Sonetto

 
 

Ecco lieto acquistar l'aurato pondo,

Giasone di colui, di gloria degno,

del cui felice, e singolar ingegno

canta la fama, eterne lodi al mondo.

 

Ben può gettar gli alteri marmi al fondo

di Saturno crudel l'invido sdegno;

ma non già trarti di virtù dal segno

che tergè, di Giacinto il stil facondo.

 

Va' pur dunque Giason, vanne fastoso

(e getta del timor squarciato il velo)

a immortalar il nome tuo famoso.

 

Che mentre viverò d'ardente zelo

illustrerò l'ardir tuo generoso

sì, che eccelso fra noi t'ammiri il cielo.

 

Bort. Castore

 
 

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Data creazione pagina: 28 Dicembre 2009

Ultima variazione testo: 28 Dicembre 2009

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