor.
(partono circondati dalle guardie)
LA MORTE
Scena prima
In fondo i gioghi altissimi dell'Emo. Il davanti è ingombro di alberi e sassi muscosi.
Belisario senza benda ed Irene entrambi avanzandosi a stento, come persone travagliate da lungo viaggio.
IRENE
Qui siedi, o padre, e le tue stanche membra
abbian dopo il penoso
lunghissimo cammin breve riposo.
(facendolo sedere sopra di un sasso: ella si adagia a' suoi piedi, appoggiando il capo alle ginocchia di lui)
BELISARIO
(in tuono querulo)
(accarezzandole il capo)
Di te m'incresce... Ah! l'astro
che sì fulgente al nascer tuo splendea,
con gli occhi miei s'estinse...
(lontano squillar di trombe che vien ripetuto da tutti gli echi delle balze circostanti)
BELISARIO
Al clangor di barbarici metalli
odo i monti muggir, muggir le valli.
(Irene ascende una roccia per osservare da lontano)
BELISARIO
È dunque ver quanto narrare udimmo,
che un torrente di barbari dall'Emo
precipita, ed il corso ad arrestarne
muovon l'armi d'augusto!
IRENE
Oh ciel!
BELISARIO
Che vedi?
IRENE
Lunga tratta d'armati a questa volta
rapida move...
(tornando a Belisario)
Ah! Padre
fuggiam...
BELISARIO
Non fugge Belisario.
IRENE
(conducendolo entro uno speco incavato a piè d'una rupe)
Almeno
meco ritratti di quest'antro in seno.
Scena seconda
Alani e Bulgari.
Dalle sommità dell'Emo discende un'orda di Alani e Bulgari. Alamiro ed Ottario sono fra i Duci.
Al suono di barbari strumenti si dice il seguente Coro, ripetuto sempre dall'eco.
CORO
Diffondasi terribile
grido di guerra:
tremi la terra,
rimbombi il ciel.
E all'urto irresistibile
di nostra possa
scorra per l'ossa
de' greci un gel.
Scena terza
Belisario ed Irene compariscono sul limitare dell'antro e detti.
ALAMIRO
Impavidi guerrieri,
quel che vedemmo veleggiar da lungi
nembo di polve, le coorti asconde
del greco imperador: l'ora s'appressa
delle pugne.
(sommessamente fra loro)
BELISARIO
Qual voce!
IRENE
È Alamiro.
OTTARIO
E tu credi
che all'opra ne fian ligi?...
ALAMIRO
Sì, risuonar di Belisario il nome
udrassi appena, e i prodi,
che sotto l'elmo incanutir seguendo
l'invitto duce, a vendicarne i torti
pugnando avrem consorti.
OTTARIO
Dunque s'incontri l'inimico.
ALAMIRO
All'aure
delle battaglie alzate
la voce.
OTTARIO
All'armi!
CORO
All'armi!
(avviandosi)
BELISARIO
Olà fermate.
(gettando il bastone ed atteggiandosi a maestoso contegno)
ALAMIRO
Belisario!
OTTARIO, CORO
Egli!...
(lo circondano compresi di meraviglia)
ALAMIRO
Ah! stringo
le tue ginocchia...
BELISARIO
Scostati...
degno non sei tu di baciar la polve
che calpesta il mio piè. ~ D'ingiusta guerra
far strumento il mio nome! E me chiamasti
padre! E greco sei tu? ~ Vil menzognero!
ALAMIRO
Quel detto al cor m'è fero
più di mortal saetta!
Non son uso a mentir... Su greco lido
da vandalo nocchier lattante ancora,
fui raccolto.
IRENE
Ah! che dici!...
BELISARIO
Qual grido!... E perché tremi?
(sempre appoggiato all'omero di Irene)
IRENE
O padre, il giorno
che dal fatal consesso uscia la madre,
a me svelò che il servo tuo non spense
il pargoletto Alessi, ma sul margo
lo abbandonò del mar...
BELISARIO
Che ascolto!...
ALAMIRO
Ah! forse!...
BELISARIO
Tu dunque?
ALAMIRO
Il vero io dissi.
(si trae dal seno una croce annodata ad una catena)
Su questo della fé simbolo augusto,
che sino dalle fasce
al collo mi pendea, lo giuro.
BELISARIO
Oh figlia,
deh! tu rimira.
IRENE
Avvi sull'orlo il motto:
«In questo segno vincerai».
BELISARIO
La madre
d'Alessi al collo il divin segno impose
nel dì che a lui diè vita,
ed egualmente... il pio...
motto sculto vi... stava...
IRENE, ALAMIRO
Eterno iddio!
Insieme
IRENE, BELISARIO
Ch'ei fosse!... Oh quai momenti!
ALAMIRO
Ch'io fossi!... Oh quai momenti!
BELISARIO, IRENE, ALAMIRO
(Irene e Belisario ad Alamiro, Alamiro a Belisario)
Parla... prosegui ancor...
BELISARIO, ALAMIRO
(Mi mancano gli accenti...
la gioia opprime il cor!)
IRENE
Di'!... su qual riva il barbaro
t'invenne?
ALAMIRO
Ove con l'onde
del maestoso Bosforo
il Ponto... si confonde.
IRENE
Fu quivi!...
BELISARIO
Ah! frena i palpiti,
cuor mio...
IRENE
Né dell'evento
un pegno... un qualche indizio...
avesti?
ALAMIRO
Or mi rammento!...
questo pugnale il vandalo
raccolse a me dappresso.
BELISARIO
Oh s'io vedessi!
IRENE
Ah! porgilo...
BELISARIO
È qui sull'elsa espresso...
forse un romano?...
ALAMIRO
È Giunio
che immola i figli...
BELISARIO
È il mio,
è... il mio pugnal!...
IRENE
Più dubbio
non resta... omai...
ALAMIRO
Son io
figlio di Belisario?
OTTARIO, CORO
Suo figlio!
BELISARIO
Alessi... qui...
(stendendogli le braccia)
ALAMIRO
Padre!...
IRENE
Fratello!...
BELISARIO
Abbracciami!...
TUTTI
Oh avventurato dì!
Alamiro, ora Alessi, si è precipitato fra le braccia del padre, che gli tiene la destra sul capo: Irene stringe teneramente il fratello al seno. Analogo movimento dei Barbari.
Insieme
BELISARIO
Se il figlio stringere
mi è dato al seno,
più non desidero,
son pago appieno.
Sfido i tuoi fulmini,
sorte crudel.
IRENE
Se il fratel stringere
mi è dato al seno,
più non desidero,
son paga appieno.
Sfido i tuoi fulmini,
sorte crudel.
ALAMIRO
Se il padre stringere
mi è dato al seno,
più non desidero,
son pago appieno.
Sfido i tuoi fulmini,
sorte crudel.
Insieme
BELISARIO
A questo tenero
soave amplesso
tanto del giubilo
è in me l'eccesso
che parmi d'essere
rapito in ciel!
IRENE
A questo tenero
soave amplesso
tanto del giublio
è in me l'eccesso
che parmi d'essere
rapita in ciel!
ALAMIRO
A questo tenero
soave amplesso
tanto del giublio
è in me l'eccesso
che parmi d'essere
rapito in ciel!
BELISARIO
Figli, partiam: qui l'aura
è d'atre nebbie infesta,
ma non fia tardo a sperderle
il vento.
OTTARIO, CORO
O là, t'arresta.
Rendine il duce: mutuo
ne stringe un giuramento
fin che non sia Bisanzio
spianata al suol.
BELISARIO
Che sento!
OTTARIO, CORO
E il patto inviolabile
non scioglierem giammai.
BELISARIO
(ad Alamiro che gli sta d'accanto)
Giurasti?
ALAMIRO
(Alessi, interdetto)
Allor...
BELISARIO
(con forza)
Rispondimi,
giurasti?
ALAMIRO
(Alessi)
È ver, giurai.
Sol morte il voto infrangere
può che mi stringe seco...
Dunque si muoia...
(impugnando lo stile per trafiggersi)
IRENE, OTTARIO
(trattenendogli il braccio)
Arrestati...
OTTARIO
No 'l fermi tu?
(scuotendo Belisario)
BELISARIO
(con sublime intrepidezza)
Son cieco.
OTTARIO
Vivi: io sciolgo la sacra alleanza.
(Ottario disarma Alessi e lo spinge verso Belisario)
OTTARIO, CORO
Noi rechiamo a' nemici la morte.
È segnata de' greci la sorte...
Belisario fra lor non sarà!
IRENE, BELISARIO, ALAMIRO
(Alessi)
Fia delusa l'ardita speranza:
regge un nume dei greci la sorte:
per la patria pugnando da forte
Belisario ogni greco sarà.
Squillano le trombe dei Barbari, ed essi partono guidati da Ottario.
Belisario coi Figli entra dal lato medesimo, ma per altra via.
Scena quarta
Tenda di Giustiniano, che aprendosi nel mezzo, lascia scorgere nell'ultima distanza le sommità dell'Emo.
Giustiniano e Guardie.
(ad alcune guardie, che, ricevuto l'ordine, partono)
GIUSTINIANO
Itene al campo, e sia palese al duce
ch'io giunsi e che prefiggo
alla battaglia il nuovo dì.
Scena quinta
Antonina, e detto.
Ella è cinta di gramaglie, il suo volto è pallido e consunto, la sua chioma scarmigliata: giunta appena si arresta ansante sul limitare.
GIUSTINIANO
Chi veggio?
ANTONINA
Un'empia.
GIUSTINIANO
A che venisti?
ANTONINA
A far palese
delitto orrendo.
GIUSTINIANO
E scioglierai tu sempre
ad accusar le labbra?
ANTONINA
Oh! chiuse allora
morte le avesse, che menzogna infame
ad attestar si apriro!
(in tono solenne)
Inorridisci, o cesare: quel grande,
che mio consorte più nomar non oso,
è innocente.
GIUSTINIANO
(vivamente colpito)
Che dici!
ANTONINA
Le cifre accusatrici
man compra simulò: del tradimento
Eutropio ebbi ministro.
GIUSTINIANO
Ah! scellerati!...
Morte ad entrambi...
ANTONINA
Morte?...
È giusta... la desio... ~ Per queste balze
corro in traccia di lui... Morire io voglio,
ma pentita al suo piè... ma ch'io distolga
dal nefando mio capo
l'alta minaccia del flagello eterno,
s'apra per me la tomba e non l'averno.
ANTONINA
Da quel dì, che l'innocente
spinsi in preda a tanti affanni,
da quel dì che il ciel clemente
cancellar dovea dagli anni,
de' viventi l'odio io sono...
di me stessa io son l'orror...
la speranza del perdono
sol mi regge in vita ancor.
(odesi fuor della tenda un rumore che si avvicina, e voci che gridano)
VOCI
(di dentro)
Vittoria!
GIUSTINIANO
Intorno echeggia
di liete grida il ciel!... Che fia?... Si veggia...
Scena sesta
Irene circondata dai Pastori dell'Emo e dalle Guardie imperiali, e detti.
GIUSTINIANO
Irene!...
ANTONINA
Figlia!...
IRENE
Oh madre!...
Fauste nuove ad entrambi... Il figlio tuo
spento non è.
ANTONINA
Che parli!...
IRENE
In Alamiro
abbracciarlo potrai.
ANTONINA
Ciel!... non deliro?...
Tu non m'inganni?...
IRENE
(a Giustiniano)
Fugge
l'oste nemica.
GIUSTINIANO
Fugge!
IRENE
Inarcherai
per la sorpresa il ciglio, allor che noto
il vincitor de' barbari ti fia.
GIUSTINIANO
Chi?... parla.
IRENE
Belisario.
ANTONINA
Ei!...
GIUSTINIANO
Come, narra,
come potea?...
IRENE
La china
d'un erto colle che sovrasta al campo
de' greci scendevam, quando le trombe
squillare udimmo... impetuoso turbine
su' tuoi piombò l'alano, e i tuoi fuggiro.
Ciò dissi al padre che avvampò di sdegno,
e dal figluol scortato
discese al pian, «Fermatevi», esclamando:
Belisario è con voi. La nota voce
i fuggitivi arresta;
torna la speme in ogni cor... sul carro
del sommo duce alzan l'eroe repente;
e quei l'occhio è del campo, egli la mente.
Tutto cangiasi allor... quanto l'aspetto
di Belisario ardir nei greci infonde,
tanto ne scema ai barbari! Tremenda
arde, ma breve la tenzon... scomposte
son già le file del nemico, infrante
già le temute insegne...
chi pria fugava, or fugge, o cade estinto,
trionfa il greco, il vincitore è vinto.
GIUSTINIANO
Oh giorno!... oh Belisario!...
ANTONINA
Ah! pria ch'io muoia
una lagrima ancor spargo di gioia!...
Si sente di lontano un funebre suono di trombe misto di grida dolorose.
Tutti sono colpiti dal presentimento di somma sciagura.
TUTTI
Di pianto, di gemiti
il cielo rimbomba!
In suono funereo
echeggia la tromba!
Ignoto terror
mi scende nel cor!
Scena settima
Alessi e detti.
ALAMIRO
(Alessi)
Piangete: son nunzio
di nuova dolente.
IRENE
Il padre?...
ANTONINA
Quai palpiti!...
ALAMIRO
(Alessi)
Dall'orda fuggente
un dardo partì,
e a morte il ferì.
IRENE
Ahi padre!
ANTONINA, GIUSTINIANO
Qual fulmine!
ALAMIRO
(Alessi)
Ei tratto qui viene...
ultima
Accompagnato da lugubre musica vien condotto Belisario sugli scudi dei Veterani, Guardie e detti.
TUTTI
(tranne Belisario)
Funesto spettacolo!
IRENE
(correndo al padre)
Me misera!...
BELISARIO
Irene!
TUTTI
(tranne Belisario)
Ricopriti, o ciel,
d'un lugubre vel.
GIUSTINIANO
(con voce soffocata dal pianto e stringendo la destra di Belisario)
Amico...
BELISARIO
A te, cesare,
dei figli la sorte
affido... rammentalo...
nell'ora... di... morte...
GIUSTINIANO
Lor padre sarò.
ANTONINA
(cadendo a piè di Belisario nell'estrema desolazione)
Perdono...
(Belisario tocco dalla di lei voce, schiude la bocca, e fa un movimento come per alzarsi, ma la parola vien meno sulle convulse sue labbra, un tremore lo investe in tutta la sua persona, e ricade estinto)
TUTTI
Spirò.
Lungo ed angoscioso silenzio.
(Antonina resta immobile nel suo terrore, con gli occhi spaventevolmente fitti sul corpo di Belisario)
ANTONINA
(prorompendo in tutto l'impeto della disperazione)
Egli è spento, e del perdono
la parola a me non disse.
Di mia voce udendo il suono
forse in cor me maledisse...
Forse in ciel del fallo mio...
or m'accusa innanzi a dio... ~
in eterno è a me rapita
ogni speme di mercé.
GIUSTINIANO, CORO
Aborrita dai mortali,
condannata dall'eterno,
vivi, iniqua, e tutti i mali
prova in terra dell'averno...
Frema il cielo a te d'intorno...
nieghi a te la luce il giorno...
ogni istante di tua vita
cruda morte sia per te.
ANTONINA
Cielo irato hai sciolto il corso
al tremendo tuo furore!...
non ha speme il mio rimorso...
non ha pianto il mio dolore...
Calpestata, oppressa, abbietta,
sin dai figli maledetta,
ogni istante di mia vita
un supplizio fia per me.
(fugge dissennata, ma giunta innanzi al cadavere di Belisario, si arresta ad un tratto, e cacciandosi le mani fra' capelli, ed alzando uno strido, precipita al suolo)
IRENE, ALAMIRO
(Alessi)
La sciagura è omai compita!
Tutto il ciel rapisce a me!
Movimento universale di orrore.