IL PIRATA
Libretto di Felice ROMANI,
musica di Vincenzo BELLINI.
Prima esecuzione: 27 Ottobre 1827,
Milano.
Dettagli di questa esecuzione:
American opera society
diretti da Nicola Rescigno nel 1959.
Personaggi coinvolti e loro interpreti:
GUALTIERO: Pier Miranda Ferraro, tenore
IMOGENE: Maria Callas, soprano
ERNESTO: Costantino Ego, baritono
ITULBO: Glade Peterson, tenore
Documento sonoro da scaricare e ascoltare:
MP3Dimensione: 5907 kb.
Qui di seguito la porzione del libretto
eseguita nel documento sonoro a cura di www.librettidopera.it.
Alcune differenze possono essere riscontrate tra il testo riportato e l'esecuzione proposta.
Ouverture
ATTO PRIMO
Scena dodicesima
Insieme
GUALTIERO
Parlarti ancor per poco,
pria di partir, pretendo...
in solitario loco,
qual più tu vuoi, t'attendo...
se tu ricusi... trema...
per te, per lui, pe 'l figlio...
notte per tutti estrema
questa, o crudel, sarà.
IMOGENE
Scostati... oh! dio! te 'l chiedo,
l'impongo a te piangendo...
l'ultimo mio congedo
abbi in tal punto orrendo.
Non ti ostinar... ti prema
del tuo mortal periglio...
della mia pena estrema,
del mio terror pietà.
Insieme
ERNESTO
Io volgo in cor sospetti,
ch'io stesso non comprendo:
all'opre loro, ai detti
giovi vegliar fingendo...
ITULBO, SOLITARIO
Osserva... ah! tutto ancora
il mio timor riprendo...
lo sconsigliato ignora
il suo periglio orrendo...
Insieme
ERNESTO, CAVALIERI
Queti esplorar ci prema
se approdi alcun naviglio:
se v'ha cagion di tema
l'acciar li preverrà.
ITULBO, SOLITARIO, ADELE, DAMIGELLE
A questa prova estrema
reggiam con fermo ciglio:
si asconda altrui la tema,
che palpitar ci fa.
N. 10 - Finale
GUALTIERO
Ebben, cominci, o barbara,
la mia vendetta.
(si muove furibondo verso d'Ernesto)
IMOGENE
(con un grido)
Ah!... io moro.
(s'abbandona fra le braccia delle sue damigelle)
ERNESTO
(volgendosi)
Che avvenne?
(accorrendo da lei)
ITULBO, SOLITARIO
(a Gualtiero allontanandolo)
Insano! scostati.
GUALTIERO
(Oh! qual furor divoro!)
ERNESTO
Donde sì strano e subito
dolore in lei! perché?
DAMIGELLE
Egra, languente, e debole
più dell'usato forse,
tal non dovea l'improvvida
al ciel notturno esporse...
ERNESTO
Alle sue stanze traggasi.
DAMIGELLE
Vedi: ritorna in sé.
(Imogene si scuote... cerca sbigottita Gualtiero e veggendolo in distanza fra i suoi prorompe in un grido)
Tutti.
IMOGENE
Ah! partiamo: i miei tormenti
sian celati ad ogni sguardo.
Tremo, avvampo... gelo ed ardo...
gonfio in sen mi scoppia il cor.
ERNESTO
Imogene! (Quali accenti!)
Qual delirio in lei si desta?
Pena, ambascia non è questa,
ma trasporto, ma furor.
CAVALIERI
Infelice! (Quali accenti!)
Qual delirio in lei si desta?
Pena, ambascia non è questa,
ma trasporto, ma furor.
GUALTIERO
Raffrenar mie furie ardenti
la ragione invan si attenta;
all'acciar la man si avventa,
alla strage anela il cor.
ITULBO, SOLITARIO
Vieni, fuggi, omai cimenti
co' la tua la nostra vita...
Deh! risparmia la smarrita;
ella more di terror.
DAMIGELLE
Ah! signor, sì strani accenti
tu condona a donna oppressa...
(Per pietade di te stessa
vieni, ascondi il tuo dolor!)