GIULIO CESARE IN EGITTO

Dramma per musica.

Versione sintetica a cura di www.librettidopera.it.
Da qui accedi alla versione estesa dell'opera.

Libretto di

N. F. HAYM

Musica di

G. F. HÄNDEL

Prima esecuzione:

20 Febbraio 1724, Londra


Personaggi:

Giulio CESARE primo imperatore de' romani / mezzosoprano

CURIO tribuno di Roma / basso

CORNELIA moglie di Pompeo / contralto

SESTO figlio di Pompeo e Cornelio / soprano

CLEOPATRA regina d'Egitto / soprano

TOLOMEO re d'Egitto, fratello di Cleopatra / contralto

ACHILLA duce generale dell'armi egizie e consigliere di Tolomeo / basso

NIRENO confidente di Cleopatra / contralto


Séguito di Romani, séguito di Egizii, Damigelle egizie, Guardie, le nove Muse, Favorite di Tolomeo, Soldati egiziani, Soldati romani, un Paggio.

Egitto (Alessandria e dintorni).
Anno 48 a.C.


Argomento

Giulio Cesare dittatore, dopo aver soggiogate le Gallie, non avendo potuto per opere di Curio tribuno ottenere il consolato, si portò con tant'impeto all'eccidio della libertà latina che si dimostrò più nemico di Roma che cittadino romano. Il senato intimorito, per opprimer la sua potenza, opposegli il gran Pompeo, il quale con poderoso esercito incontrollo ne' Campi Farsalici, ov'egli fu da Cesare sconfitto. Dopo la rotta, Pompeo, memore de' benefici prestati alla corona de' Tolomei, colà pensò di ricovrarsi, assieme con Cornelia sua moglie e Sesto Pompeo suo figlio, in tempo che Cleopatra e Tolomeo, re giovane, tiranno e lascivo, più crudeli nemici che germani, vicendevolmente armavano per la pretendenza dello scettro. Cicerone rimase prigioniero, il buon Catone si svenò in Utica, e Scipione con le reliquie delle legioni latine errò fuggitivo per l'Arabia. Conoscendo Cesare che la sola depressione di Pompeo poteva stabilirlo solo imperatore di Roma, lo seguitò in Egitto. Tolomeo, per obbligar Cesare al suo partito contro Cleopatra, barbaro di costumi ed empio di fede, fattone scempio per consiglio di Achilla, fecegli presentare il di lui capo tronco dal busto. Pianse Giulio Cesare, vista la testa del nemico; tacciò di troppa arditezza Tolomeo, il quale, a suggestione del consigliero scelerato, violando con ordita congiura la fede dell'ospizio, necessitò poco dopo Cesare istesso a gettarsi dalla reggia nel porto. Si salvò Giulio a nuoto, mosse le armi all'espugnazione del tiranno, il quale nel fatto d'arme restò morto, ed acceso dalle bellezze di Cleopatra la sollevò al soglio d'Egitto, calcando egli il trono del mondo, primo imperator de' romani. Si legge questo fatto ne' Commentari di Cesare, lib. 3 e 4, in Dione, lib. XLII, ed in Plutarco, ne La vita di Pompeo e di Cesare. Tutti questi autori certificano che Tolomeo, dopo essere stato vinto da Cesare, morisse nella battaglia, ma non è ben certo come; onde si è trovato sì necessario in questo drama che Sesto Pompeo facesse la vendetta del padre, che si è fatto ch'egli abbia ucciso Tolomeo, non variandosi l'istoria che nelle circostanze dei fatti seguiti.

Orchestra

2 flauti, flauto traverso, 2 oboi, 2 fagotti, 4 corni, tromba, violino solo, violini, alto, viola da gamba, violoncello, arpa, tiorba e basso continuo.

Ouverture

ATTO PRIMO

Scena prima

Campagna d'Egitto con antico ponte sopra un ramo del Nilo.
Cesare, Curio, Séguito.

(Cesare e Curio passano il ponte con il séguito)

N. 1 - Coro

SÉGUITO

Viva, viva il nostro Alcide!

Goda il Nilo di questo dì!
Ogni spiaggia per lui ride,
ogni affanno già sparì.

N. 2 - Aria

CESARE

Presti ormai l'egizia terra

le sue palme al vincitor!

Recitativo

CESARE

Curio, Cesare venne, e vide e vinse;
già sconfitto Pompeo invan ricorre
per rinforzar de' suoi guerrier lo stuolo
d'Egitto al re.

CURIO

Tu qui, signor, giungesti

a tempo appunto, a prevenir le trame.
Ma chi ver noi se n' viene?

Scena seconda

I detti, Cornelia, Sesto.

(Cornelia e Sesto entrano)

Recitativo

CESARE

Questa è Cornelia.

CURIO

Oh sorte,

del nemico Pompeo l'alta consorte?
Cesare, a questa un tempo
sacrai la libertade.

CORNELIA

Signor, Roma è già tua. Teco han gli dei
oggi diviso il regno, ed è lor legge
che del grand'orbe al pondo
Giove regoli il ciel, Cesare il mondo.

CESARE

Da Cesare che chiedi,
gran germe de' Scipioni, alta Cornelia?

CORNELIA

Dà pace all'armi!

SESTO

Dona l'asta al tempio,

ozio al fianco, ozio alla destra.

CESARE

Virtù de' grandi è il perdonar le offese.
Venga Pompeo, Cesare abbracci, e resti
l'ardor di Marte estinto:
sia vincitor del vincitore il vinto.

Scena terza

I detti, Achilla (con stuolo di Egizii).

(Achilla entra con stuolo di Egizii che portano aurei bacili)

Recitativo

ACHILLA

La reggia Tolomeo t'offre in albergo,
eccelso eroe, per tuo riposo, e in dono
quanto può donare un tributario trono.

CESARE

Ciò che di Tolomeo
offre l'alma regal, Cesare aggrada.

ACHILLA

Acciò l'Italia ad adorarti impari,
in pegno d'amistade e di sua fede
questa del gran Pompeo superba testa
di base al regal trono offre al tuo piede.

Uno degli Egizii svela un bacile,

sopra il quale sta il capo tronco di Pompeo.

CESARE

Giulio, che miri?

SESTO

Oh dio, che veggio?

CORNELIA

Ahi lassa!

Consorte! Mio tesoro!

CURIO

Grand'ardir!

CORNELIA

Tolomeo,

barbaro traditor! Io manco, io moro...

(si sviene)

CESARE

Curio, su, porgi aita a Cornelia, che langue!

(piange)

CURIO

Che scorgo? Oh stelle! il mio bel sole esangue!

ACHILLA

(Questa Cornelia? Oh, che beltà! che volto!)

SESTO

Padre, Pompeo! mia genitrice! Oh dio!

CESARE

Per dar urna sublime
al suo cenere illustre,
serbato sia il nobil teschio.

ACHILLA

Oh dèi!

CESARE

(ad Achilla )

E tu involati, parti! Al tuo signore
di che l'opre de' regi,
sian di ben o di mal, son sempre esempio.

SESTO

Che non è re, chi è re fellon, chi è un empio.

ACHILLA

Cesare, frena l'ire...

CESARE

Vanne! Verrò alla reggia,

pria ch'oggi il sole a tramontar si veggia.

(parte Achilla con stuolo di Egizii)

N. 3 - Aria

CESARE

Empio, dirò, tu sei,

togliti a gli occhi miei,
sei tutto crudeltà.

Non è da re quel cuor,

che donasi al rigor,
che in sen non ha pietà.

(parte con séguito)

Scena quarta

Curio, Sesto, Cornelia.

Recitativo

CURIO

Già torna in sé.

SESTO

Madre!

CURIO

Cornelia!

CORNELIA

(che ritorna in sé)

Oh stelle!

Ed ancor vivo? Ah! tolga
quest'omicida acciaro
il cor, l'alma al sen.

(vuol rapire la spada dal fianco di Sesto per isvenarsi, e Curio la frastorna)

CURIO

Ferma! Invan tenti

tinger di sangue in quelle nevi il ferro.
Curio, che ancor t'adora,
e sposa ti desia, se pur t'aggrada,
vendicarti saprà con la sua spada.

CORNELIA

Sposa a te?

CURIO

Sì.

CORNELIA

Ammutisci!

SESTO

Tu nemico a Pompeo, e tanto ardisci?

CURIO

Cornelia, se m'aborri,
m'involerò al tuo aspetto;
sol per non molestarti,
giurerà questo cor di non amarti.

(parte)

SESTO

Madre!

CORNELIA

Viscere mie!

SESTO

Or che farem tra le cesaree squadre,
tu senza il caro sposo, io senza il padre?

N. 4 - Aria

CORNELIA

Priva son d'ogni conforto,

e pur speme di morire
per me misera non v'è.

Il mio cor, da pene assorto,

è già stanco di soffrire,
e morir si niega a me.

(parte)

Recitativo

SESTO

Vani sono i lamenti;
è tempo, o Sesto, ormai
di vendicar il padre;
si svegli alla vendetta
l'anima neghittosa,
che offesa da un tiranno
invan riposa.

N. 5 - Aria

SESTO

Svegliatevi nel core,

furie d'un alma offesa,
a far d'un traditor
aspra vendetta!

L'ombra del genitore

accorre a mia difesa,
e dice: a te il rigor,
figlio si aspetta.

(parte)

Scena quinta

Cambiamento: gabinetto di Cleopatra.
Cleopatra (con séguito di Damigelle egizie), poi Nireno, dopo Tolomeo (con Guardie).

Recitativo

CLEOPATRA

Regni Cleopatra; ed al mio seggio intorno
popolo adorator arabo e siro
su questo crin la sacra benda adori;
su, chi di voi, miei fidi,
ha petto e cor di sollevarmi al trono,
giuri su questa destra eterna fede.

NIRENO

(entra)

Regina, infausti eventi!

CLEOPATRA

Che fia? che tardi?

NIRENO

Troncar fe' Tolomeo

il capo...

CLEOPATRA

Ohimè! di chi?

NIRENO

... del gran Pompeo.

CLEOPATRA

Stelle! costui che apporta?

NIRENO

Per stabilirsi al soglio
a Cesare mandò fra' doni involto...

CLEOPATRA

Che gli mandò?

NIRENO

...l'esanimato volto.

CLEOPATRA

Su, partite, miei fidi...

(parte il séguito)

CLEOPATRA

(a Nireno)

...e tu qui resta;

alle cesaree tende
son risolta portarmi, e tu, Nireno
mi servirai da scorta.

NIRENO

Cosa dirà Tolomeo?

CLEOPATRA

Non paventar; co' un guardo
meglio ch'egli non fece
col capo di Pompeo,
Cesare obbligherò;
invan aspira al trono,
egli è il germano, e la regina io sono.

(entra con guardie)

TOLOMEO

Tu di regnar pretendi,
donna superba e altera?

CLEOPATRA

Io ciò ch'è mio contendo; e la corona
dovuta alla mia fronte
giustamente pretendo.

TOLOMEO

Vanne, e torna omai, folle,
a qual di donna è l'uso,
di scettro invece, a trattar l'ago e il fuso!

CLEOPATRA

Anzi, tu pur, effeminato amante,
va' dell'età sui primi nati albori,
di regno invece, a coltivar gli amori!

N. 6 - Aria

CLEOPATRA

Non disperar, chi sa?

se al regno non l'avrai,
avrai sorte in amor.

Mirando una beltà

in essa troverai
a consolar un cor.

(parte con Nireno)

Scena sesta

Tolomeo (con Guardie), Achilla.

Recitativo

ACHILLA

(entra)

Sire, signor!

TOLOMEO

Come fu il capo tronco

da Cesare gradito?

ACHILLA

Sdegnò l'opra.

TOLOMEO

Che sento?

ACHILLA

T'accusò d'inesperto e troppo ardito.

TOLOMEO

Tant'osa un vil romano?

ACHILLA

Il mio consiglio

apprendi, o Tolomeo!
Verrà Cesare in corte; in tua vendetta
cada costui, come cadde Pompeo.

TOLOMEO

Chi condurrà l'impresa?

ACHILLA

Io ti prometto

darti estinto il superbo al regio piede,
se di Pompeo la moglie
in premio a me il tuo voler concede.

TOLOMEO

È costei tanto vaga?

ACHILLA

Lega col crine. E col bel volto impiaga.

TOLOMEO

Amico, il tuo consiglio è la mia stella;
vanne, pensa e poi torna.

(parte Achilla)

TOLOMEO

Muora Cesare, muora, e il capo altero
sia del mio piè sostegno.
Roma, oppressa da lui, libera vada,
e fermezza al mio regno
sia la morte di lui più che la spada.

N. 7 - Aria

TOLOMEO

L'empio, sleale, indegno

vorria rapirmi il regno,
e disturbar così
la pace mia.

Ma perda pur la vita,

prima che in me tradita
dall'avido suo cor
la fede sia!

Scena settima

Cambiamento: quartieri nel campo di Cesare con l'urna nel mezzo, ove sono le ceneri del capo di Pompeo, sopra eminente cumulo di trofei.
Cesare, poi Curio, Cleopatra (nelle vesti di Lidia), Nireno.

N. 8 - Recitativo accompagnato

CESARE

Alma del gran Pompeo,

che al cenere suo d'intorno
invisibil t'aggiri,
fur'ombre i tuoi trofei,
ombra la tua grandezza, e un'ombra sei.

Così termina al fine il fasto umano.
Ieri che vivo occupò un mondo in guerra,

oggi risolto in polve un'urna serra.

Tal di ciascuno, ahi lasso!

il principio è di terra, e il fine è un sasso,
misera vita! oh, quanto è fral tuo stato!

Ti forma un soffio, e ti distrugge un fiato.

(entra Curio, introduce Cleopatra e Nireno)

Recitativo

CURIO

Qui nobile donzella
chiede chinarsi al Cesare di Roma.

CESARE

Se n' venga pur.

CLEOPATRA

Tra stuol di damigelle

io servo a Cleopatra,
Lidia m'appello, e sotto il ciel d'Egitto
di nobil sangue nata;
ma Tolomeo mi toglie,
barbaro usurpator, la mia fortuna.

CESARE

(Quanta bellezza un sol sembiante aduna!)
Tolomeo sì tiranno?

CURIO

(Se Cornelia mi sprezza,
oggi a Lidia rivolto
collocherò quest'alma in sì bel volto).

CLEOPATRA

(s'inginocchia avanti Cesare e dice piangendo):

Avanti al tuo cospetto, avanti a Roma,
mesta, afflitta e piangente
chieggio giustizia.

CESARE

(Oh dio! come innamora!)

(leva da terra Cleopatra)

Sfortunata donzella, in breve d'ora
deggio portarmi in corte,
oggi colà stabilirò tua sorte.
(Che bel crin!)

CURIO

(Che bel sen!)

CLEOPATRA

Signor, i tuoi favori
legan quest'alma.

CESARE

E la tua chioma i cori.

N. 9 - Aria

CESARE

Non è sì vago e bello

il fior nel prato,
quant'è vago e gentile
il tuo bel volto.

D'un fiore il pregio a quello

solo vien dato,
ma tutto un vago aprile
è in te raccolto.

(parte con Curio)

Recitativo

NIRENO

Cleopatra, vincesti;
già di Cesare il core
tributario al tuo volto amor ti rende,
e tutto il suo voler da te dipende.

CLEOPATRA

Cerchi pur Tolomeo con empietà
di cor le vie del trono,
che a me d'avito regno
farà il nume d'amor benigno dono.

N. 10 - Aria

CLEOPATRA

Tutto può donna vezzosa,

se amorosa
scioglie il labbro, o gira il guardo.

Ogni colpo piaga un petto,

se difetto
non v'ha quel che scocca il dardo.

(mentre Cleopatra vuol partire, vien ritenuta da Nireno)

Recitativo

NIRENO

Ferma, Cleopatra, osserva,
qual femmina dolente
con grave passo e lacrimoso ciglio
quivi si porta.

CLEOPATRA

Al portamento, al volto
donna volgar non sembra;
osserviamo in disparte
la cagion del suo dolo.

(si ritirano)

Scena ottava

Cleopatra (nelle vesti di Lidia) e Nireno in disparte, Cornelia, poi Sesto.

N. 11 - Aria

CORNELIA

(entra)

Nel tuo seno, amico sasso

sta sepolto il mio tesoro.

Recitativo

CORNELIA

Ma che! vile e negletta
sempre starai, Cornelia?

CLEOPATRA

(È Cornelia, costei,
la moglie di Pompeo?)

CORNELIA

Ah no! tra questi arnesi
un ferro sceglierò, con mano ardita
contro il Tolomeo dentro la reggia...

(non sì tosto Cornelia ha preso una spada fuori degli arnesi di guerra che Sesto sopraggiunge)

SESTO

Madre, ferma; che fai?

CORNELIA

Lascia quest'armi:

voglio contro il tiranno
uccisor del mio sposo,
tentar la mia vendetta.

SESTO

Questa vendetta a Sesto sol si aspetta.

(toglie la spada a Cornelia)

CORNELIA

Oh dolci accenti! oh care labbra! dunque
sull'alba de' tuoi giorni
hai tanto cor?

SESTO

Son Sesto, e di Pompeo

erede son dell'alma!

CORNELIA

Animo, oh figlio, ardire! Io coraggiosa
ti seguirò.

SESTO

Ma, oh dio! chi al re fellone

ci scorterà?

CLEOPATRA

(che sorte fuori impetuosamente)

Cleopatra!

NIRENO

(in disparte a Cleopatra)

Non ti scoprir!

CLEOPATRA

E Lidia ancor, per ché quell'empio cada,
ti saran scudo, e t'apriran la strada.

CORNELIA

E chi ti sprona, amabile donzella,
oggi in nostro soccorso offrir te stessa?

CLEOPATRA

La fellonia d'un re tiranno, il giusto.
Sotto il nome di Lidia
io serbo Cleopatra;
se in virtù del tuo braccio ascende al trono,
sarai felice, e scorgerai qual sono.

CORNELIA

Chi a noi sarà di scorta?

CLEOPATRA

(accennando a Nireno)

Questi, che alla regina è fido servo,
saprà cauto condurvi all'alta impresa.

SESTO

Figlio non è, chi vendicar non cura
del genitor la morte.
Armerò questa destra, e al suol trafitto
cadrà punito il gran tiran d'Egitto.

N. 12 - Aria

SESTO

Cara speme, questo core

tu cominci a lusingar.

Par che il ciel presti favore

i miei torti a vendicar.

(partono Cornelia, Sesto e Nireno)

Recitativo

CLEOPATRA

Vegli pur il germano
alla propria salvezza:
che già gli mossi
di Cesare la spada,
di Sesto e Cornelia il giusto sdegno;
senza un certo periglio
non creda aver solo d'Egitto il regno.

N. 13 - Aria

CLEOPATRA

Tu la mia stella sei,

amabile speranza,
e porgi ai desir miei
un grato e bel piacer.

Qual sia di questo core

la stabile costanza,
e quanto possa amore,
s'ha in breve da veder.

(parte)

Scena nona

Cambiamento: atrio nel palagio de' Tolomei.
Tolomeo ed Achilla (con séguito di Egizii e Guardie), Cesare (con séguito di Romani).

Recitativo

TOLOMEO

Cesare, alla tua destra
stende fasci di scettri
generosa la sorte.

CESARE

Tolomeo, a tante grazie
io non so dir, se maggior lume apporti,
mentre l'uscio del giorno egli diserra,
il sole in cielo o Tolomeo qui in terra.
Ma sappi, ogni mal'opra
ogni gran lume oscura.

ACHILLA

(a Tolomeo)

(Sin al real aspetto egli t'offende?)

TOLOMEO

(Temerario latin!)

CESARE

(So che m'intende.)

TOLOMEO

Alle stanze reali
questi che miri t'apriran le porte,
e a te guida saranno.
(Empio, tu pur venisti in braccio a morte.)

CESARE

(Scorgo in quel volto un simulato inganno.)

N. 14 - Aria

CESARE

Va tacito e nascosto,

quand'avido è di preda,
l'astuto cacciator.

E chi è mal far disposto,

non brama che si veda
l'inganno del suo cor.

(parte con séguito)

Scena decima

Achilla, Tolomeo (con Séguito e Guardie), Cornelia e Sesto.

(Cornelia e Sesto entrano)

Recitativo

ACHILLA

Sire, con Sesto il figlio,
questa è Cornelia.

TOLOMEO

(Oh che sembianze, Amore!)

CORNELIA

Ingrato, a quel Pompeo, che al tuo gran padre
il diadema reale stabilì sulla chioma,
tu recidesti il capo in faccia a Roma!

SESTO

Empio, ti sfido a singolar certame;
veder farò con generosa destra
aperto a questo regno
che non sei Tolomeo, che se' un indegno.

TOLOMEO

Oh là! da vigil stuol sian custoditi
questi romani arditi.

ACHILLA

Alto signor, condona
il lor cieco furor!

TOLOMEO

Per or mi basta

ch'abbia garzon sì folle
di carcere la reggia.

(accenna alle guardie)

Costei, che baldanzosa
vilipese il rispetto
di maestà regnante,
nel giardin del serraglio abbia per pena
il coltivar i fiori.

(piano ad Achilla)

Io per te serbo

questa dell'alma tua bella tiranna.

ACHILLA

Felice me!

TOLOMEO

(Quanto costui s'inganna!)

(parte con séguito)

Scena undicesima

Achilla (con Guardie), Cornelia, Sesto.

Recitativo

ACHILLA

Cornelia, in quei tuoi lumi
sta legato il mio cor.
Se all'amor mio
giri sereno il ciglio
e i talami concedi,
sarà la madre in libertà col figlio.

CORNELIA

Barbaro, una romana
sposa ad un vil egizio?

SESTO

A te consorte?

Ah no! pria della morte...

ACHILLA

Olà: per regal legge omai si guidi
prigionier nella reggia
così audace garzon.

CORNELIA

Seguirò anch'io

l'amata prole, il caro figlio mio.

ACHILLA

Tu ferma il piede e pensa
di non trovar pietade acciò che chiedi,
se pietade al mio amor pria non concedi.

N. 15 - Aria

ACHILLA

Tu sei il cor di questo core,

sei il mio ben, non t'adirar!

Per amor io chiedo amore,

più da te non vuò bramar.

(parte)

Recitativo

SESTO

Madre!

CORNELIA

Mia vita!

SESTO

Addio!

(mentre le Guardie vogliono condur via Sesto, Cornelia corre a ritenerlo per un braccio)

CORNELIA

Dove, dove, inumani,
l'anima mia guidate? Empi, lasciate,
che al mio core, al mio bene
io porga almen gli ultimi baci. Ahi pene!

N. 16 - Duetto

Insieme

CORNELIA

Son nata a lagrimar,

e il dolce mio conforto,
ah, sempre piangerò.

Se il fato ci tradì,

sereno e lieto dì
mai più sperar potrò.

SESTO

Son nato a sospirar,

e il dolce mio conforto,
ah, sempre piangerò.

Se il fato ci tradì,

sereno e lieto dì
mai più sperar potrò.

ATTO SECONDO

Scena prima

Deliziosa selva di cedri con il monte Parnaso nel prospetto, il quale contiene in sé la reggia della Virtù.
Cleopatra, Nireno.

Recitativo

CLEOPATRA

Eseguisti, oh Niren, quanto t'imposi?

NIRENO

Adempito è il comando.

CLEOPATRA

Giunto è Cesare in corte?

NIRENO

Io ve 'l condussi,

ed ei già a queste soglie il piè rivolge.

CLEOPATRA

Ma dimmi: è in pronto
la meditata scena?

NIRENO

Infra le nubi

l'alta regina sfavilla;
ma che far pensi?

CLEOPATRA

Amore

già suggerì all'idea
stravagante pensier: ho già risolto,
sotto finte apparenze
far prigionier d'amor chi 'l cor m'ha tolto.

NIRENO

A lui ti scoprirai?

CLEOPATRA

Non è ancor tempo.

NIRENO

Io che far deggio?

CLEOPATRA

Attendi

Cesare qui in disparte; indi lo guida
in questi alberghi, e poi lo guida ancora
colà nelle mie stanze e a lui dirai,
che per dargli contezza
di quanto dal suo re gli si contende,
pria che tramonti il sol Lidia l'attende.

(parte)

Scena seconda

Nireno, poi Cesare; Cleopatra (nelle vesti di Virtù).

Recitativo

NIRENO

Da Cleopatra apprenda
chi è seguace d'amor l'astuzie e frodi.

CESARE

(entra)

Dov'è, Niren, dov'è l'anima mia?

NIRENO

In questo loco in breve
verrà Lidia, signor.

N. 17 - Sinfonia

Qui s'ode vaga sinfonia di vari strumenti.

Recitativo

CESARE

Taci!

NIRENO

Che fia?

CESARE

Cieli, e qual delle sfere
scende armonico suon, che mi rapisce?

NIRENO

Avrà di selce il cor chi non languisce.

N. 18 - Sinfonia

S'ode nuovamente una sinfonia; s'apre il Parnasso, e vedesi in trono la Virtù, assistita dalle nove Muse.

Recitativo

CESARE

Giulio, che miri? e quando
con abisso di luce
scesero i numi in terra?

N. 19 - Aria

CLEOPATRA

(nelle vesti di Virtù)

V'adoro, pupille,

saette d'amore,
le vostre faville
son grate nel sen.

Pietose vi brama

il mesto mio core,
ch'ogn'ora vi chiama
l'amato suo ben.

Recitativo

CESARE

Non ha in cielo il tonante
melodia che pareggi un sì bel canto.
Vola, mio cor, al dolce incanto...

Mentre Cesare corre a Cleopatra, si chiude il Parnasso, e torna la scena come prima.

CESARE

...e come?

Ah! che del mio gioir invido è il nume!

NIRENO

Signor, udisti, e che ti par di Lidia?

CESARE

Virtù cotanta Lidia possiede?
Ah! Che se già piangente
mi saettò tra le armi, io ben m'aveggio
che bellezza sì vaga
cantando lega, e lagrimando impiaga.

NIRENO

Signor, se amor t'accese,
non affligger, no, no; Lidia è cortese.
Anzi, se non t'è grave, ella t'attende
nelle sue stanze oror.

CESARE

Lidia mi brama?

NIRENO

Ed ella a Cleopatra
anche ti scorterà.

CESARE

Guidami tosto in seno al mio tesoro,
acciò che dolce rendo il mio martoro.

N. 20 - Aria

CESARE

Se in fiorito ameno prato

l'augellin tra fiori e fronde
si nasconde,
fa più grato
il suo cantar.

Se così Lidia vezzosa

spiega ancor notti canore,
più graziosa
fa ogni core
innamorar.

Scena terza

Cambiamento: giardino del serraglio, dove corrisponde quello delle fiere.
Cornelia, poi Achilla

(Cornelia, con piccola zappa nelle mani, che vien coltivando i fiori)

N. 21 - Arioso

CORNELIA

Deh. Piangete, oh mesti lumi,

già per voi non v'è più speme.

Recitativo

ACHILLA

(entra)

Bella, non lagrimare!
Canterà il tuo destin le crude tempre.

CORNELIA

Chi nacque a sospirar piange per sempre.

ACHILLA

Un consenso amoroso,
che tu presti ad Achilla,
può sottrarti al rigor di servitù.

CORNELIA

Olà! Così non mi parlar mai più.

(vuol partire)

ACHILLA

Oh dio! ascolta; ove vai?

CORNELIA

Fuggo da te per non mirarti mai.

Scena quarta

I detti, Tolomeo.

(mentre Cornelia fugge, incontra Tolomeo, che la prende per la mano)

Recitativo

TOLOMEO

Bella, placa lo sdegno!

CORNELIA

Lasciami, iniquo re!

ACHILLA

Sire, qua mi portai,
per ammollir questa crudel, che adoro.

TOLOMEO

Fu pietosa a' tuoi detti?

ACHILLA

Ella mi sprezza ognor, ed io mi moro.

TOLOMEO

(Respiro, oh ciel!)
Bella, lo sdegno ammorza!

(tira da parte Achilla)

TOLOMEO

Amico, e ben?

ACHILLA

Signor, oggi vedrai

Cesare estinto al suolo,
re vendicato, e regnator tu solo.

TOLOMEO

Parti, eseguisci, e spera; avrai in mercede
la tua crudel. (Folle è costui se 'l crede).

N. 22 - Aria

ACHILLA

(a Cornelia)

Se a me non sei crudele,

ognor sarà fedele
a te questo cor.

Ma se spietata sempre

ver me non cangi tempre,
aspetta sol rigor!

(parte)

Recitativo

TOLOMEO

Bella, cotanto aborri
chi ti prega d'amar?

CORNELIA

Un traditore

degno non è d'amor.

TOLOMEO

Tanto rigore?

Ma se un re ti bramasse?

CORNELIA

Sarei una furia in agitargli il core.

TOLOMEO

Possibil che in quel volto
non alberghi pietà? che in questo seno...

(stende la destra al seno di Cornelia, che sdegnosa si ritira)

CORNELIA

Freni l'anima insana
lo stimolo del senso:
pensa che son Cornelia,... e son romana.

(parte)

TOLOMEO

Tanto ritrosa a un re? perfida donna!
Forza userò, se non han luogo i prieghi,
e involarti saprò ciò ch'or mi nieghi.

N. 23 - Aria

TOLOMEO

Sì, spietata, il tuo rigore

sveglia l'odio in questo sen,

giacché sprezzi questo core,

prova, infida, il mio velen!

(parte)

Scena quinta

Cornelia, poi Sesto.

Recitativo

CORNELIA

(che rientra)

Su, che si tarda? or che partì il lascivo,
un generoso ardir l'onor mi salvi;
tra le fauci de' mostri
mi scaglierò da queste eccelse mura,
cibo sarò di fiere;
non paventa il morir un'alma forte.
Addio Roma, addio Sesto! Io corro a morte.

SESTO

(entra)

Ferma! che fai?

CORNELIA

Chi mi trattiene il passo?

SESTO

Madre!

CORNELIA

Madre? che veggio?

Figlio, Sesto, mio core!
Come qui ne venisti!

SESTO

Io, per sottrarti al regnator lascivo
di Niren con la scorta
quivi occulto mi trassi.

CORNELIA

Troppo è certo il periglio
in cui, figlio, t'esponi.

SESTO

Chi alla vendetta aspira
vita non cura, oh madre.
Sì cadrà Sesto, o cadrà il tiranno.

Scena sesta

I detti, Nireno.

Recitativo

NIRENO

(entra)

Cornelia, infauste nove. Il re m'impone,
che tra le sue dilette io ti conduca.

CORNELIA

Oh dio!

SESTO

Numi, che sento?

NIRENO

Non vi turbate, no: unqua sospetto
a Tolomeo non fui; ambi verrete
là dove il re tiranno
è in preda alle lascivie;
colà Sesto, nascoso
in suo potere avrà l'alta vendetta;
egli solo ed inerme
far non potrà difesa.

SESTO

Molto, molto ti devo.

CORNELIA

Assista il cielo una sì giusta impresa!

N. 24 - Aria

CORNELIA

Cessa omai di sospirare,

non è sempre irato il cielo;
contro i miseri suol fare
benché tardi, le vendette.

Il nocchier, s'irato è il mare,

mai non perde la speranza,
onde avvien che la costanza
la salute a lui promette.

(parte con Nireno)

Recitativo

SESTO

(solo)

Figlio non è, chi vendicar non cura
del genitor lo scempio.
Su dunque alla vendetta
ti prepara, alma forte,
e prima di morir altrui dà la morte!

N. 25 - Aria

SESTO

L'angue offeso mai riposa,

se il veleno pria non spande
dentro il sangue all'offensor.

Così l'alma mia non osa

di mostrarsi altera e grande,
se non svelle l'empio cor.

(parte)

Scena settima

Cambiamento: luogo di delizie.
Cleopatra, poi Cesare.

Recitativo

CLEOPATRA

Esser qui deve in breve
l'idolo del mio sen, Cesare amato;
ei sa che qui l'attende
Lidia sua, che l'adora;
per discoprir, se porta il sen piagato,
fingerò di dormir, porterò meco,
mascherato nel sonno, Amor ch'è cieco.

(si pone a sedere)

N. 26 - Aria

CLEOPATRA

Venere bella,

per un istante,
deh, mi concedi
le grazie tutte
del dio d'amor!

Tu ben prevedi

che 'l mio sembiante
dée far amante
d'un regio cor.

(finge di dormire)

Recitativo

CESARE

(entra)

Che veggio, oh numi? il mio bel sol qui dorme?
Vaga Lidia, adorata,
ah! se di tanto incendio
che mi bolle nel seno,
ti penetrasse al cor qualche scintilla,
ben potresti sperar dalla tua sorte
d'essermi forse un dì sposa e consorte.

CLEOPATRA

(sorgendo)

Sposa? t'adorerò fino alla morte.

CESARE

Olà!

CLEOPATRA

Che ti conturbi?

CESARE

Una donzella,

serva di Cleopatra a tanto aspirar?

CLEOPATRA

Cesare, frena l'ire!
Giacché desta m'aborri,
perché m'abbi ad amar, torno a dormire.

(va per tornar al suo luogo)

Scena ottava

I detti, Curio, dopo Congiurati (di dentro).

Recitativo

CURIO

(entra con spada impugnata)

Cesare, sei tradito.

CESARE

(snuda il brando)

Io tradito?

CLEOPATRA

Che sento?

CURIO

Mentr'io ver le tue stanze,
signor, t'attendo, odo di genti e spade
ripercosso fragor, ed una voce
gridar: «Cesare mora», ed improvviso
a te ne volo, ad arrecar l'avviso.

CESARE

Così dunque in Egitto
regna la fellonia? Bella, rimanti;
sono infausti per noi cotesti lidi.

CLEOPATRA

Fermati, non partir, che tu m'uccidi.

CESARE

Lascia, Lidia!

CLEOPATRA

Che Lidia?

Io volerò al conflitto in tua difesa,
sino agli stessi abissi
scenderia Cleopatra.
(Ohimè, che dissi?)

CESARE

Cleopatra?

CLEOPATRA

Sì.

CESARE

Dov'è?

CLEOPATRA

Cesare, volgi

in questo seno, e non altrove, il lampo
di quegli occhi che adoro:
son Cleopatra, e non più Lidia in campo.

CESARE

Sei Cleopatra?

CLEOPATRA

In breve

de' congiurati il temerario ardire
questo aspetto regal farà che cada;
torna al fianco, signor, quella tua spada!

(parte)

CESARE

Curio, a sì strani eventi
resto immobile sasso.

CURIO

Stupido son.

CESARE

Che udisti mai, cor mio?

Lidia è Cleopatra? e la spregiasti? Oh dio!

CLEOPATRA

(che frettolosa ritorna)

Fuggi, Cesare, fuggi!
Dalle regie tue stanze a questa fonte
volano i congiurati.

CESARE

Come! nemmen Cleopatra
valse a frenar sì perfido ardimento?

CLEOPATRA

La porpora reale
scudo non è bastante al tradimento.

CESARE

Vengano pure, ho core.
Cesar non sappe mai che sia timore.

CLEOPATRA

Oh dio! tu il mio cor mi struggi;
sàlvati, o mio bel sol! Cesare, fuggi!

N. 27 - Aria e Coro

CESARE

Col lampo dell'armi

quest'alma guerriera
vendetta farà.

Non fia che disarmi

la destra guerriera
che forza le dà.

(parte con Curio)

CONGIURATI

(di dentro)

Mora Cesare, mora!

N. 28 - Recitativo accompagnato

CLEOPATRA

(sola)

Che sento? Oh dio! Morrà Cleopatra ancora.
Anima vil, che parli mai? Deh taci!
Avrò, per vendicarmi,

in bellicosa parte,
di Bellona in sembianza un cor di Marte.

Intanto, oh numi, voi che il ciel reggete,

difendete il mio bene!

Ch'egli è del seno mio conforto e speme.

N. 29 - Aria

CLEOPATRA

Se pietà di me non senti,

giusto ciel, io morirò.

Tu da' pace a' miei tormenti,

o quest'alma spirerò.

Scena nona

Cambiamento: camera nel serraglio.
Tolomeo circondato dalle sue Favorite, Cornelia fra loro, poi Sesto.

N. 30 - Arioso e Recitativo

TOLOMEO

Belle dèe di questo core,

voi portate il ciel nel volto,
non ha il ciel più bel splendore
di quel ch'avete in doppie stelle accolto.

Questo è luogo di pace,
onde il ferro depongo,

(pone la spada sopra una tavola)

che inutile ornamento
ora è questo in amor fiero stromento.

CORNELIA

(Numi! che fia di me?)

TOLOMEO

Ma qui Cornelia!

Questo candido lin tu prendi in segno,
secondo il mio costume,
di colei che destino
al regio letto, alle notturne piume.

(Cornelia prende il fazzoletto, e poi lo getta con sdegno)

SESTO

(entra)

(Ora è il tempo, oh mia destra: il proprio ferro
che uccise il genitore, l'empio trafigga.)

Scena decima

I detti, Achilla.

(mentre Sesto vuol prendere la spada di Tolomeo, vien sorpreso da Achilla, che entra in furia e la prende)

Recitativo

ACHILLA

Sire, prendi!

TOLOMEO

Che fia?

SESTO

(Stelle crudeli!)

ACHILLA

Arma la man che non è tempo, o sire,
di star fra vezzi in amorosa parte;
queste veneri lascia, e vola a Marte!

TOLOMEO

Qual nemica fortuna?

ACHILLA

Mentre io cerco di Cesare la strage,
s'avventa egli fra i nostri,
ma il numero di molti
alla virtù d'un solo al fin prevale;
fugge con Curio, e da balcon sublime
si scaglia d'improvviso in mezzo al porto,
ed io miro in un punto Curio sommerso,
e Cesare già morto.

CORNELIA

(Cesare morto?)

SESTO

(Oh numi!)

ACHILLA

Or Cleopatra

vola al campo romano,
e delle trombe ai bellicosi carmi,
di Cesare in vedetta, corre co' suoi
contro il tuo campo all'armi.

TOLOMEO

D'una femmina imbelle
non pavento i furori.

ACHILLA

A te sol resta

che in premio di tant'opra
in isposa costei tu mi conceda.

TOLOMEO

Temerario! Beltà che non ha pari
d'un tradimento in guiderdon pretendi?

ACHILLA

Sire...

TOLOMEO

Ammutisci e parti!

Son re, e saprò premiarti.

ACHILLA

Il mio servir questa mercé riceve?

TOLOMEO

Olà!

ACHILLA

A chi fede non ha, fe' non si deve.

(parte)

TOLOMEO

Ciascuna si ritiri;
dopo breve soggiorno
vittorioso fra voi farò ritorno.

(parte con le favorite)

Scena undicesima

Sesto, Cornelia.

SESTO

Ecco in tutto perduta
la speme di vendetta!
Ferro, inerme ti vedo;
io per non più soffrir morte a te chiedo.

(tira la spada per uccidersi)

CORNELIA

Fermo? che fai? se perverso il destino
fe' vano il colpo, invan disperi, oh Sesto.

SESTO

Or che Cesare è estinto
che più sperar possiamo?

CORNELIA

Animo, ardire!

Niren già t'apre il passo; al campo vanne;
colà tu rivedrai l'empio tiranno,
e a lui fa' poi mirar con alma forte,
che incontrar sai, non paventar la morte.

(parte)

SESTO

(solo)

Seguirò tanto, con ignoto passo,
ogn'orma del tiranno,
finché nel suo periglio
farò che cada esangue
del padre l'uccisor per man del figlio.

N. 31 - Aria

SESTO

L'aure che spira

tiranno e fiero
egli non merta
di respirar.

Mi sveglia all'ira

quel cor severo,
sua morte solo
mi può placar.

ATTO TERZO

Scena prima

Bosco vicino alla città di Alessandria
(con una parte del porto a margine).
Achilla con séguito di Soldati.

Recitativo

ACHILLA

In tal modi si premia
il mio lungo servir, la fede mia?
Barbaro re! ti pentirai fra breve
d'avermi offeso. Andiamo,
prodi campioni, e a Cleopatra avanti
offriam le nostre insegne, offriamle il core,
e sia menda al tardar l'alto valore.

N. 32 - Aria

ACHILLA

Dal fulgor di questa spada

vuò che cada
umiliato un empio cor.

Già non dée soffrir l'offese

che difese
il suo regno col valor.

(parte)

Scena seconda

Tolomeo, Cleopatra, Soldati di Cleopatra, Soldati e Guardie di Tolomeo.

N. 33 - Sinfonia

Al suono d'una bellica sinfonia segue la battaglia tra soldati di Cleopatra e di Tolomeo, e questi ultimi hanno la vittoria; finita la sinfonia, entra Tolomeo con Cleopatra prigioniera.

Recitativo

TOLOMEO

Vinta cadesti al balenar di questo
mio fulmine reale.

CLEOPATRA

Tolomeo non mi vinse;
mi tradì quella cieca,
che, tiran, ti protegge,
senz'onor, senza fede, e senza legge.

TOLOMEO

Olà! sì baldanzosa
del vincitor al riverito aspetto?

(alle guardie)

S'incateni costei.

(una guardia incatena Cleopatra)

CLEOPATRA

Empio crudel! ti puniranno gli dèi.

TOLOMEO

Costei, che per germana aborro e sdegno,
si conduca alla reggia; io colà voglio
che, ad onta del suo ardire,
genuflessa m'adori a piè del soglio.

N. 34 - Aria

TOLOMEO

Domerò la tua fierezza

ch'il mio trono aborre e sprezza,
e umiliata ti vedrò.

Tu qual Icaro ribelle

sormontar brami le stelle,
ma quell'ali io tarperò.

(parte con i soldati)

Scena terza

Cleopatra, con Guardie.

Recitativo

CLEOPATRA

E pur così in un giorno
perdo fasti e grandezze? Ahi fato rio!
Cesare, il mio bel nume, è forse estinto;
Cornelia e Sesto inermi son, né sanno
darmi soccorso. O dio!
Non resta alcuna speme al viver mio.

N. 35 - Aria

CLEOPATRA

Piangerò la sorte mia,

sì crudele e tanto ria,
finché vita in petto avrò.

Ma poi morta d'ogn'intorno

il tiranno e notte e giorno
fatta spettro agiterò.

(parte con le guardie)

Scena quarta

Cesare, Achilla, poi Sesto e Nireno.

(Giulio Cesare, da una parte, poi Sesto dall'altra con Nireno, ed Achilla, steso sul margine del porto mortalmente ferito)

N. 36 - Recitativo accompagnato e Aria

CESARE

Dall'ondoso periglio

salvo mi porta al lido
il mio propizio fato.

Qui la celeste parca

non tronca ancor lo stame alla mia vita!

Ma dove andrò? e chi mi porge aita?
Solo in queste erme arene

al monarca del mondo errar conviene?

CESARE

Aure, deh, per pietà

spirate al petto mio,
per dar conforto, oh dio,
al mio dolor.

Dite: dov'è, che fa

l'idol del mio sen,
l'amato e dolce ben
di questo cor?

CESARE

Ma d'ogni intorno i' veggio

sparse d'arme e d'estinti
l'infortunate arene,
segno d'infausto annunzio al fin sarà.

Entrano Sesto e Nireno, in veste bellica e con visiera chiusa.

Recitativo

SESTO

Cerco invan Tolomeo per vendicarmi,
e il mio destino spietato a me l'asconde.

ACHILLA

(sul margine del porto, mortalmente ferito)

Hai vinto, oh fato!

SESTO

Quai tronche voci?

ACHILLA

Avete vinto, oh stelle!

CESARE

(Due guerrieri? in disparte
de' loro accenti il suono
udir io voglio, e penetrar chi sono.)

(si ritira in disparte)

NIRENO

(a Sesto)

È questi Achilla, in mezzo al sen piagato.

CESARE

(Achilla è il moribondo?)

NIRENO

(ad Achilla)

Amico, amico!

ACHILLA

(a Nireno)

Oh cavalier ignoto,

che con voci d'amico
articoli il mio nome,
deh, se dia mai che ti conceda il fato
di favellar un giorno
alla bella Cornelia, al sol di Roma,
digli che quell'Achilla,
che consigliò di Pompeo la morte...

SESTO

(Ah, scellerato!)

CESARE

(Ah, iniquo!)

ACHILLA

Che per averla in moglie,
contro Cesare ordì l'alta congiura...

SESTO

(Ah, traditor!)

CESARE

(Fellone!)

ACHILLA

Sol per cagion di vendicarsi un giorno
contro il re Tolomeo
giunse in tal notte a spirar l'alma in guerra.
Questo sigil tu prendi;
nel più vicino speco
cento armati guerrieri
a questo segno ad ubbidir son pronti;
con questi puoi per sotterranea via
penetrar nella reggia, e in breve d'ora
torre all'empio Cornelia,
e insieme far che vendicato io mora.

(dà il sigillo a Sesto e spira)

NIRENO

Spirò l'alma il fellon.

SESTO

Tu scaglia intanto

il cadavere indegno
del traditor nell'onde.

Scena quinta

Cesare, Sesto, Nireno.

Recitativo

(appare e rapisce il sigillo a Sesto)

CESARE

Lascia questo sigillo.

SESTO

(alza la visiera)

Oh dèi!

CESARE

Che veggio!

SESTO

Signor!

CESARE

Tu Sesto?

SESTO

E come

vivo, Cesare, e illeso
ti sottrasti alla parca?

CESARE

Io fra l'onde nuotando al lido giunsi
non ti turbar; mi porterò alla reggia,
e m'aprirò con tal sigil l'ingresso.
Teco Niren mi segua:
o che torrò alla sorte
Cornelia e Cleopatra, o avrò la morte.

N. 37 - Aria

CESARE

Qual torrente, che cade dal monte,

tutto atterra ch'incontro lo sta.

Tale anch'io, a chi oppone la fronte,

dal mio brando atterrato sarà.

(parte)

Scena sesta

Sesto, Nireno.

Recitativo

SESTO

Tutto lice sperar, Cesare vive.

NIRENO

Segui, oh Sesto, i suoi passi.

SESTO

Achilla estinto? or sì che il ciel comincia
a far le mie vendette,
sì, sì, mi dice il core
che mio sarà il desiato onore.

N. 38 - Aria

SESTO

La giustizia ha già sull'arco

pronto strale alla vendetta,
per punire un traditor.

Quanto è tarda la saetta,

tanto più crudele aspetta
la sua pena un empio cor.

(parte con Nireno)

Scena settima

Cambiamento: appartamento di Cleopatra.
Cleopatra con Guardie, Damigelle egizie,
poi Cesare con Soldati.

N. 39 - Recitativo accompagnato

CLEOPATRA

(fra le sue damigelle che piangono)

Voi che mie fide ancelle un tempo foste,

or lagrimate invan, più mie non siete.

Il barbaro germano

che mi privò del regno,
a me vi toglie, e a me torrà la vita.

(s'ode strepito d'armi nella scena)

CLEOPATRA

Ma qual strepito d'armi?
Ah sì! più mie non siete,

spirar l'alma Cleopatra or or vedrete.

Recitativo

(entra con spada nuda in mano e soldati)

CESARE

Forzai l'ingresso a tua salvezza, oh cara!

CLEOPATRA

Cesare o un'ombra sei?

CESARE

(alle guardie)

Olà, partite ormai, empi ministri
d'un tiranno spietato!
Cesare così vuol, pronti ubbidite!

(partono le guardie)

CLEOPATRA

Ah! ben ti riconosco,
amato mio tesoro,
al valor del tuo braccio!
Ombra, no, tu non sei, Cesare amato.

(corre ad abbracciarlo)

CESARE

Cara, ti stringo al seno;
ha cangiato vicende il nostro fato.

CLEOPATRA

Come salvo ti vedo?

CESARE

Tempo avrò di svelarti
ogni ascosa cagion del viver mio.
Libera sei, vanne fra tanto al porto,
e le disperse schiere in un raduna;
colà mi rivedrai; Marte mi chiama
all'impresa total di questo suolo.
Per conquistar, non che l'Egitto, un mondo,
basta l'ardir di questo petto solo.

(parte con i soldati)

N. 40 - Aria

CLEOPATRA

Da tempeste il legno infranto,

se poi salvo giunge in porto,
non sa più che desiar.

Così il cor tra pene e pianto,

or che trova il suo conforto,
torna l'anima a bear.

Scena ottava

Cambiamento: sala reggia di Tolomeo
Tolomeo, Cornelia.

Recitativo

TOLOMEO

Cornelia, è tempo omai
che tu doni pietade a un re che langue.

CORNELIA

Speri invano mercede.
Come obliar poss'io
l'estinto mio consorte?

TOLOMEO

Altro te n'offre il regnator d'Egitto;
cara, al mio sen ti stringo...

(va per abbracciarla)

CORNELIA

Scostati, indegno, e pensa
che Cornelia è romana.

TOLOMEO

Non ho più da temer; Cesare estinto,
Cleopatra umiliata, or non ascolto
che il mio proprio voler.

(si vuol accostar di nuovo)

CORNELIA

Se alcun non temi,

temi pur questo ferro,

(estrae un pugnale)

che a me sola s'aspetta
far del morto consorte or la vendetta!

Scena nona

I detti, Sesto.

(mentre Cornelia corre alla vita di Tolomeo, sopraggiunge Sesto con spada nuda in mano)

Recitativo

SESTO

T'arresta, o genitrice! a me, oh tiranno!

TOLOMEO

Io son tradito, oh numi!

(snuda il ferro)

SESTO

Sappi, perfido mostro, e per tua pena:
salvo i numi serbar dai tradimenti
Cesare invitto, e Cleopatra ei sciolse
dall'ingiuste catene; ei qui se n' viene;
io lo precorro, e questo
chiede quel sangue ch'è dovuto a Sesto.

TOLOMEO

Del folle ardir ti pentirai ben presto.

Si battono, e Tolomeo vien ferito, e cade morto in scena.

CORNELIA

Or sì ti riconosco,
figlio del gran Pompeo, e al sen ti stringo.

SESTO

(guardando nella scena)

Giace il tiranno estinto;
or padre sì, tu benché vinto, hai vinto.

(parte)

N. 41 - Aria

CORNELIA

Non ha più che temere

quest'alma vendicata,
or sì sarò beata,
comincio a respirar.

Or vo' tutto in godere

si cangi il mio tormento,
ch'è vano ogni lamento,
se il ciel mi fa sperar.

(parte)

ultima

Cambiamento: porto di Alessandria.
Cesare, Cleopatra, Nireno, Sesto, Cornelia, Curio, Séguito di Romani e di Egizii, un Paggio.

N. 42 - Sinfonia e Marcia

(Cesare, Cleopatra e séguito con trombe e timpani. Finita la sinfonia entrano Curio e Nireno e poi Sesto e Cornelia, con un Paggio che porta lo scettro e la corona di Tolomeo)

Recitativo

NIRENO

(a Cesare)

Qui Curio vincitor, qui tuo l'Egitto;
in questo ondoso piano
Cesare ognun acclama
signor del mondo e imperator romano.

CESARE

(a Nireno)

Del suo fido servir premio condegno
avrà Nireno;

(a Curio)

Curio,

già del tuo forte braccio
si conosce il valor.

(Sesto e Cornelia s'inginocchiano)

CESARE

Ma qui Cornelia?

SESTO

Signor, ecco a' tuoi piedi
e di Cornelia e di Pompeo il figlio;
egli la grande offesa
del tradimento enorme
vendicò con suo brando,
e tolse a Tolomeo l'alma col sangue.

CESARE

E morì Tolomeo?

CORNELIA

Se Sesto in mia difesa
pronto non accorrea,
di Cornelia l'onor era in periglio.

CESARE

La vendetta del padre
è ben dovuta al figlio;
sorgi, Sesto, ed amico al sen t'accolgo.

SESTO

Ogni affetto di fede in te rivolgo.

(si abbracciano)

CORNELIA

Dell'estinto tiranno
ecco i segni reali, a te li porgo.

(dà la corona e lo scettro di Tolomeo a Cesare)

CESARE

Bellissima Cleopatra,
quel diadema che miri, a te s'aspetta;
io te ne cingo il crine;
regina dell'Egitto
darai norma alle genti, e legge al trono.

CLEOPATRA

Cesare, questo regno è sol tuo dono,
tributaria regina
imperator t'adorerò di Roma.

CESARE

(Amor, chi vide mai più bella chioma?)

N. 43 - Duetto

Insieme

CLEOPATRA

Caro! Più amabile beltà

mai non si troverà
del tuo bel volto.

In me non splenderà

né amor né fedeltà
da te disciolto.

CESARE

Bella! Più amabile beltà

mai non si troverà
del tuo bel volto.

In te non splenderà

né amor né fedeltà
da me disciolto.

Recitativo

CESARE

Goda pur or l'Egitto
in più tranquillo stato
la prima libertà. Cesare brama,
dall'uno all'altro polo
ch'il gran nome roman spanda la fama.

N. 44 - Coro

SÉGUITO

Ritorni omai nel nostro core

la bella gioia ed il piacer;
sgombrato è il sen d'ogni dolor,
ciascun ritorni ora a goder.

CLEOPATRA, CESARE

Un bel contento il sen già si prepara,

se tu sarai costante ognor per me;
così sortì dal cor la doglia amara,
e sol vi resta amor, costanze e fé.