RUY BLAS

Dramma lirico.

Versione sintetica a cura di www.librettidopera.it.
Da qui accedi alla versione estesa dell'opera.

Libretto di

Carlo D'ORMEVILLE

Musica di

Filippo MARCHETTI

Prima esecuzione:

3 Aprile 1869, Milano


Personaggi:

Donna Maria De Neubourg REGINA di Spagna / soprano

DON SALLUSTIO De Bazan marchese di Finlas e primo ministro del re / baritono

DON PEDRO De Guevarra conte di Camporeal e presidente di Castiglia / tenore

DON FERNANDO De Cordova marchese di Priego e soprintendente generale delle imposte / basso

DON GURITANO conte d'Onato e gran maggiordomo / basso

Donna Giovanna De La Cueva DUCHESSA d'Albuquerque, prima dama d'onore della Regina / mezzosoprano

DON MANUEL Arias gran scudiere / basso

RUY BLAS valletto di don Sallustio / tenore

CASILDA dama d'onore della Regina / contralto

Un USCIERE / tenore


Dame d'onore della Regina.
Grandi di Spagna. Membri del consiglio privato del re.
Guardie. Paggi. Uscieri.

La scena si rappresenta a Madrid, parte nel palazzo reale, parte in una casa particolare di Don Sallustio.

L'epoca 1689 circa.


ATTO PRIMO

Scena prima

Gran sala nel palazzo reale di Madrid. Due porte laterali delle quali quella a destra conduce agli appartamenti interni, quella a sinistra alle anticamere. In fondo una grande galleria, che traversa tutto il teatro, formata da archi a vetrate coperti da ricchi tendoni, che cadono dall'alto al basso.
Appeso alla parete un gran ritratto della Regina.
Un tavolo con l'occorrente per scrivere, sedie ecc.
Don Sallustio, vestito di velluto nero secondo il costume dei tempi di Carlo II col toson d'oro al collo ed un ampio mantello di velluto chiaro riccamente ricamato, entra dalla porta a sinistra. Esso è assorto in profondi pensieri guardando alcuni fiori, che ha in mano.

DON SALLUSTIO

L'avventura è piccante!...
Questi fior d'Alemagna,
più d'ogni fior di Spagna
graditi alla Regina, un uom ponea
là nel parco, dov'ella
a passeggiar si reca ogni mattina.
Io giungo... il muro ei varca e fugge... il viso
vederne io non potea, ma ben mi parve
ravvisar la livrea
d'uno de' miei famigli...
Ah! Davver che piccante è l'avventura!...

Scena seconda

Un Paggio e detto, indi Don Guritano vecchio militare, ma vestito con esagerata eleganza.

PAGGIO

Signor...

DON SALLUSTIO

(ripone i fiori sotto al giustacuore)

Chi è là?...

PAGGIO

L'ingresso

chiede il gran maggiordomo.

DON SALLUSTIO

Entri.

(il paggio s'inchina ed esce)

DON SALLUSTIO

Da parte

della Regina certo egli a me viene.

(Don Guritano entra preceduto dal paggio, che esce subito)

DON SALLUSTIO

A qual buona ventura
ascrivere degg'io, conte d'Onato,
il piacer di vedervi
così presto quest'oggi?...

DON GURITANO

Un delicato

messaggio a compir vengo,
nobil marchese di Finlas, in nome
della nostra sovrana.

DON SALLUSTIO

Devotamente accolto
ogni suo cenno da me fia... v'ascolto.

DON GURITANO

Come protegga ~ la schiera eletta

delle sue ancelle ~ voi lo sapete;
pur la più cara ~ la più diletta...
la vaga Arbella ~ sedotta avete.

DON SALLUSTIO

Io non lo nego; ~ saper sol bramo
che intende e chiede... ~

DON GURITANO

Chiede ed intende

che ripariate ~ l'errore...

DON SALLUSTIO

Io l'amo...

DON GURITANO

Non basta.

DON SALLUSTIO

(seriamente)

E ch'altro ~ da me pretende?

DON GURITANO

Che il vostro nome ~ la vostra mano
e il vostro grado ~ voi le doniate...

DON SALLUSTIO

(seriamente)

Che!

DON GURITANO

Lo farete? ~

DON SALLUSTIO

(con sdegno)

Don Guritano!...

DON GURITANO

È la regina ~ che il vuol...

DON SALLUSTIO

(con sdegno)

Cessate!...

Sopra ogni bene in terra,

sopra il real favore
del nome mio l'onore
puro giurari serbar.

DON GURITANO

E ardite porvi in guerra

con sua maestà?...

DON SALLUSTIO

Sì, conte:

alta vogl'io la fronte
fra i pari miei levar;
ed il proposto imene
con un'ancella umile
aria spregiato e vile
il nome dei Bazan.

DON GURITANO

Né ad un Bazan conviene
a un innocente cuore
eterna fede e amore
aver giurato invan.

DON SALLUSTIO

Non più...

DON GURITANO

Deciso siete?...

DON SALLUSTIO

Sì, conte, sì.

DON GURITANO

Dunque il voler sovrano

parteciparvi io deggio...

DON SALLUSTIO

(aggrottando le ciglia)

Ed è?

DON GURITANO

(con solennità, ma urbanamente)

Che pria

del tramonto del sol partito siate
da Madrid e per sempre.

DON SALLUSTIO

(con meraviglia e con sdegno)

Il ver voi dite?... Il vero ascolto?...

DON GURITANO

Il vero.

DON SALLUSTIO

(con ira repressa)

(Che mai sento!... Ah! Ma dunque ella giurava
o del poter privarmi o dell'onore!...)

DON GURITANO

Che risolvete?...

DON SALLUSTIO

(con fierezza)

Partirò, signore.

DON SALLUSTIO

(con rabbia)

Scacciato!... Bandito!... ~ Ah no, più no 'l dite;

ho in cor l'inferno! ~

DON GURITANO

(con molta cortesia)

(avvicinandosi)

Signor, voi soffrite...

DON SALLUSTIO

(dissimulando)

(tentando ricomporsi)

No, no, conte...

DON GURITANO

In tempo ~ sareste...

DON SALLUSTIO

(interrompendolo e con risoluzione)

Al tramonto

sarò ben lontano ~ da questa città.

(poi assumendo un tono di fiera ironia)

La grave mia colpa ~ confesso... e la sconto...

son servo devoto ~ di sua maestà.

(accompagna alla porta Don Guritano, che saluta con squisita gentilezza ed esce)

Scena terza

Don Sallustio solo.

DON SALLUSTIO

Io scacciato!... Io bandito!... E il fiero insulto
io Don Sallustio di Bazan dovrei
soffrir tacendo e inulto?...
Ah! no, per dio!... Madrid e questa corte
esule io lascio... ma per poco:

(volgendosi al ritratto della Regina con un gesto di minaccia)

un giorno

mi rivedrà costei,
come un genio fatal di morte!...

(passando dall'ira all'abbattimento)

Un giorno!...

Sì, ma palese intanto
a tutti fia lo scorno
di questo colpo, che m'umilia ahi! Quanto!...

DON SALLUSTIO

Ai miei rivali cedere

dovrò la gloria ambita!...
Trarrò solingo ed esule
lungi da qui la vita!...
Sul mio poter temuto
l'oblio si stenderà,

ed al leon caduto

il volgo insulterà!...

(rianimandosi e riassumendo tutto il suo orgoglio primiero)

Insulti a me?... No: tremino

i vili!... Io vivo ancor!...
E tu, che tanto ardisti,
paventa il mio furor;

l'onor tu mi rapisti,

io ti torrò l'onor.

Scena quarta

Don Sallustio indi Ruy Blas.

DON SALLUSTIO

Si pensi alla vendetta!...
Se questo ignoto amante
conoscere potessi... poi che certo
quei fior per lei fur colti
dalla man d'un segreto adoratore...
Se potessi conoscerlo!

RUY BLAS

(vestito in livrea e col capo scoperto entra per la porta a sinistra recando in mano una spada e si ferma sulla soglia)

Signore...

DON SALLUSTIO

(sempre raccolto ne' suoi pensieri)

Ah! Ruy Blas...

RUY BLAS

(si avanza e depone la spada sul tavolo)

Questa spada

Gil poc'anzi mandò per voi.

DON SALLUSTIO

(sempre raccolto ne' suoi pensieri)

Sta bene.

RUY BLAS

Mi ritiro...

DON SALLUSTIO

Attendetemi.

(Ruy Blas s'inchina rispettosamente e si ritira in fondo alla scena)

DON SALLUSTIO

(riflettendo con molta preoccupazione)

(Sì quest'occulto affetto
gioverebbe assai bene al mio progetto.)

RUY BLAS

(vede il ritratto della Regina e si ferma quasi estatico a contemplarlo)

Oh! Com'è bella!... Oh quanto

m'arde nel petto amor!...
Rapito in dolce incanto
in sol mirarla è il cor!...

DON SALLUSTIO

(Interroghiam costui:
forse dell'uomo, che fuggire io vidi,
darmi potria contezza...

(si volge e lo vede assorto a contemplare il ritratto)

Ma che veggo!...

Della Regina nell'effigie il guardo
estatico egli affisa!...)

RUY BLAS

(Oh! Come io l'amo!...)

DON SALLUSTIO

(chiamandolo)

Ruy Blas...

RUY BLAS

(Ognor mirarla... altro non bramo!)

DON SALLUSTIO

(Non m'ode... non risponde...

a lei fra sé favella!...
Si turba, si confonde,
si perde il mio pensier.)

RUY BLAS

(Più maledir non voglio

la sorte mia rubella,
se te felice in soglio
sempre potrò veder!...)

DON SALLUSTIO

(tornando a riflettere)

(E l'uomo di quei fiori appunto avea
questa stessa livrea...
Ah! se lui fosse!... È infernale il pensiero,
che m'agita la mente!...
Ma pur, se fosse vero!...
Tentiamo un'altra prova...)

(trae dal seno i fiori nascosti alla prima scena)

Ruy Blas...

(chiamandolo nuovamente)

RUY BLAS

(si scuote dalla sua estasi e si volge in fretta)

Signore...

DON SALLUSTIO

Io lascio

questa sera Madrid: a voi la cura
di tutto preparar per la partenza.

RUY BLAS

Obbedirò, eccellenza...

DON SALLUSTIO

Gran tempo assente io resterò, per cui...

(gioca con molta naturalezza coi fiori in modo che Ruy Blas li vegga)

RUY BLAS

(vedendo i suoi fiori nelle mani di Don Sallustio)

(Cielo!... I miei fior nelle sue mani!...)

DON SALLUSTIO

(in aria di trionfo e con impeto di gioia)

(È lui!...)

DON SALLUSTIO

(Ed ora, o donna, a noi...

La mia vendetta è presta;
difenditi, se puoi,
io ti saprò colpir!)

RUY BLAS

(Che fia, che nel suo core

tanta delizia or desta?...
quasi mi fa terrore
lo strano suo gioir.)

DON SALLUSTIO

(pone i fiori sul tavolo e cangia tono ed argomento di discorso)

Intesi siamo: ~ adesso ditemi

se alcun per caso ~ qui vi vedea,
sotto le spoglie ~ della livrea...

RUY BLAS

Niun qui, né altrove ~ mi vide ancor.

DON SALLUSTIO

Sta bene: al grado ~ di segretario

oggi v'innalzo. ~

(accenna a Ruy Blas di sedersi al tavolo ed egli obbedisce e si dispone a scrivere)

DON SALLUSTIO

Scrivete, io detto:

non è che un dolce ~ gentil biglietto
alla regina ~ di questo cor...

(comincia a dettare e Ruy Blas a scrivere)

«Donna Prassede ~ Una terribile

sventura pende ~ sulla mia testa
io son perduto ~ ma la tempesta
la mia regina ~ disperder può.

Nella mia casa ~ venir vi supplico

quando ben alta ~ la notte è in cielo;
coprite il volto ~ d'un nero velo;
l'uscio segreto ~ schiuder farò.»

DON SALLUSTIO

(avvicinandosi al tavolo e guardando con compiacenza lo scritto)

Benissimo: firmate.

RUY BLAS

Il nome vostro?

DON SALLUSTIO

No, quello di Don Cesare... il mio nome
d'avventura...

RUY BLAS

(piegando il foglio ed accingendosi a scrivere l'indirizzo)

A chi devo

questo foglio dirigere?...

DON SALLUSTIO

Date a me: di spedirlo al suo destino
sarà mia cura.

(prende il foglio e lo ripone nel taschino del giustacuore)

Fido

foste a me sempre, ed io
rimunerarvi degnamente or voglio.
Per servir non nasceste: iniquo fato
vi spinse in basso stato
e di riporvi in alto ho gran desio.

RUY BLAS

Mio signor...

DON SALLUSTIO

Ma fedele

a me serbarvi ognor pria mi giurate.

RUY BLAS

Io lo giuro.

DON SALLUSTIO

Scrivetelo...

RUY BLAS

Dettate...

(si accinge nuovamente a scrivere)

DON SALLUSTIO

(detta come segue)

«Io sottoscritto, ~ di Don Sallustio

Bazan staffiere, ~ prometto e giuro
per il presente ~ per il futuro
ad ogni suo ~ cenno obbedir.»

Il nome vostro ~ ora scrivete...

RUY BLAS

(eseguisce)

È scritto...

DON SALLUSTIO

Bene: ~ a me porgete.

(prende anche questo foglio e lo ripone, come l'altro, indi assumendo un tono molto più familiare)

Ed or da voi quest'umile
e dispregiata veste
strappar non bramereste?

RUY BLAS

Che dite mai?...

DON SALLUSTIO

Stupor

vi prende?... Ebben toglietela.

RUY BLAS

Fia ver?...

DON SALLUSTIO

Su via: credete

a me...

(Ruy Blas si toglie la livrea e resta vestito con un giustacuore di velluto nero a maniche lunghe fino al polso ed ornato di buffi di seta turchina)

DON SALLUSTIO

Va ben...

(prende la spada che è sul tavolo e gliela porge)

Cingete

questo mio brando ancor.

RUY BLAS

(eseguisce quasi macchinalmente)

(Non so, s'io credo, o dubito...

non so, s'io temo o spero...
vaneggia il mio pensiero,
mi balza in petto il cor.

Non più servire!... Infrangere

il giogo mio funesto!...
Gran dio, se un sogno è questo,
ch'io non mi desti ancor!...)

DON SALLUSTIO

A voi, Ruy Blas, sugli omeri

ponete il mio mantello...

(si toglie il mantello e glielo pone sulle spalle)

Così... bene...

(entra un istante a destra e torna recando un cappello simile al suo, che depone sul tavolo)

DON SALLUSTIO

Il cappello

è là...

RUY BLAS

(tentando di cacciare l'incertezza cagionatagli dallo stupore)

(Sogno non è!...)

DON SALLUSTIO

(guardando verso la porta a sinistra)

La corte vien: mostratevi

degno del vostro aspetto.

(osservandolo da capo a piedi)

Un cavalier perfetto
sembrate per mia fé!...

Scena quinta

Don Pedro e Don Fernando, che entrano favellando insieme e detti.

DON SALLUSTIO

(va incontro con portamento di squisita cavalleria ai due sopraggiunti e stringe ad entrambi confidenzialmente la mano)

Conte, buon dì; marchese,

vi saluto...

DON PEDRO

(rendendo il saluto)

Gentile

sempre...

DON FERNANDO

(rendendo il saluto)

Sempre cortese...

RUY BLAS

(Che mai sarà di me?...)

DON SALLUSTIO

(accennando agli altri due Ruy Blas, che resta in disparte)

Il mio fratel, cugino

reduce dal Brasile
vi presento...

DON PEDRO

(tendendogli la mano)

M'inchino...

DON FERNANDO

(tendendogli la mano)

Ben fortunato...

RUY BLAS

(quasi estatico per meraviglia)

(Ohimè!...)

DON SALLUSTIO

(a Ruy Blas a parte)

Su via, mio buon Don Cesare,

perché tanto stupore?...
Parlate...

(piano allo stesso)

Secondatemi...

RUY BLAS

(piano e con incertezza)

Ma... io... non so, signore...

DON SALLUSTIO

(agli altri due)

Assente egli è da dodici
anni...

DON PEDRO

Lo disser morto,

se non erro...

DON SALLUSTIO

(sorridendo)

E mentirono...

(prende a braccetto Don Pedro, lo trae in disparte e gli dice)

Conte, per mio diporto
lasciar Madrid io voglio
questa sera...

DON PEDRO

(interrompendolo)

Partite?...

DON SALLUSTIO

(subito)

Ma tornerò prestissimo...

(segue a parlare sotto voce con lui da un lato)

DON FERNANDO

(si unisce a Ruy Blas dal lato opposto e gli dice)

Dunque ne convenite?...

RUY BLAS

Non so che dire...

DON FERNANDO

Origine

comune abbiamo; affine
mio siete; le bisavole
nostre eran cugine.

DON SALLUSTIO

(a Don Pedro proseguendo il discorso non mai interotto)

L'affido a voi...

DON PEDRO

Proteggerlo

vi giuro.

DON SALLUSTIO

(si stacca da Don Pedro e si unisce a Don Fernando chiamandolo)

Don Fernando...

DON FERNANDO

(lascia Ruy Blas e va verso Don Sallustio)

Son qua...

DON SALLUSTIO

Quel buon Don Cesare

anche a voi raccomando:
a corte aver desidera
un decoroso impiego...

DON FERNANDO

E non sarà impossibile...

DON PEDRO

Vedremo...

DON SALLUSTIO

Io ve ne prego;

poi che che vorrei che in patria
ponesse alfin sua sede
e facesse giudizio...

(scherzando)

DON FERNANDO

Per poi farne un erede!...

(scherzando)

RUY BLAS

(Che più sperar, che credere
or la mia mente ignora;
non so, se un sogno m'agita,
o se son desto ancora.)

Scena sesta

Un Usciere e detti, indi la Regina.

USCIERE

(dal fondo)

Sua maestà s'appressa:

prenda il suo posto ognuno.

A questo annuncio vari Gentiluomini e Grandi del regno entrano in scena, si uniscono ai precedenti e si schierano in una lunga fila dal fondo del teatro fino al proscenio. Don Pedro e Don Fernando prendono posto presso gli archi della galleria

RUY BLAS

(trasalendo e fuggendo sul davanti della scena)

Dio!...

DON SALLUSTIO

(corre vicino a lui e a voce bassa e in tono concitato gli dice)

Di vostr'alma oppressa

non vegga i moti alcuno.
A che tremar, se tanto
sorride a voi la sorte?...
Coraggio!... Io parto e intanto
voi resterete a corte.

RUY BLAS

A corte io?...

DON SALLUSTIO

Sì, la piccola

mia casa presso il ponte
vi lascio in dono, il titolo
porterete di conte.

USCIERE

La regina...

La Regina vestita magnificamente e con la testa scoperta apparisce sotto un baldacchino di velluto rosso portato da quattro Gentiluomini di camera. Alcune Guardie la precedono, altre chiudono il corteo.

La Duchessa d'Albuquerque e Casilda sono al suo fianco, ma si tengono alquanto indietro; altre Dame la seguono. Appresso alle Dame Don Guritano con vari altri Gentiluomini e Consiglieri di spada e cappa. Dopo di essi una doppia fila di Paggi. Tutti i Grandi di Spagna schierati sul suo passaggio si cuoprono. Il corteggio traversa la galleria da un capo all'altro.

CORO

Alla vaga e pia donzella,

che di Spagna è vanto e onor;
rida in ciel benigna stella
di speranza e gioia e amor.

Se dall'alto del tuo trono

volgi un guardo al tuo bel piè,
tu vedrai che quivi sono
tutti cor devoti a te.

DON SALLUSTIO

(vedendo Ruy Blas, che nell'ebbrezza di una visione celeste si scuopre, corre vicino a lui e gli dice sommessamente)

Cuopritevi...

grande di Spagna siete...
Non vi tradite... Altri ordini
da me riceverete...

RUY BLAS

Ma intanto... io qui...spiegatevi...
che fare?...

DON SALLUSTIO

(accennando la Regina, che è nel mezzo della galleria)

Amar costei...

RUY BLAS

Che ascolto?... Amarla io deggio?...

DON SALLUSTIO

E farvi amar da lei.

(il corteo sparisce; il coro, Don Pedro e Don Fernando li seguono, mentre cala la tela)

ATTO SECONDO

Scena prima

Una sala attigua alla camera da letto della Regina. A destra una porta con ricca portiera. A sinistra una finestra piuttosto grande con vetrata fino a terra, dalla quale si vede un terrazzino esterno. Dal lato della porta un'effigie di santa Maria Esclava, dinanzi a cui arde una lampada. Dal lato della finestra un ritratto del re Carlo II, della grandezza naturale e in piedi. Sul davanti della scena dal lato destro un tavolo molto elegante, su cui è un ricco cassettino d'avorio intarsiato, alcuni libri e l'occorrente per scrivere. Accanto al tavolo una poltrona, ed un piccolo scanno. Dal lato sinistro una poltrona più grande e meno ornata. Innanzi all'immagine della santa un inginocchiatoio di velluto cremisi. Nel mezzo della scena una giardiniera piuttosto alta piena di fiori di varie specie. Nel fondo una porta più grande dell'altra con portiera.
La Regina è seduta sulla poltrona presso il tavolo intenta alla lettura di un libro; Casilda è seduta sul piccolo scanno occupata ad un ricamo e la Duchessa è seduta sull'altra poltrona parimente con un ricamo. Don Guritano è ritto in piedi presso la porta a destra. Alcune Damigelle di compagnia affollate intorno alla giardiniera si occupano ad intrecciare ghirlande e mazzolini di fiori. La Regina è riccamente vestita di bianco, la Duchessa di velluto nero.

DAMIGELLE

Componiamo

intrecciamo
mazzolini e ghirlande di fior,
ed intanto
dolce un canto
levi il labbro ispirato dal cor.

Canto e fiori

son tesori,
che dal cielo ne manda il signor.

REGINA

(a Casilda)

Sono ancor là quei poveri?...

CASILDA

(depone il ricamo sul tavolo e va alla finestra a vedere)

Sì.

DUCHESSA

(alzandosi e volgendosi a Don Guritano)

Punir li farete.

REGINA

(in tono imperioso)

No, Duchessa, fermatevi...

(dando a Casilda una borsa)

Da' lor queste monete.

(Duchessa siede nuovamente con visibile malcontento)

CASILDA

(verso la Duchessa)

(Orso!...)

(getta la borsa dalla finestra)

REGINA

(torna a leggere, ma getta subito il libro sul tavolo sclamando)

Non posso leggere...

tento distrarmi invano!...

CASILDA

(alla Regina scherzosamente)

Fate un po' d'elemosina
anche a Don Guritano!...

REGINA

(volgendosi a lui con aria distratta)

Buon giorno, conte...

DON GURITANO

(si avanza dignitosamente, piega un ginocchio a terra e bacia la mano, che la Regina gli stende, indi torna al suo posto, ed esalando un sospiro esclama da sé)

(È un angelo!...)

CASILDA

(contraffacendolo)

(Il vecchio vagheggino!...
davver che mi fa ridere...)

(osservando il cassettino, che è sul tavolo)

Oh! Che bel cassettino!...

REGINA

Reliquie...

CASILDA

(aprendolo ed osservandolo nell'interno minutamente)

Un santuario!...

REGINA

(alle damigelle, che vanno ad offrirle i fiori)

Grazie... (Ohimè!... No, non sono
i miei fiori!...)

(scuotendosi ed alzandosi)

Desidero

uscir...

CASILDA, DAMIGELLE

Sì...sì...

DUCHESSA

(alzandosi e facendo un profondo inchino)

Perdóno,

ma...

REGINA

(impazientita)

Qualche nuovo ostacolo?...

DUCHESSA

Le leggi della corte
solennemente impongono
che a sua maestà le porte
schiuda il gran ciamberlano...
e non è qui presente.

REGINA

(con profonda mestizia)

(Né potrò mai lontano
cacciar dalla mia mente
quest'idea fissa?...)

(forte a Casilda ed alle damigelle con risoluzione)

Or via...

giuochiam...

DUCHESSA

Non è permesso;

poi che a giuocar non fia
con la regina ammesso
che chi è grande di Spagna...
né alcun ve n'ha a quest'ora...

REGINA

(con slancio appassionato)

O mia dolce Alemagna,
o mia natal dimora,
o madre mia, dall'intimo
di questo core oppresso
oh! come ti richiamano
i miei sospiri adesso!...

Quando al castel paterno

dal monte alla vallea
liberamente correre
potea sull'erbe e i fior...

Quando sul cor materno

questo mio cor battea...
allor sentia di vivere,
era felice allor!

Ora un sol fior donatomi

da sconosciuta mano
mente m'inebria ed anima
d'un turbamento arcano!...

CASILDA

(Sempre s'oppone e brontola
questa vecchia megera...)

DAMIGELLE

(Costei con il suo codice
è troppo inver severa...)

REGINA

(Si ritorni al continuo
fatal mio sogno!...)

(va a sedersi nuovamente sulla poltrona, e prende distrattamente il ricamo di Casilda)

CASILDA

(alla Regina)

Grata

vi fora una ballata?...

REGINA

(con indifferenza)

Forse...

CASILDA

Proviam...

DAMIGELLE

Sì... sì...

CASILDA

(ironicamente alla Duchessa inchinandosi)

Permette...

DUCHESSA

(sostenuta)

Accomodatevi...

CASILDA

(Oh! Finalmente!...)

(forte)

Udite:

c'era una volta un diavolo...

DUCHESSA

(interrompendola)

Casilda?... Che mai dite?...

CASILDA

Non vi piace l'esordio?...
Lo cangerò così:

CASILDA

C'era una volta ~ una duchessa

vecchia, noiosa ~ brutta, orgogliosa,
che d'una bella ~ gentil donzella
martirizzava ~ il giovin cor.

Ma un giorno un provvido ~ mago s'appressa,

e a lei facendo ~ mutar natura
le dà d'un topo ~ la vil figura...
Evviva il mago ~ liberator!...

DAMIGELLE

Evviva il mago liberator!...

REGINA

(con un mesto sorriso)

Pazzerella!...

DUCHESSA

(tradendosi)

Insolente!...

CASILDA

(subito e con malizia)

Non è finito qui...

DON GURITANO

(Mi pare un po' imprudente!...)

CASILDA

(alla Regina)

Posso seguir?...

REGINA

(annuisce con un gesto)

Sì... sì...

CASILDA

Il topo irato ~ serbò la stessa

maligna rabbia ~ della duchessa,
e della bella ~ gentil donzella
róse il bel manto ~ trapunto d'or;

ma un dì sul fatto ~ lo colse un gatto...

tra i fieri artigli ~ lo imprigionò
ed in un attimo ~ se lo mangiò...
Evviva il gatto ~ liberator!...

DAMIGELLE

Evviva il gatto - liberator!...

DUCHESSA

Basta... basta così...

CASILDA

(ridendo)

La storia mia finì.

(alla Regina sottovoce)

Del resto, se volete
in barba alla megera
uscire un po' di sera,
ho qui una chiave...

REGINA

(a Casilda piano)

No:

se alcun di ciò sospetta...

CASILDA

(alla Regina sottovoce)

Di questo non temete...

REGINA

(a Casilda piano)

E poi... così... soletta...

CASILDA

(alla Regina sottovoce)

Io v'accompagnerò.

VOCI INTERNE

Quando l'augel del bosco

gorgheggia alla mattina,
la voce tua divina,
io riconosco...
Quando nel sol di maggio
la primavera brilla,
io della tua pupilla
ravviso il raggio...
Quando al più vago fiore
dà vita il nuovo aprile
dico a quel fior simìle
il tuo bel cuore...
Ma la rosa più bella
e l'astro mattutino
e il garrulo augellino
amor s'appella.

REGINA

(come rapita in estasi da questo canto)

Amor!... Ma questa mia

ansia del cor commosso,
ch'esprimere non posso,
ma ch'io pur sento in me,
forse d'amor saria
la voluttà divina!...

DUCHESSA

Gradito alla regina
questo canto non è.

DAMIGELLE

(affollandosi presso la finestra)

Son giovani operaie,

che vanno a lavorar.

DUCHESSA

Si scaccino...

CASILDA

(guardando la Duchessa di sott'occhio)

Che vipera!...

REGINA

(alla Duchessa severamente)

Lasciatele cantar...

(alle damigelle)

È gentil la canzone!...

CASILDA

(accennando il parapetto della balaustra)

Vederle io vuò.

DUCHESSA

(alzandosi ed impedendo alla Regina di proseguire il cammino con una profonda riverenza)

Mostrarsi ad un verone
la Regina non può.

REGINA

(con impeto)

(Dunque tutto m'è tolto!...

Dunque io son prigioniera!...)

CASILDA

(avvicinandosi alla Regina le dice sottovoce)

Voi soffrite!...

REGINA

(piano e con accento di dolore)

Sì: molto!...

DUCHESSA

L'ora della preghiera
suonò.

CASILDA

(Maligna e ipocrita!...)

DUCHESSA

(alle damigelle)

Ritiriamoci...

(Casilda va a baciare la mano, che la Regina gli porge)

REGINA

(abbracciandola)

Addio.

CASILDA

Non mi date alcun ordine?

REGINA

No: per me prega iddio.

(tutti escono, meno la Regina)

Scena seconda

La Regina sola.

REGINA

Sola co' miei pensieri!...
Sola co' sogni miei!...
Dunque si pensi e sogni!...

(cade in breve atonia, dalla quale si scuote quasi subito)

Ah! no: le larve

della mia fantasia mi fan paura.
Si preghi...

(va all'inginocchiatoio e resta alcun tempo in attitudine di preghiera, poi si alza risoluta)

Ohimè!... Non posso... una preghiera

mormora il labbro, ma il mio core è assente!...

(trae dal seno un mazzolino di fiori, simile a quello recato da Don Sallustio nel primo atto)

Oh! Cari fior!... Misterioso dono
d'amica ignota man!... Più del mio trono,
più d'ogni gioia e d'ogni bene io v'amo,
o cari fiori!... Ma di sangue tinti
oggi voi siete, e di sangue una traccia
anche sul muro io vidi!...
Alle punte di ferro
ei s'è ferito certo, poi che un brano
della sua veste appeso ivi rinvenni.
Per me ferito!...

(trae dal taschino della cintura una lettera)

E questo foglio... e queste

dolci frasi d'amore,
che dolcemente mi scendono al core!...
Rileggerle non vuò... no 'l deggio... troppo
già mi compiacqui in esse!...

(ripone nel taschino la lettera, ma serba i fiori)

Oh! Chi dai sogni miei chi mi difende?...
Chi la pace dell'anima mi rende?...

REGINA

Larva dorata ~ del mio pensiero,

dolce mistero ~ di casto amor.
Poi che nessuno ~ più mi soccorre
a te ricorre ~ la mente e il cor!...

Qual che tu sia ~ segreto amico,

ti benedico ~ t'invoco ognor;
a me di gioia ~ più non avanza
che la fragranza ~ di questi fior.

(poi come atterrita da questi pensieri)

Che dissi?... Ahimè!...

Folle son io

vano desio,
lungi da me!...
Della mia sorte
maggior sarò;

fida consorte

esser io vuò.

In questo luogo

colpa è lo sfogo
pur d'una lacrima
e d'un sospir!...

Fuggi dal core,

larva d'amore,
la fé, l'onore
non mi rapir!...

(cadendo in ginocchio, e levando gli occhi e le mani al cielo)

E tu, gran dio, tu reggimi

nell'inegual battaglia!...
Sento un dolor nell'anima,
cui niun dolore eguaglia!...
Contro quest'ansia indomita
difendimi, o signor,

forza e coraggio infondimi,

salvami dal mio cor!...

Scena terza

Un Usciere e detta, indi la Duchessa, Casilda, Don Guritano, le Damigelle, poi a suo tempo Ruy Blas, in ricco abito da scudiere.

USCIERE

(spalancando la porta di mezzo)

Un messaggio del re.

REGINA

(scuotendosi a quest'annuncio)

Del re!... Che il cielo
un conforto mi mandi in quest'istante
di supremo sconforto?...
O Carlo, o Carlo, tu salvar mi puoi!...

(volgendosi al ritratto del re)

Che un accento d'amore
il foglio tuo contenga... un solo accento...
e son salva... lo sento!...

Tutti gli altri entrano in questo punto. La Duchessa per la prima. Ruy Blas, che resta indietro sulla soglia, per ultimo. Due Paggi, che portano sopra un guanciale di seta bianca ricamata in oro, una lettera del re, si avanzano e piegano un ginocchio avanti la Regina.

REGINA

Donde vien questa lettera?...

DUCHESSA

D'Aranjuez, ove il re caccia.

(prende la lettera)

(i paggi si ritirano)

REGINA

(alla Duchessa)

Porgete.

DUCHESSA

L'uso vuol che per prima io l'apra e legga.

REGINA

(Un'altra noia ancora!...) Ebben, leggete.

DUCHESSA

(legge)

«Signora. ~ Un vento orribile
spira da nord, eppure
ieri uccisi sei lupi.
Segnato: Carlo.»

REGINA

(con accento disperato)

(Ohimè!...)

DON GURITANO

(con meraviglia)

Null'altro?...

CASILDA

(con meraviglia)

È tutto?...

DUCHESSA

Non basta forse?

CASILDA

(con malizia)

Oh! È troppo!...

REGINA

Scritta almen da lui stesso?...

DUCHESSA

(osservando nuovamente la lettera)

No: dettata,

ma di sua man firmata.

(le dà la lettera)

REGINA

(Oh! Mio povero cor!...

(gettando un'occhiata sulla carta)

Cielo!... Che veggo!...
Non è sogno!... Il carattere
del foglio, che coi fior rinvenni, è questo!)
Chi portò questa lettera?...

DUCHESSA

Un giovine scudiere,
che sua maestà concede alla Regina.

REGINA

Il suo nome?...

DUCHESSA

Don Cesare

di Bazan, conte di Garòfa.

REGINA

Fate

ch'io lo vegga.

DUCHESSA

Inoltrate.

(a Ruy Blas, che si avanza contemplando la Regina come trasognato)

REGINA

Buon dì, conte.

(Ruy Blas s'inchina rispettosamente)

CASILDA, DAMIGELLE

(Agli atti, al volto

è gentil, leggiadro molto!...)

RUY BLAS

(con entusiasmo di gioia)

(L'odo alfine!... Alfin la veggo!...
A tal gioia ahimè! Non reggo...)

DON GURITANO

(Questo giovine scudiere
al suo fianco!...)

REGINA

(a Ruy Blas)

Io vuò sapere

a chi mai dettava il re
questa lettera per me.

RUY BLAS

(esitando e tentando dissimulare)

A... ad un de' suoi seguaci...

CASILDA

(piano alla Regina)

Voi tremate?...

REGINA

(piano a Casilda)

Io?... No, no: taci.

Ora i nomi di costoro,
conte, ditemi.

RUY BLAS

(esitando)

L'ignoro,

poi che questo è il terzo giorno
che lasciato ho il mio soggiorno
di Madrid.

REGINA

(agitatissima)

(E il dono usato

di quei fior non ho trovato
da tre giorni appunto!... O dio,
qual tempesta nel cor mio
tal notizia sollevò!...
Che pensar... che dir non so!...
L'armonia di quel suo detto...
il suo mite e vago aspetto...
il suo sguardo mi feria!...)

RUY BLAS

(Sposa a un altro!... Oh! Gelosia!...)

CASILDA

(guardando ora la Regina, ora Ruy Blas)

(Ella trema... Egli è turbato...)

DON GURITANO

(freddamente e sottovoce a Ruy Blas)

Quale ufficio è a voi serbato
forse, o conte, non sapete...

RUY BLAS

(piano a Don Guritano)

No...

DON GURITANO

(sottovoce a Ruy Blas)

Vegliare ognor dovete

di sua stanza all'uscio...

RUY BLAS

(piano a Don Guritano)

E poi?...

DON GURITANO

(sottovoce a Ruy Blas)

Se il re giunge, aprirgli...

RUY BLAS

(come fulminato)

Io?...

DON GURITANO

(sottovoce a Ruy Blas)

Voi.

(indi allontanandosi e scrutandolo attentamente)

(È commosso!...)

RUY BLAS

Aprire al re!...

REGINA

(guardando Ruy Blas, che vacilla e si appoggia alla poltrona sulla quale era seduta la Duchessa)

Che fia mai?...

REGINA

(con crescente emozione)

(Vacilla il piè...)

(Casilda accorre presso Ruy Blas, la Regina si appressa anch'ella dissimulando a stento la sua premura; le damigelle formano circolo intorno alla poltrona, su cui è appoggiato Ruy Blas. La Duchessa si ritrae in disparte presso Don Guritano, che spia i movimenti di Ruy Blas e della Regina)

CASILDA, DAMIGELLE

Si soccorra...

RUY BLAS

(confuso ed esitante)

Perdonate...

(Sposa al re!...)

REGINA

(con premura)

Deh! Vi calmate.

RUY BLAS

Nulla... forse la lunghezza
del viaggio... la stanchezza...

(si abbandona sulla poltrona, lascia cadere il lembo del mantello che avea sul braccio, e scopre una mano fasciata)

CASILDA

Ah!... Ferito egli è!...

REGINA

(con grido involontario)

Fia vero?...

DAMIGELLE

Egli sviene...

DON GURITANO

(alla Duchessa con intenzione maligna, e con accento di fina ironia)

Lo scudiero

desta in lei molta premura!...

DUCHESSA

(a Don Guritano)

Strana in vero è l'avventura!...

CASILDA

Qualche essenza...

REGINA

(trae dal taschino una boccetta di odore, e contemporaneamente un brandello di merletto)

Prendi...

(vedendo poi il manichino di Ruy Blas uguale al merletto di cui ella ha in mano il brandello, esclama)

Oh! Vista!...

(Ruy Blas aspira l'essenza e si ridesta a poco a poco)

CASILDA, DAMIGELLE

Ecco... i sensi già riacquista...

REGINA

(Il merletto è questo stesso...)

RUY BLAS

(vedendo il brandello di merletto nelle mani della regina, ed alzandosi)

(In sua mano!.... Oh! Gioia!...)

REGINA

(con entusiasmo)

(È desso!...)

REGINA

(con entusiasmo)

(È svelato il mister

del mio sogno gentil,
e sul fior del pensier
scende un raggio d'april...
La soave beltà
del mio vergin amor
niuno al mondo potrà
cancellar dal mio cor.)

RUY BLAS

(contenendosi)

(Ah! Potessi d'amor

a' suoi piedi morir!...
Taci... frénati, o cor...
ti potresti tradir!...)

DUCHESSA, DON GURITANO

(Ah! Qui certo è un mister,

ma svelato sarà:
il suo cuore, il pensier
a me noti son già.)

CASILDA

(guardando Ruy Blas)

(Nel suo sguardo mi par

che si legga il pensier;
tenta il cor di lottar
col rispetto e il dover.)

DAMIGELLE

(Il suo mal passeggier,

come un'ombra, svanì;
ma del core il mister
quel deliquio tradì.)

REGINA

(a Casilda e alle damigelle)

Mi seguite...

(a Ruy Blas)

Conte, addio...

(Sul mio core or vegli iddio!...)

(tutti escono meno Ruy Blas)

Scena quarta

Ruy Blas, indi Don Guritano.

RUY BLAS

Grazie, mio dio!... Deh! Frena
i tuoi palpiti, o core!...

(raccoglie il brandello di merletto caduto in terra e lo bacia)

Ella il serbava!...

Oh! Son pazzo di gioia!...

DON GURITANO

(entra a passo grave, si avvicina a Ruy Blas, ed in tono solenne gli dice)

Signor conte...

RUY BLAS

Signore...

DON GURITANO

(in tono solenne )

In Alicante

il baron di Viserta
osò levar gli sguardi
alla mia bella... ed io
l'uccisi!

RUY BLAS

(sorpreso)

Ebben?...

DON GURITANO

Più tardi

il marchese di Vasquez inviava
un mazzolin di fiori
alla mia vaga amante.
E la mia spada trapassò il suo cuore!...

RUY BLAS

Che vuol dir ciò, signore?...

DON GURITANO

Vuol dir che voi Don Cesare

avete nome, ed io
Don Guritano... il mio
pensier v'è chiaro?

RUY BLAS

(con incertezza sempre crescente)

No.

DON GURITANO

Sappiate allor che al sorgere

del nuovo dì v'aspetto
presso il vicin boschetto
del parco...

RUY BLAS

(meravigliato altamente, ma con fermezza e dignità)

Io là sarò.

CASILDA

(entra dal mezzo inosservata, ode le ultime parole)

(Si sfidano!... Lo sappia

la regina al momento...

(entra nelle stanze della Regina)

RUY BLAS

Al vostro appuntamento,
poi che il giurai verrò;

ma, vi prego, spiegatemi

perché meco volete
battervi...

DON GURITANO

No 'l sapete?...

RUY BLAS

In fede mia no 'l so.

DON GURITANO

(sorridendo ironicamente)

Avete molto spirito...

RUY BLAS

Sarà... ma non comprendo...

DON GURITANO

Io però tutto intendo...
e tutto veggo!...

RUY BLAS

E allor

parlate, ve ne supplico...

DON GURITANO

(serio e a mezza voce)

Se mio rivale, o conte,
voi foste...

RUY BLAS

(colpito e confuso)

Che!...

DON GURITANO

(in aria di trionfo)

La fronte

chinate...

RUY BLAS

(con fierezza)

Oh! No, signor!

DON GURITANO

Di più non mi chiedete...

RUY BLAS

Assai diceste!... Quando?...

DON GURITANO

Domani... il dissi già.

RUY BLAS

Sta bene.

DON GURITANO

All'alba...

RUY BLAS

Avete

la mia parola.

DON GURITANO

Il brando

tra noi deciderà!...

(si stringono la mano con forza, ma con calma)

DON GURITANO, RUY BLAS

Domani, appena in cielo

fugga dell'ombre il velo,
sul campo dell'onor
ciascun di noi verrà.

Le spade incroceremo...

da forti pugneremo...
al vostro ed al mio cor
ignota è la viltà.

(Ruy Blas esce)

Scena quinta

La Regina, Casilda e detto.

DON GURITANO

Morrà... ne son certo... ~ Eppur non tremava!...

Chi giunge?

CASILDA

(piano alla Regina entrando)

Egli è solo... ~

REGINA

(avanzandosi verso Don Guritano)

Signor vi cercava...

CASILDA

Cioè vi cerchiamo... ~

DON GURITANO

(inchinandosi con galanteria)

Sì splendido onore

che mai mi procura?... ~

REGINA

Oh! Nulla, signore...

CASILDA

O almeno ben poco... ~

DON GURITANO

Parlate...

REGINA

Poc'anzi

di voi si parlava... ~

DON GURITANO

Di me?...

REGINA

Sì, ma innanzi

che il resto vi narri ~ vorrei mi diceste,
se pronto a qualunque ~ mio cenno sareste...

DON GURITANO

Lo giuro, o Regina. ~

REGINA

(accennando Casilda)

Ebbene costei

osava negarlo... ~

DON GURITANO

(a Casilda con un po' di risentimento)

Per essa morrei,

ne do la mia sacra ~ parola d'onore!...

CASILDA

Sì... sì... ma una prova ~ sarebbe migliore.

DON GURITANO

Parlate, o regina... ~

REGINA

Davvero?...

DON GURITANO

Imponete...

REGINA

Ebbene all'istante ~ partir voi dovete...

DON GURITANO

Partire?...

REGINA

Ed al caro ~ castello natio

recarvi ed al padre offrir questo mio
ricordo...

(prende il cassettino e glielo porge)

DON GURITANO

Regina... ~

CASILDA

(ridendo ironicamente)

Ah! Ah! Che ne dite?...

DON GURITANO

(risentito)

Casilda!...

CASILDA

(ridendo ironicamente)

Ei morrebbe!... ~

DON GURITANO

(alla Regina con premura)

Domani...

CASILDA

(alla Regina)

L'udite?...

REGINA

No, subito: è questa ~ la prova, che attendo,
che chieggo, che bramo ~ che alfine pretendo
da voi, caro conte... ~ S'io prego ed invoco,
negar voi vorreste? ~ No 'l credo: tra poco
partito sarete... ~ ne sono sicura...
un cocchio v'attende ~ qui presso le mura
del parco... Gl'indugi ~ troncar vi conviene...

DON GURITANO

Regina, un impegno ~ d'onor mi trattiene...
domani vi giuro ~ partir... ma bisogna
che attenda l'aurora ~ novella...

CASILDA

(piano a Don Guritano)

Vergogna!...

Voi dunque in tal modo ~ le preci appagate
di donna regale ~ di donna che amate?...
Sì... sì, voi l'amate... ~ negarlo non giova...
vedete?... Ella soffre! ~ Su via: questa prova
d'affetto le date... ~ Un buon cavaliere
non deve alla dama ~ del cor dispiacere...

(si stacca da Don Guritano e va presso la Regina)

REGINA

(Ei nega e non parte! ~ All'aspra tenzone
non posso sottrarre ~ quel vago garzone!...
Ohimè!... Qual funesto ~ pensiero!... A me innante
vederlo mi sembra ~ ferito... spirante...
macchiato di sangue ~ il volto e le chiome...
udirlo mi sembra ~ chiamarmi per nome...
poi... no... no... mio dio!... ~

DON GURITANO

(Resister vorrei,

ma invano lo tento!... ~ È un fascino in lei,
che doma il pensiero... ~ che il cor mi sgomenta!...

CASILDA

(piano alla Regina)

Resister vorrebbe... ~ ma invano lo tenta!...
Già piega... già cede... ~ già vince l'amore!...
la fiamma dell'ira ~ dileguasi già...

DON GURITANO

(alla Regina con sforzo, ma con risoluzione)

Io parto.

REGINA

(scuotendosi)

Ah! Fia vero?... ~

(passando dal dolore alla gioia più viva)

V'è grato il mio cuore!...

DON GURITANO

(Morrà quando io torno.) ~

(piega un ginocchio a terra, bacia la mano, che la Regina gli porge sorridendogli graziosamente, quindi si alza ed esce)

CASILDA

(guardando dietro a Don Guritano gli dice in tono sardonico)

Buon viaggio!...

REGINA

(con grido di gioia)

Ei vivrà!...

(rientrano nelle loro stanze, mentre cala la tela)

ATTO TERZO

Scena prima

La sala del consiglio nel palazzo del re a Madrid.
Una porta grande nel mezzo, alla quale si accede per tre gradini:
altra porta a destra; una finestra a sinistra. In un angolo della sala una piccola porta segreta nascosta sotto la tappezzeria, che ricuopre le mura. A destra una tavola piuttosto grande di forma quadrilunga, con un tappeto di velluto verde, su cui sono disposte varie carte, l'occorrente per scrivere e l'urna per lo scrutinio segreto. Intorno alla tavola vari scanni ed una poltrona situata all'una delle due estremità di essa.
Don Pedro, Don Fernando e coro di Consiglieri privati del re.

DON PEDRO

(parlando confidenzialmente con una parte del coro)

Primo ministro e l'ordine

di Calatrava!...

CORO

I

E or ora

duca d'Olmedo ancora...

DON PEDRO

(con una parte del coro)

E forse il toson d'or!...

CORO

II (a Don Fernando)

(ridendo)

Ah! Ah! Dobbiamo crederlo
veramente, marchese?...

DON FERNANDO

(cercando di correggere una sua imprudenza)

Io dissi che, se ascese
ai più sublimi onor...

CORO

II

Fu per opra d'un genio
protettor...

DON FERNANDO

Non lo nego...

DON PEDRO

(staccandosi dall'altra parte del coro, e venendo verso Don Fernando)

Via, marchese De Priego,
del genio protettor
il dolce nome diteci...

DON FERNANDO

Lo ignoro...

CORO

II (a Don Pedro a bassa voce)

(ridendo)

È la Regina!...

DON PEDRO

Ah! Ah! Questa mattina
è imprudente il signor!...

CORO

I

È un orrore!...

CORO

II

Uno scandalo!...

DON FERNANDO

(tentando scusarsi)

Ma niun sospetti: io giuro
che questo amore è puro,
né fu svelato ancor.

DON PEDRO

(piano e scherzosamente a Don Fernando, traendolo sul davanti della scena)

Del protettore anonimo
e del noto protetto
parlate con rispetto
in queste sale ognor...

DON FERNANDO

(piano a Don Pedro)

Dall'ira, che mi domina,
talor son io tradito...

DON PEDRO

(piano a Don Fernando)

Baciate il favorito
e poi mordete il re,
dice un vecchio proverbio...

DON FERNANDO

Scherzar come voi fate,
non so...

DON PEDRO

(piano a Don Fernando)

Prudente siate,

e v'affidate a me.

CORO

(Certo non è possibile

che un giovine scudiero
possa a sì gran potere
senz'opra altrui salir:

ma del genio benefico

che premia i merti suoi,
non deve alcun di noi
il nome proferir.)

DON PEDRO

(volgendosi al coro)

Degli affari di stato
occupiamoci omai, poi che più d'uno
osa tacciar d'inerzia
il consiglio supremo.
Prenda il suo posto ognuno.

(tutti siedono sugli scanni disposti intorno alla tavola, lasciando vuota la poltrona)

DON FERNANDO

Pria di tutto, signori,
decretar non vi spiaccia
che il mio diritto antico
sull'imposte dell'isole e sui negri
rivendicare io possa...

DON PEDRO

(con lieve ironia)

Aveste, parmi,

largo compenso in cambio
di tal diritto!...

DON FERNANDO

(riscaldandosi)

Il quinto

sull'oro e l'ambra assai meno mi rende
di quel, che a voi rendono, o conte, i porti
del mare e i boschi...

DON PEDRO

(riscaldandosi anche più)

Oh! sì... gran cosa invero!...
Alla metà non basta
dell'ingenti mie spese;
ond'io chieggo che a me siano concessi
quei dritti, che per sé chiede il marchese.

DON FERNANDO

No mai!...

(tutti si alzano)

CORO

Calmatevi...

DON FERNANDO

Egli m'offese...

CORO

Recarvi ingiuria
ei non pretese...

DON PEDRO

Inappellabile
sentenza adesso
questo consesso
dée proferir.

CORO

I vostri meriti

noi conosciamo;
su via sediamo,
cessi il garrir.

Scena seconda

Ruy Blas vestito di velluto nero, con ricco mantello e piuma bianca al cappello, e con la croce di Calatrava, apparisce sulla porta di mezzo e si ferma alquanto ad ascoltare la questione sorta fra Don Pedro e Don Fernando, indi discende lentamente i gradini e si avanza con nobile e severo contegno in mezzo alla scena. Don Pedro, Don Fernando e il Coro ammutoliscono in sua presenza.

RUY BLAS

Bene, o signori!...

CORO

(Il conte!...)

DON PEDRO, DON FERNANDO

(Egli ci udiva!...)

RUY BLAS

E a voi le sorti, a voi
la gloria, la salute
della patria è commessa... a voi, pastori
dell'ovil predatori,
che del pubblico bene
mai non aveste cura, intenti solo
al privato interesse!...
Ma, giuro al ciel, signori,
finché di vita un alito mi resti,
finché il sovrano
a questa mano
confiderà le redini
del trono e dello stato...
io vietarvi saprò l'empio mercato!...

DON PEDRO

(con risentimento)

Conte!...

DON FERNANDO

(con risentimento)

È troppo!...

RUY BLAS

(con forza crescente)

Olà tacete,

e uno sguardo rivolgete
ai destini della Spagna:
già l'Olanda e le Brettagna
i confini hanno varcato...
già fur tolti al nostro stato
il dominio lusitano
e il Brasile... Già la mano
su di noi la Francia stende...
e la sorte, che ci attende
quale speme ne consente?...
Niuna omai!... Dall'oriente
all'occaso Europa tutta
della Spagna ahimè distrutta
ride... e voi potete intanto
della patria il regio manto
lacerar mentr'ella muore?...
Oh! Vergogna!... Oh! Disonore!

ALCUNI DEL CORO

(sottovoce agli altri)

Su noi tutti ei vuole impero...

GLI ALTRI

(sottovoce agli altri)

Ma pur troppo ei parla il vero!...

DON PEDRO

(a Don Fernando)

Sopportar sì fiero insulto
noi potremo?...

DON FERNANDO

(a Don Pedro)

No per dio!...

DON PEDRO

(a Don Fernando)

Non fia dunque a lungo inulto?...

DON FERNANDO

(a Don Pedro)

No, lo giuro...

DON PEDRO

(a Don Fernando)

E il giuro anch'io!...

(seguono entrambi a parlare tra loro, indi si appressano alla tavola, e scrivono alcune parole sopra due fogli differenti)

RUY BLAS

(animandosi gradatamente)

O Carlo quinto ~ genio immortale,

dal sepolcrale ~ marmo ti leva,
il capo augusto ~ la man solleva,
lo scettro e il brando ~ impugna ancor...
La Spagna muor!...

Volgi a costoro il fulmine

de' tuoi severi accenti;
conta del mesto popolo
le lacrime, i lamenti;
balza in arcione e scendi
guerrier novello in campo;
gloria e poter tu rendi
al già tuo regno e al re;
unica via di scampo
noi ritroviamo in te.

Lo scettro e il brando ~ impugna ancor...

salvaci, o Carlo ~ la Spagna muor!...

DON PEDRO, DON FERNANDO

(avanzandosi e presentando a Ruy Blas i due fogli)

Con questi fogli entrambi
la nostra dimissione
al re chiediamo...

RUY BLAS

(freddamente)

Ed io per lui l'accetto;

(prende i due fogli, indi con severo contegno soggiunge)

doman, marchese, piacciavi ritrarvi
con la vostra famiglia
in Andalusia... e voi, conte, in Castiglia.

(Don Pedro e Don Fernando escono, Ruy Blas si volge al coro e in tono risoluto dice)

RUY BLAS

Chi di voi nutre in petto
fiamma di patria carità qui resti,
chi porre il piè sul mio cammin non vuole
può seguir quei signori...

(va a sedersi sulla poltrona e si pone tranquillamente ad esaminare alcune carte)

ALCUNI DEL CORO

(piano agli altri in disparte)

È l'astro che sorge... ~

GLI ALTRI

(piano)

Resister non vale...

I PRIMI

(piano)

È forza obbedirgli... ~

GLI ALTRI

(piano)

È forza restar...

TUTTI

Del re Carlo quinto ~ la gloria immortale
al popolo ispano ~ ei può ridonar.

(entra un paggio e si avvicina a Ruy Blas, attendendo rispettosamente, che gli sia concesso di parlare)

RUY BLAS

(al paggio continuando a leggere ed a firmare varii fogli)

Parla...

PAGGIO

Il conte d'Onato

è da Neubourg tornato...

RUY BLAS

(deponendo i fogli ed alzandosi)

Ah! Bene... bene... digli che domani
nel mio privato alloggio
presso il ponte l'attendo.

PAGGIO

Obbedisco, eccellenza...

(s'inchina e s'avvia per uscire dal mezzo)

RUY BLAS

(richiamandolo con un gesto)

Oggi ad alcuno io non concedo udienza.

(il paggio esce)

CORO

(avanzandosi e circondando Ruy Blas)

Noi tutti restiamo. ~

RUY BLAS

Sta ben: ma pensate

ch'io prove vi chieggo ~ di fede e valor.

CORO

Siam pronti a mostrarlo ~ col fatto...

RUY BLAS

Giurate

seguirmi dovunque ~ ci chiami l'onor...
Dovunque un periglio ~ sovrasti al sovrano
dovunque baleni ~ un brando stranier...

CORO

Noi tutti il giuriamo... ~

RUY BLAS, CORO

Sul popolo ispano

vegliar, come padri ~ sia nostro pensier.

RUY BLAS

Le destre stringiamo... ~

(stringe a tutti la mano, indi li congeda graziosamente, dicendo loro)

Fra un'ora v'aspetto...

CORO

E prove daremo ~ di fede e d'affetto.

(tutti escono dal mezzo: Ruy Blas resta immobile in mezzo alla scena, guardandoli in aria di trionfo)

Scena terza

La Regina e Ruy Blas.

REGINA

(alza la tappezzeria, che cuopre l'uscio segreto, e si avvicina a Ruy Blas senza che esso se ne accorga)

Grazie, signor...

RUY BLAS

(volgendosi)

Voi!... (Frénati,

o mio cor!...)

REGINA

Sì, son io...

io, che tentai, ma invano,
resistere al desio
di stringer questa mano...
che il vostro ardir magnanimo
ammiro e benedico...
io che vi grido: ~ Amico
salvate il soglio ispano,
salvate il nostro onor!... ~

RUY BLAS

(Oh! Ciel!... Fuggirla ognor...
e rivedere a un tratto a me dinante
il suo divin sembiante!...
E dover nel mio cor
soffocare la voce dell'amor!...)

REGINA

Dalle mie stanze ~ udii l'accento

del vostro nobile ~ sdegno...

RUY BLAS

(Che sento!...)

REGINA

E vidi il fulmine ~ dei vostri sguardi,
l'onta ed il tremito ~ di quei codardi...

RUY BLAS

(Ella m'udiva!...) ~

REGINA

Ed or vogliate

il plauso accogliere ~ del cor...

RUY BLAS

Cessate...

REGINA

Di là sovente ~ re Carlo io vidi
seder tra questi ~ suoi parricidi
mesto e pensoso... ~

RUY BLAS

E che dicea?...

REGINA

Nulla...

RUY BLAS

Pur...

REGINA

Nulla... ~ Egli tacea!...

Ma voi... voi, conte!... ~ Tanto valore
donde traeste?... ~ La mente e il core
chi di tal fiamma ~ v'accese?

RUY BLAS

(con slancio di entusiasmo)

Chi?

Voi!...

REGINA

Che mai dite?... ~ Io stessa?...

RUY BLAS

Sì.

RUY BLAS

Quando dei vili ipocriti,

cui fida il re lo stato,
il rio fatal proposito
apparve a me svelato...
Quando dovei convincermi
che all'infernal disegno
voi pur, voi pure i perfidi
avean già fatto segno...
Allor di fiamma insolita
m'arse la mente e il cor,

sprezzai perigli e insidie

giurai salvarvi allor.

REGINA

(altamente commossa)

Per me sì prode?... ~

RUY BLAS

Sì, per voi sola...

(esitante)

perché... perch'io ~ v'amo!...

REGINA

(con grido di gioia)

Gran dio!...

L'ho udita alfine ~ questa parola,
soave balsamo ~ al dolor mio!...
felice or sono!... ~

RUY BLAS

Che dite mai?...

REGINA

Io t'amo!... io t'amo ~ di pari amore!...

RUY BLAS

Cielo!...

REGINA

Finora ~ non lo svelai,

perché resistere ~ volli al mio core...
ma t'amai sempre!... ~ Tu mi fuggivi
ed in segreto ~ io ti seguia...
gli arditi accenti ~ che proferivi
qui tra costoro ~ non vista udia...
Io sempre, io sola ~ l'aspro cammino
dei primi onori ~ schiusi al tuo piè,
io fra le lotte ~ del tuo destino
angiol custode ~ vegliai su te.

RUY BLAS

(quasi rapito in estasi dal fascino d'amore, che lo circonda)

O dolce voluttà!...

Desio d'amor gentil!
Un gaudio il ciel non ha
al gaudio mio simil!...
Parla deh! Parla ancor...
Un dio favella in te!...
Ripeti a questo cor
che un sogno il suo non è!...

REGINA

Tu rivelasti a me

la vita dell'amor;
la mano io stendo a te,
a te dischiudo il cor!...

(Ruy Blas cade in ginocchio ai piedi della Regina, che quasi fuori di sé per la gioia, abbandona le sue mani ai baci ardenti di lui)

REGINA

(scuotendosi e tentando di rompere il fascino, che l'avea soggiogata)

Che dissi?... Sorgi... ~ Perdon, mio dio!...

RUY BLAS

Quel caro accento ~ ripeti ancor!...

REGINA

Sì... lo ripeto... ~ ma l'onor mio
affido all'angelo ~ del vostro onor!...

(fugge e sparisce per l'uscio segreto)

Scena quarta

Ruy Blas, indi Don Sallustio, indi l'Usciere.

RUY BLAS

Amarla!... Amarla!... Ed essere
riamato da lei di pari amore!...
Oh! Mia gioia ineffabile!...
Ho il paradiso in core!...

(si avvia verso la porta di mezzo per uscire, ma nel tempo stesso apparisce sulla porta a destra Don Sallustio tutto ravvolto nel suo mantello nero. Ruy Blas si ferma ad osservarlo, e non potendo riconoscerlo gli grida)

RUY BLAS

Chi è là?...

DON SALLUSTIO

(scuoprendosi)

Buon dì...

RUY BLAS

(con accento di sorpresa e di disperazione)

(Ciel!... Desso!...

Nell'Averno io ripiombo!...)

DON SALLUSTIO

(sorridendo)

A quanto sembra

non pensavate a me...

RUY BLAS

Questo improvviso

ritorno infatti mi sorprende... (Oh! Addio!...
Addio per sempre, o mio
bel sogno d'oro!...)

DON SALLUSTIO

Come va?...

RUY BLAS

(confuso ed incerto)

Signore...

in Madrid... a quest'ora...
qui nelle sale del real palagio...

DON SALLUSTIO

(con orgoglio ed ironia insieme)

Ebben?...

RUY BLAS

Tremo per voi...

DON SALLUSTIO

Tremar per me?... Ve ne dispenso...

RUY BLAS

Pure...

DON SALLUSTIO

Ben pochi entrar mi videro...

RUY BLAS

Né alcuno

vi ravvisò?...

DON SALLUSTIO

Nessuno.

(siede sulla poltrona presso la tavola, conservando sempre il suo ghigno beffardo. Ruy Blas resta in piedi dinanzi a lui, forzandosi ad assumere un contegno umile e rispettoso)

DON SALLUSTIO

Dunque voi, se la voce non mente,

a Don Pedro e al marchese De Priego
il poter voi toglieste?...

RUY BLAS

No 'l nego...

DON SALLUSTIO

(sorridendo)

Ma l'un d'essi è pur vostro parente...
non avreste dovuto obliarlo...

RUY BLAS

Né obliar lo volea, ma costoro...

DON SALLUSTIO

(serio)

Li bandiste con poco decoro...

RUY BLAS

(con enfasi)

Il dovere m'impose di farlo
quei signori il sovrano e lo stato
avrian tratto fra poco in ruina;
sol per essi la Spagna è vicina
all'orror dell'estremo suo fato.
Sol per essi al suo prence imprecando
muor di fame la plebe indigente;
il soldato, che oppresso si sente,
in pugnale converte il suo brando...

DON SALLUSTIO

(con feroce malizia e freddamente)

Questo vento è importuno... chiudete
quell'imposte...

RUY BLAS

(con impeto)

Che!...

DON SALLUSTIO

(accennando a Ruy Blas la finestra, e fingendo non accorgersi del vero motivo della sua esitanza)

Quelle... sì... appunto...

RUY BLAS

(La sua preda l'infame ha raggiunto...
ed è forza obbedir!...)

(va a chiudere la finestra, poi torna verso Don Sallustio, che sta ad ascoltarlo distrattamente, giuocherellando con un guanto, che poi lascia cadere)

Voi vedete

che alla patria infelice, fra tanto
minacciar d'imminente tempesta,
una speme di scampo sol resta...
la virtù!...

DON SALLUSTIO

Raccogliete quel guanto...

RUY BLAS

(esplodendo)

Oh! Ma è troppo!...

DON SALLUSTIO

(con forza e superiorità)

Ruy Blas!...

RUY BLAS

(frenandosi e ricomponendosi)

Mio signore...

DON SALLUSTIO

A ripetere due volte un comando
non son uso...

RUY BLAS

(Il suo scherno esecrando

è pugnal, che trafigge il mio cuore.

(fa un terribile sforzo, si abbassa a raccogliere il guanto e pallido di rabbia, lo rende a Don Sallustio)

DON SALLUSTIO

(in tono secco e imperioso)

(prende il guanto con alterigia)

Doman, dall'alba in poi, là nella casa
ch'io vi donai, m'attenderete... un cocchio
sia pronto nel giardino...
I servi congedate,
ma i due muti serbate:
l'opra che impresi, al termine è vicina;
obbeditemi in tutto... il vuò!...

RUY BLAS

Sì; tutto

farò, ma pria giurate
che insidie alla regina
non fian qui tese...

DON SALLUSTIO

A questo non pensate.

RUY BLAS

Ma... io... l'amo!...

DON SALLUSTIO

(con aria di noncuranza)

Il sapea.

RUY BLAS

(come colpito da un fulmine)

Lo sapevate!...

Ah! Tutto intendo alfine!... Iniqua trama
voi preparate a lei;
ma sventarla saprò.

DON SALLUSTIO

(freddamente)

Davvero?... Or come?...

RUY BLAS

Rammentate, o signor, che del supremo
poter l'arbitro io sono...

DON SALLUSTIO

(a voce bassa, ma concitata)

(mostrandogli un foglio)

E tu non obliare

che in questo foglio di tua man vergato
essere un de' miei servi hai dichiarato.

RUY BLAS

(avvilito e confuso piega il capo sul petto e con voce semispenta esclama)

È vero!... È ver!...

DON SALLUSTIO

(ripone il foglio e con aria di trionfo gli soggiunge)

Resistere

a me vorrete ancora?...

RUY BLAS

No...

DON SALLUSTIO

Fedeltà, silenzio,

e prudenza per ora...
poi, se fedel sarete,
larga mercede avrete...

RUY BLAS

Per lei, per lei vi supplico...
nulla per me vi chieggo...

DON SALLUSTIO

(non curandosi delle sue smanie)

Dunque domani...

RUY BLAS

(Oh! Rabbia!...)

DON SALLUSTIO

All'alba...

RUY BLAS

(prorompendo)

Io più non reggo!...

DON SALLUSTIO

(con uno sguardo imperioso e severissimo)

Qual ira?...

RUY BLAS

(ricomponendosi subito)

Ohimè!... Perdono...

Un folle, il veggo, io sono!...

(passando alla preghiera la più fervida)

O mio signore, se léggere
dentro il mio cor poteste
forse voi pure avreste
di me, di lei pietà!...
Ditemi, oh! dio!...deh! Ditemi
ch'ella fia salva e poi
e sangue e vita a voi
il servo umil darà.

Ecco... vedete... è infranto

lo stolto orgoglio mio...
in disperato pianto
si stempra il mio dolor!...

(gettandosi in ginocchio)

Al vostro piè son io...
grazia per lei, signor!...

DON SALLUSTIO

Chiedere a me chi ardisce

dell'opre mie ragione?...
Or qui per voi svanisce
gloria, potere, onor:
sacro dover v'impone
a me servire ognor.

(s'apre la porta di mezzo ed entra l'Usciere)

DON SALLUSTIO

S'appressa alcun... sorgete...

USCIERE

(dirigendosi a Ruy Blas, ed inchinandosi rispettosamente)

Signore...

DON SALLUSTIO

(si avvolge nel suo mantello, e volgendo le spalle all'Usciere, dice piano a Ruy Blas)

Rispondete...

RUY BLAS

(all'Usciere)

Che c'è?...

USCIERE

Dal re donato

è a voi, conte, il ducato
d'Olmedo...

RUY BLAS

(In tal momento!...)

USCIERE

E il toson d'or...

RUY BLAS

(piegando il capo sul petto)

(Che sento!...)

DON SALLUSTIO

(piano a Ruy Blas)

Mi congratulo...

RUY BLAS

(Ahi! Fiera

sorte!...)

USCIERE

La corte intera

vostra eccellenza attende...

(s'inchina di nuovo, ed esce per la porta di mezzo, che si richiude)

RUY BLAS

(Pazzo il dolor mi rende!...)

DON SALLUSTIO

Andiamo: sotto l'egida
del nome vostro anch'io,
duca, verrò...

RUY BLAS

Deh! Al mio

crudel destino aggiungere
lo scherno non vogliate!...
Di lei, di lei parlate...

DON SALLUSTIO

(con impazienza)

Or via, non più...

RUY BLAS

(pregando sempre)

Signore...

DON SALLUSTIO

Andiamo...

RUY BLAS

(quasi delirante)

(Oh! Mio furore!...

Deh! Tu, tu assistimi

in tal momento, o dio!...
invano estinguere
io tento il furor mio...
Fan guerra alla mia mente
ira ed amor;
sete di sangue ardente
ho qui nel cor!...

DON SALLUSTIO

(Invan resistere

ei vuole al poter mio;
irremovibile
nel mio voler son io.
Cadrà con lei s'ei tenta
opporsi a me...
Ogni speranza è spenta;
perduta ell'è!...)

(escono entrambi per la porta a destra, e si cambia la scena)

Scena quinta

La sala del trono nel palazzo del re a Madrid sontuosissimamente addobbata. A destra è il trono alzato su cinque gradini con due ricche poltrone dorate e baldacchino di velluto cremisi. A sinistra delle nicchie molto alte, entro a cui sono le statue dei re di Spagna, e fra queste quella di Carlo V. In mezzo alle nicchie una vasta finestra a vetrate fino a terra. Nel fondo tre grandi archi, che danno accesso ad una vasta sala d'armi. Nei pilastri, che sono fra gli archi, altre nicchie ed altre statue. Sui gradini del trono, a lato delle poltrone destinate al re ed alla regina alcuni scanni dorati e coperti di velluto.
Don Pedro e Don Fernando entrano discorrendo tra loro, mentre la scena si va popolando di altri Grandi di Spagna e di Dame tutti riccamente vestiti. Poco dopo entra la Regina preceduta da Guardie, che si schierano in fondo; contornata dalle sue Damigelle, fra le quali è Casilda e la Duchessa; e seguìta da vari Ciamberlani, in mezzo a cui è Don Guritano, da Dignitari della corona, da Paggi e da Araldi. Entra a suo tempo Don Manuel con due Paggi, che recano sopra un ricco cuscino di velluto cremisi ricamate l'insegne del toson d'oro, ed una ricca spada. Ruy Blas e Don Sallustio appariscono infine.
Don Pedro, Don Fernando, la Regina, Casilda, la Duchessa, Don Guritano, Don Manuel, Ruy Blas e Don Sallustio.

DON PEDRO

Finch'è a noi restar concesso,

non si lasci il nostro posto...

DON FERNANDO

Il blason vilmente oppresso
sostener vuò ad ogni costo.

DON PEDRO

Al tramonto partiremo,
ma costui ci rivedrà...

DON FERNANDO

Sì, da re domani andremo

e giustizia ci farà.

CORO

Alla vaga e pia donzella,

che di Spagna è vanto e onor;
rida in ciel benigna stella
di speranza e gioia e amor.
Se dall'alto del tuo trono
volgi un guardo al tuo bel piè,

tu vedrai che quivi sono

tutti cor devoti a te.

La Regina entra, sale sul trono, e siede sopra una delle due poltrone. Casilda e la Duchessa siedono accanto a lei sugli scanni dorati, e siedono pure i principali Dignitari, che la seguono.

(Don Guritano si stacca dal seguito della Regina e si avvicina a Don Pedro e a Don Fernando)

DON PEDRO, DON FERNANDO

(salutandolo festosamente)

Conte!...

DON GURITANO

(stringendo loro la mano)

Amici...

DON PEDRO, DON FERNANDO

(facendo il simile)

Ben tornato...

DON GURITANO

Dite... è ver che dalla corte
voi partite?...

DON PEDRO, DON FERNANDO

È vero!...

DON GURITANO

E osato

egli ha?...

DON FERNANDO

Scherzi della sorte!...

DON GURITANO

Ma cader da tanta altezza
ei dovrà...

(da sé terminando la frase cominciata)

(per mano mia!)...

DON FERNANDO

Io lo spero!...

DON GURITANO

Io n'ho certezza...

REGINA

(ad uno degli uscieri)

Entri il messo...

DON MANUEL

(si avanza fino avanti ai gradini del trono, va a baciar la mano alla Regina, poi dice)

Il re m'invia

a recar del suo favore
un novel più chiaro pegno
di Garòfa al conte...

REGINA

(guardando con intenzione Don Pedro e Don Fernando dice)

Onore

meritato!...

CORO

Inver n'è degno...

DON MANUEL

(accennando Ruy Blas, che entra seguito da Don Sallustio)

Egli vien...

REGINA

S'inoltri...

DON SALLUSTIO

(piano a Ruy Blas)

Ad essa

presentatemi...

RUY BLAS

(avanzandosi)

Maestà...

al marchese sia concessa
di restare facoltà...
Dell'onor del suo congiunto
a godere io l'invitai...

REGINA

(con senso di ribrezzo)

(Egli qui!...)

DON PEDRO, DON FERNANDO

(piano tra loro)

Giunge in buon punto...

REGINA

Resti...

DON SALLUSTIO

Grazie...

(s'inchina profondamente e si ritrae in disparte)

CASILDA

(piano alla Regina)

È fosco assai!...

(Ruy Blas sale i gradini del trono e s'inginocchia davanti alla Regina, mentre due paggi presentano ad essa la spada e il toson d'oro)

REGINA

(prendendo la spada e toccando con questa la spalla di Ruy Blas, dice)

Signor conte, duca siete.

(ripone la spada sul cuscino, prende il gran cordone del toson d'oro, e glielo cinge al collo)

Dell'affetto e della fede,
che serbata ognor ne avete,
quest'insegna sia mercede.

(poi piano a Ruy Blas)

Perché mai così commosso?...

RUY BLAS

(confuso ed incerto)

Tanto onor!...

REGINA

(piano a Ruy Blas)

Su via: coraggio!...

RUY BLAS

(discendendo dai gradini del trono, dopo aver baciato la mano alla Regina, dice da sé)

(Ah! Resister più non posso!...)

DON SALLUSTIO

(porgendo la mano a Ruy Blas)

A voi, duca, io rendo omaggio.

(si unisce a Don Pedro e a Don Fernando)

REGINA

(da sé, dopo essere discesa dal trono)

(Quanto, oh! Quanto io son felice!...

Di qual gioia ho pieno il cor!...
Desiar, sperar non lice
un più splendido favor!...

Ogni affanno è cancellato

del mio sen, dal mio pensier;
trono e vita avrei donato
per quest'ora di piacer!...)

RUY BLAS

(Gioie, onori, amor, speranza...

breve sogno menzogner!...
Sol di voi la rimembranza
resta ancora al mio pensier...

(guardando Don Sallustio)

Egli è là!... Su me lo sguardo

sorridendo ei figge ognor...
sembra un démone beffardo,
che schernisce il mio dolor!...)

DON SALLUSTIO

(piano a Don Pedro e a Don Fernando)

(accennando Ruy Blas)

Quanto voi l'aborro anch'io,

più di voi lo sprezzo ancor;
ei cadrà per mezzo mio...
ve lo giuro sull'onor.

DON PEDRO, DON FERNANDO

(tra loro)

Non lontana è la vendetta,

se il suo labbro non mentì;
impaziente il cor ne affretta
co' suoi voti il fausto dì.

CASILDA

(guardando la regina)

(Più non vede, più non cura

che colui, cui rende onor;
la sua gioia immensa e pura
si riflette nel mio cor.)

DON MANUEL, CORO

Al più prode onor si renda,

al più fido e onesto più;
e da lui ciascuno apprenda
il sentier della virtù.

DON GURITANO, DUCHESSA

(tra loro, osservando ora la regina, ora Ruy Blas)

Ne' suoi sguardi ella si pasce,

egli a lei si volge ognor...
ben più grande omai rinasce
il sospetto nel mio cor.

REGINA

Or si vada...

(volgendosi con premura a Ruy Blas)

Duca, addio.

(a tutti gli altri)

Questa sera un ballo io do;
tutti invito...

(si avvia per uscire, tutti fanno seguito a lei, meno Ruy Blas, che resta in mezzo alla scena, oppresso dai suoi pensieri)

DON SALLUSTIO

(avviandosi, si avvicina a Ruy Blas e gli dice sottovoce)

Il cenno mio

rammentate...

RUY BLAS

(nel massimo abbattimento)

Obbedirò!...

(esce a passo lento, mentre cala la tela)

ATTO QUARTO

Scena prima

Un piccolo gabinetto nella sala privata di Don Sallustio arredato sontuosamente, ma con stile grave e severo. Una porta nel mezzo e due laterali. Un tavolo con l'occorrente per scrivere, qualche libro ed un campanello. Una poltrona piuttosto grande e splendidamente dorata è presso il tavolo.
Ruy Blas seduto presso il tavolo.

RUY BLAS

Svaniro i sogni!... Sparve
la dolce illusione,
che di dorate larve
mi carezzò il pensier!... Tutto è perduto!...
O donna, o amata tanto,
gentil sorriso
di paradiso
angelo di virtù, raggio d'amore,
io t'ingannai... ma fu delirio il mio,
non fu malvagia ipocrisia del core!...
Pur di scolparmi teco io no, non tento;
un empio, il sento,
un vile io sono...
e non merto, o divina, il tuo perdono!...
Ma che dico?... E poss'io
or qui pensar, più che al tuo fato, al mio?...
Ahi! Nelle man di lui, che ad ogni costo
perder ti vuole, è il tuo destin riposto!...

RUY BLAS

Ed ei non viene ancor!...

Ove sarà?...
Che dir, che far vorrà?...
Ah! Forse il nostro amor
ei svelerà!
Forse svelato è già!

Forse il mio stato abbietto

le palesò,
e al nostro santo affetto
ella imprecò!...

Mortale affanno il core

mi strazia a tal pensiero;
non v'è, non v'è dolore
del mio dolor più fiero!...
Io, che l'ho amata tanto,
che sempre l'amerò,
di disonor, di pianto
cagione a lei sarò!...

(è commosso sino alle lagrime)

Piangi, infelice?... Ah! No...

tempo per te
di pianger non è:
come... come potrò
la rete infame
spezzar delle sue trame?...
Ah! Quale idea!... Da dio
mi viene!... Non son io
dell'odio suo mortal
lo strumento fatal?...

Sì!... Dunque posso ancor

le sue trame sventar,
e a lei serbar
e trono, e vita, e onor...

(cade in uno stato di profondo abbattimento, ma mostra sempre fermezza nella sua risoluzione)

Morrò... ma il nostro amore
meco per lei fia morto;
la carità d'un fiore
negata a me sarà!...
Morrò... ma d'una lacrima
io non avrò il conforto;
sull'incompianto cenere
l'oblio discenderà!...

Scena seconda

Don Guritano recando due spade e detti.

DON GURITANO

(fermandosi sulla soglia)

Signor duca...

RUY BLAS

(volgendosi subito)

Voi!...

DON GURITANO

(avanzandosi e presentandogli le spade)

Scegliete...

RUY BLAS

(con meraviglia)

Oggi?...

DON GURITANO

(con serietà)

Adesso.

RUY BLAS

No, vi prego...

a domani...

DON GURITANO

Che?... Volete

farvi giuoco ancor di me?...

RUY BLAS

Un sol giorno io vi domando...

DON GURITANO

Un istante pur vi nego...
Orsù via... scegliete un brando...

RUY BLAS

(Se morir vogl'io, perché
non seguirlo?...)

DON GURITANO

(presentandogli di nuovo le spade)

Decidetevi...

RUY BLAS

(risoluto)

Ho deciso...

(prende la spada)

A me. ~ Scendiamo

nel giardino...

DON GURITANO

Oh! Alfin!...

RUY BLAS

Seguitemi...

DON GURITANO

Precedetemi...

RUY BLAS

Sì: andiamo.

(escono rapidamente per la porta a sinistra)

Scena terza

Casilda che entra dal mezzo introdotta da un Paggio.

(al paggio che resta sulla porta)

CASILDA

È in casa il signor vostro?...

(dopo breve pausa)

(Non risponde...)

(forte al paggio, che non si muove)

Io bramerei saper,
se a lui parlar si può...

(dopo una nuova pausa)

(È muto per mia fé!...
Ah! Ah! Bella davver!...)

(come sopra dopo una nuova pausa)

Ditegli che l'attende
una dama d'onor della Regina.

(il paggio fa un profondo inchino ed esce)

CASILDA

Non parla, ma comprende:
ottimo paggio!... Quel che vede e sente!
Ridir non può... Che qualità eccellente!

CASILDA

Il duca or qui verrà...

dunque pensiamo
che dir dobbiamo
all'eccellenza sua per sua maestà.
~ Saper dal duca io voglio,
ella mi disse,
s'è ver ch'ei scrisse
questa mattina a me diretto un foglio. ~
Se muto anch'ei non è.
Ei stesso me 'l dirà:
ed ella qui con me
dall'idol suo verrà.

(pensa alquanto poi sorridendo soggiunge)

Curioso incarico

è questo inver!...
Molto onorifico
e lusinghier!...
Se alcun mi vedesse...
se alcun leggesse
nel mio pensier...
bel giudizio per mia fé,
che farebbe allor di me!...

Ma per lei

che non farei!...
Bando agli scrupoli,
ridere io vuò;
lingue malediche
temer non so.
Se una pinzochera,
se un collo torto
del grave scandalo
si fosse accorto,
mandarli al diavolo
ben io saprò!...

Scena quarta

Don Sallustio, il Paggio e detta.

CASILDA

Né viene ancor!... Cortese
io vi credea di più, duca garbato.

(siede sulla poltrona vicino al tavolo, prende un libro e lo sfoglia distrattamente)

DON SALLUSTIO

(al paggio, fermandosi sulla porta di mezzo accennandogli la porta a destra)

Dietro quell'uscio attendi
se questa donna uscir di là vedrai,
nel mio castel vicino
a rinserrarla vola;
bada che non le sfugga una parola,
e il duca mio cugino
non s'accorga di nulla: ove la forza
usar sia d'uopo, sii prudente; va'.

(il paggio s'inchina ed esce per la porta a destra)

CASILDA

(posando il libro)

Oh! Che pazienza!... Chiamerò...

(suona il campanello)

DON SALLUSTIO

(avanzandosi verso di lei con cortesia)

Son qua.

CASILDA

(con dispetto)

(alzandosi)

(Ah! Maledetto!... In trappola

caduta io son!)

DON SALLUSTIO

Cercate

il duca?...

CASILDA

(con circospezione)

Forse...

DON SALLUSTIO

Attenderlo

è vano...

CASILDA

È uscito?...

DON SALLUSTIO

Sì.

CASILDA

Ma tornerà?...

DON SALLUSTIO

Ne dubito...

CASILDA

Davver?...

DON SALLUSTIO

Certa ne siate.

CASILDA

(Dunque il biglietto è apocrifo...
va ben; meglio così!...)

DON SALLUSTIO

Se in vece sua concedere

voleste a me l'onore
di servirvi, lietissimo
io ne sarei...

CASILDA

(con malizia)

Voi?... No.

DON SALLUSTIO

Cospetto!... Ah! Dunque trattasi...

CASILDA

(subito e con malizia)

Non già di voi, signore...

DON SALLUSTIO

D'un segreto?...

CASILDA

(con malizia)

Può essere...

DON SALLUSTIO

Galante?...

CASILDA

(con malizia)

Non lo so!...

Meco vorreste ~ mio buon signor,

fare la parte ~ d'inquisitor;
ma il mio silenzio ~ punir saprà
la vostra indocile ~ curiosità.
Sedurmi è vano... ~ timor non ho...
io posso ridere... ~ ma parlar... no.

DON SALLUSTIO

(Dal suo labbro, benché muto,

a bastanza ho già saputo
e l'effetto ne vedrà.
Di partir l'incauta spera,
e non sa che prigioniera
qui cadere or or dovrà!...)

CASILDA

(Ei da me saper vorria

perché vengo e chi m'invia,
ma deluso rimarrà.
Freme d'ira, in cor si rode...
e il mio core se la gode...
caro, a me nessun la fa!...)

(a Don Sallustio tendendogli la mano)

Marchese, addio. ~

DON SALLUSTIO

Partite?...

CASILDA

Sì.

DON SALLUSTIO

Che dire al duca ~ per voi dovrò?...

CASILDA

Nulla...

DON SALLUSTIO

Ma pure?... ~

CASILDA

Basta così...

DON SALLUSTIO

Un detto solo... ~

CASILDA

(ridendo maliziosamente)

Non parlo... no

DON SALLUSTIO

Se più sollecita ~ partir volete,
ecco la porta ~

(accenna la porta a destra)

CASILDA

(avviandosi)

Grazie...

DON SALLUSTIO

In giardino.

Per questa scala ~ discenderete,
e poi...

CASILDA

Ben noto ~ m'è già il cammino.

(s'inchina, saluta ed esce: la porta si richiude dietro di lei)

DON SALLUSTIO

(s'avvicina alla porta e si pone a origliare con molta premura, finché udendo un piccolo grido represso al di fuori dà in uno scoppio di riso e si avanza con la gioia del trionfo sul volto.)

Deludermi sperava...
povera pazza!... Ed or l'ultimo colpo
si dia... ~ Rumor di passi
mi sembra udir...

(origliando verso la porta a sinistra)

Sì... forse

lui!... Ch'io per or mi celi...
tempo non è che ad esso mi riveli.

(esce dal mezzo)

Scena quinta

Ruy Blas, che entra dalla porta a sinistra completamente disarmato, indi la Regina.

RUY BLAS

Ferito a morte!... Sul mio brando ei stesso
mal cauto si gittò!... Fatale a tutti
dunque son io!... Si rompa
questo maligno incanto...

(cava un'ampolla)

RUY BLAS

Ma qual di passi ~ rumor?...

(depone sul tavolo l'ampolla e va verso la porta di mezzo)

REGINA

(vestita di velluto nero con un velo parimente nero sul capo entra nel mezzo)

Don Cesare...

RUY BLAS

(con grido disperato)

Ciel!... Dessa!...

REGINA

Donde ~ così agitato?...

RUY BLAS

Perché venisti?... ~

REGINA

Tu m'hai chiamato...

RUY BLAS

Io?...

REGINA

Mi scrivesti... ~

RUY BLAS

Che dici?... Io?... no.

REGINA

(traendo un foglio e porgendolo a Ruy Blas)

Ma leggi dunque... ~

RUY BLAS

(legge)

«Una terribile

sventura pende ~ sulla mia testa...»
(Gran dio!... Che veggo!... ~)

REGINA

(proseguendo a leggere il biglietto)

«Ma la tempesta

la mia regina ~ disperder può...
nella mia casa ~ venir vi supplico...»

RUY BLAS

(Ah! Che obliato ~ l'avea!...)

REGINA

Venuta

io son...

RUY BLAS

(con disperazione)

Deh!... Parti... ~ Tu sei perduta!...

REGINA

(trasalendo)

Perduta?...

RUY BLAS

(con disperazione)

Fuggi... ~

REGINA

(con premura)

Casilda ov'è?...

RUY BLAS

Io non la vidi... ~

REGINA

(con massima sorpresa)

Che fia possibile?...

A te poc'anzi ~ io l'inviai,
ma, non vedendola ~ tornar, volai
qui per proteggerti... ~ vegliar su te.

RUY BLAS

(con sempre crescente insistenza)

Deh! Parti... fuggi... ~ lasciami... salvati...

Scena sesta

Don Sallustio e detti.

DON SALLUSTIO

(apparisce sulla porta di mezzo)

È tardi!...

RUY BLAS, REGINA

(tra loro)

Lui! ~

REGINA

(a Don Sallustio con alterezza)

Qui che volete?...

DON SALLUSTIO

(freddamente ed avanzandosi)

Dirvi che trono ~ più non avete...
che vendicato ~ son io...

REGINA

Non più!...

Io non v'intendo... ~

DON SALLUSTIO

(freddamente ed avanzandosi)

Mi spiego: uditemi...

se questa tresca ~ da me svelata
or fosse...

RUY BLAS, REGINA

(Il vile!...) ~

DON SALLUSTIO

Disonorata

sareste...

REGINA

(con terrore)

(Dio! ~ Salvami tu!...)

DON SALLUSTIO

E poi, reietta ~ dal re, ricovero
vi fora un chiostro... ~

REGINA

(Perduta io sono!...)

DON SALLUSTIO

Ma ciò non bramo: ~ togliervi il trono
voglio e lasciarvi ~ la libertà.

REGINA

Come?

DON SALLUSTIO

Un divorzio ~ vi salva e agevole

cosa ottenerlo ~ per voi sarà.

(cava una lettera e gliela mostra)

Al re diretta ~ è questa lettera

con il consenso ~ vostro... firmate...
quindi Madrid ~ con lui lasciate...
e pronto un cocchio... ~

RUY BLAS

(come colpito da un'idea)

(Ohimè!...)

REGINA

(titubante)

(Che far?...)

RUY BLAS

O l'onta e il chiostro ~ o con Don Cesare
sposa felice ~ vivere... e amar...

È ricco, è bello, è nobile,

v'ama d'ardente amore,
vale più assai d'un soglio
del mio congiunto il core!
Con lui la gioia e l'estasi
d'un corrisposto affetto
lungi da qui v'attendono
sotto individo tetto.

REGINA

(titubante)

(Che far?...)

DON SALLUSTIO

(a Ruy Blas sottovoce)

Per voi m'adopero,
farvi felice io voglio.

RUY BLAS

Tutto ora intendo!... Ah Satana
più fiero esser non può!...

DON SALLUSTIO

(alla Regina)

Firmate questo foglio
e poi partite...

RUY BLAS

(con slancio vedendo la Regina, che s'avvia al tavolo per firmare)

Ah! No!...

Ruy Blas e non Don Cesare
è il vero nome mio...
uno staffier son io...
conte non sono...

REGINA

(fulminata)

Orror!...

RUY BLAS

(a Don Sallustio con fierezza)

Ah! Troppo vile ed empio,
signor, voi mi credeste!...
Io d'un servo ho la veste,
ma voi ne avete il cor.

DON SALLUSTIO

(alla Regina con fredda ironia)

Nulla volea nascondervi

avrei parlato poi:
la vostra ancella in moglie
darmi voleste voi,
e per amante in cambio
un servo mio vi do.

(Ruy Blas afferra l'elsa della spada di Don Sallustio, la trae rapidamente dal fodero, si slancia verso la porta di mezzo, la chiude e ne toglie la chiave)

DON SALLUSTIO

(con urlo di rabbia)

Olà!...

RUY BLAS

Tacete: il fulmine

dell'ira mia scoppiò!... ~

Angeli o démoni ~ in vostra aita

chiamate... è vano... ~ pietà non sento.
Fu lungo e orribile ~ troppo il tormento,
che il cor finora ~ mi lacerò!...

Morir dovete... ~

REGINA

Per la sua vita

io vi scongiuro... ~ a lui perdono...
perdere io voglio ~ l'onore e il trono,
ma il sangue suo ~ versar non vuò.

RUY BLAS

Per lui pregate ~ che a vostro danno

così vilmente ~ finor tramò?...
Pregate invano: ~ dell'empio inganno
punir io deggio... ~ punir lo vuò!...

DON SALLUSTIO

Schiudi quell'uscio... ~ deponi il brando...

strano è l'orgoglio ~ d'un servo in cor!...
Del tuo padrone ~ trema al comando...
paventa, o stolto, ~ del mio furor!...

REGINA

Sì, per lui prego: ~ la trama abbietta

sopra il mio core ~ poter non ha:
è nel perdono ~ la mia vendetta,
col mio disprezzo ~ punito è già.

RUY BLAS

(a Don Sallustio investendolo)

Muori...

DON SALLUSTIO

Che tenti?... ~

RUY BLAS

(levando la punta della spada contro il petto di Don Sallustio e spingendolo verso la porta a destra)

Là... là...

REGINA

Per dio

vi prego...

RUY BLAS

È tardi!... ~

DON SALLUSTIO

(con urlo di disperazione)

Oh! Mio furor!...

Un brando!...

RUY BLAS

(con amarissimo scherno e incalzandolo sempre)

Un vile ~ staffier son io...

non potrei battermi ~ con voi, signor!...

(Don Sallustio rinculando sino alla porta, esce inseguito da Ruy Blas, che già puntava al suo petto la spada)

ultima

La Regina indi Ruy Blas.

REGINA

(cadendo in ginocchio e levando gli occhi al cielo)

Signor, sulle mie colpe
discenda il tuo perdono!...
Prostrata nella polvere
la tua bontà divina
io per l'ucciso e l'uccisore imploro!...

RUY BLAS

(esce dalla porta a destra senza spada, si ferma sulla soglia e volgendosi alla Regina, che aspetta da lui ansiosamente una parola, le dice)

Salva voi siete;

(poi dopo una pausa)

or libero

mi sia parlar concesso...

REGINA

(con alterezza)

Signor...

RUY BLAS

(in tono umilissimo)

Di me non prendavi

timore... Io non m'appresso...
ma dirvi vuò che un raggio
splende in me pur d'onore...
che un vil non sono, e nobile,
se non il nome, ho il cuore.
Amor, che mente ed anima
inebriò, mi vinse...
amor nel suo delirio
la mia ragione estinse.

REGINA

Uscire io voglio...

RUY BLAS

Un ultimo

accento...

REGINA

E ancor?...

RUY BLAS

Poss'io

sperar perdono?...

REGINA

A dio

chiedetelo, signor.

RUY BLAS

Né l'avrò mai dall'angelo,

che tanto offesi e amai?...

REGINA

(risoluta)

No...

RUY BLAS

(con accento di profondo dolore)

Giuratelo...

REGINA

Mai!...

RUY BLAS

Spegniti dunque, o cor!...

(prende l'ampolla che è sul tavolo, e beve)

REGINA

(atterrita)

Che feste?...

RUY BLAS

(con mestissima calma)

Un balsamo

versai nel seno...

REGINA

Cielo!... Un veleno!...
La morte!...

RUY BLAS

No.

Morte era il vivere
da voi sprezzato...

REGINA

Se perdonato
v'avessi...

RUY BLAS

Termine

ai giorni miei
benedicendovi
pur dato avrei.
Deh! Rivolgetemi
un guardo, un detto...
pietà del misero,
del maledetto!...
Se fui colpevole,
scontai l'error
col più terribile
d'ogni dolor!...

REGINA

Deh! M'odi... Guardami...

Rispondi... io sono,
che imploro, o misero,
il tuo perdono!...
Svanì l'orgoglio,
ti parla il cor;
ti parla il gemito
del mio dolor!...

RUY BLAS

(vacilla)

Ohimè!...

REGINA

(accorrendo a lui piena di spavento)

Don Cesare!...

RUY BLAS

Ruy Blas mi chiamo...

REGINA

(con supremo trasporto d'amore)

Ruy Blas, io t'amo!...

RUY BLAS

(raggiante di gioia)

Dio!... M'ama ancor!...

(cade)

REGINA

Soccorso...

RUY BLAS

È inutile...

(le dà una chiave)

Quell'uscio aprite...
qui tutto ignorasi...
signora uscite...

REGINA

Ohimè!... Qual tremito!...

RUY BLAS

(con voce semispenta)

Io muoio amato
e perdonato
dal tuo bel cor...
Muoio in un'estasi
di gioia... addio...

(muore)

REGINA

(scuotendolo)

Ruy Blas, rispondimi...
Ruy Blas... gran dio!...

(si getta sul suo corpo oppressa dal dolore, ed intanto cala la tela)