I PAGLIACCI
Libretto di Ruggero LEONCAVALLO,
musica di Ruggero LEONCAVALLO.
Prima esecuzione: 21 Maggio 1892,
Milano.
Dettagli di questa esecuzione:
Coro e orchestra della RAI di Milano
diretti da Alfredo Simonetto nel 1951.
Personaggi coinvolti e loro interpreti:
CANIO: Carlo Bergonzi, tenore
PEPPE: Salvatore Di Tommaso, tenore
TONIO: Carlo Tagliabue, baritono
Documento sonoro da scaricare e ascoltare:
MP3Dimensione: 2704 kb.
Qui di seguito la porzione del libretto
eseguita nel documento sonoro a cura di www.librettidopera.it.
Alcune differenze possono essere riscontrate tra il testo riportato e l'esecuzione proposta.
ATTO PRIMO
Scena prima
CORO
di Contadini e Contadine
(arrivando a poco a poco)
Son qua!
Ritornano...
Pagliaccio è là!
Tutti lo seguono,
grandi e ragazzi,
e ognuno applaude
ai motti, ai lazzi.
In aria gittano
i lor cappelli
fra strida e sibili
tutti i monelli.
Ed egli serio
saluta e passa
e torna a battere
sulla gran cassa.
RAGAZZI
(di dentro)
Ehi, sferza l'asino,
bravo arlecchino!
CANIO
(di dentro)
Itene al diavolo!
PEPPE
(di dentro)
To'! birichino!
Un gruppo di Monelli entra, correndo, in iscena dalla sinistra.
LA FOLLA
Ecco il carretto...
Indietro... Arrivano...
Che diavolerio!
Dio benedetto!
Arriva una pittoresca carretta dipinta a vari colori e tirata da un asino che Peppe, in abito da Arlecchino, guida a mano camminando, mentre co' lo scudiscio allontana i Ragazzi.
Sulla carretta sul davanti è sdraiata Nedda in un costume tra la zingara e l'acrobata. Dietro ad essa è piazzata la gran cassa.
Sul di dietro della carretta è Canio in piedi, in costume di Pagliaccio, tenendo nella destra una tromba e nella sinistra la mazza della gran cassa.
(i contadini e le contadine attorniano festosamente la carretta)
LA FOLLA
Evviva! il principe
se' dei pagliacci!
I guai discacci
tu col lieto umore!
Ognun applaude a' motti, ai lazzi...
ed ei, ei serio saluta e passa...
LA FOLLA
Evviva!
CANIO
Grazie!
LA FOLLA
Bravo!
CANIO
Vorrei...
LA FOLLA
E lo spettacolo?
CANIO
(picchiando forte e ripetutamente sulla cassa per dominar le voci)
Signori miei!
LA FOLLA
(scostandosi e turandosi le orecchie)
Uh! ci assorda! Finiscila!
CANIO
(affettando cortesia e togliendosi il berretto con un gesto comico)
Mi accordan di parlar?
LA FOLLA
(ridendo)
Con lui si dée cedere,
tacere ed ascoltar!
CANIO
Un grande spettacolo
a ventitré ore
prepara il vostr'umile
e buon servitore!
(riverenza)
Vedrete le smanie
del bravo Pagliaccio;
e com'ei si vendica
e tende un bel laccio...
Vedrete di Tonio
tremar la carcassa,
e quale matassa
d'intrighi ordirà.
Venite, onorateci
signori e signore.
A ventitré ore!
A ventitré ore!
Tonio si avanza per aiutar Nedda a discendere dal carretto, ma Canio, che è già saltato giù, gli dà un ceffone dicendo:
CANIO
Via di lì!
Poi prende fra le braccia Nedda e la depone a terra.
CONTADINE
(ridendo, a Tonio)
Prendi questo, bel galante!
RAGAZZI
(fischiando)
Con salute!
Tonio mostra il pugno ai Monelli che scappano, poi si allontana brontolando e scompare sotto la tenda a destra del teatro.
TONIO
(a parte)
La pagherai! brigante!
(intanto Peppe conduce l'asino col carretto dietro al teatro.)
UN CONTADINO
(a Canio)
Di', con noi vuoi tu bevere
un buon bicchiere sulla crocevia?
CANIO
Con piacere.
PEPPE
(ricompare di dietro al teatro; getta la frusta, che ha ancora in mano, dinanzi alla scena e dice)
Aspettatemi...
anch'io ci sto!
(poi entra dall'altro lato del teatro per cambiar costume)
CANIO
(gridando verso il fondo)
Di', Tonio, vieni via?
TONIO
(di dentro)
Io netto il somarello. Precedetemi.
UN ALTRO CONTADINO
(ridendo)
Bada, Pagliaccio, ei solo vuol restare
per far la corte a Nedda!
CANIO
(ghignando, ma con cipiglio)
Eh! Eh! Vi pare?