Te, dulcis coniux, te solo in litore secum,

te veniente die, te decedente canebat.

Virg. Georg. Lib. IV

 

[Overture]

 

atto
Primo

scena
Prima

Ameno, ma solitario boschetto di allori e cipressi che ad arte diradato racchiude in un piccolo piano la tomba di Euridice.
All'alzarsi della tenda al suono di mesta sinfonia, si vede occupata la scena da uno stuolo di Pastori e Ninfe seguaci di Orfeo che portano serti di fiori e ghirlande di mirto; e mentre una parte di loro arder fa de' profumi incorona il marmo e sparge fiori intorno alla tomba, intuona l'altra il seguente Coro, interrotto da' lamenti di Orfeo che, disteso sul davanti sopra di un sasso, va di tempo in tempo replicando appassionatamente il nome di Euridice.

 

[N. 1 - Coro]

CORO

 

Ah! se intorno a quest'urna funesta,

Euridice, ombra bella t'aggiri,
odi i pianti, i lamenti, i sospiri
che dolenti si spargon per te.

Ed ascolta il tuo sposo infelice,

che piangendo ti chiama, e si lagna,
come quando la dolce compagna
tortorella amorosa perdé.

 

[N. 2 - Recitativo]

ORFEO

 

Basta, basta, o compagni: il vostro lutto
aggrava il mio. Spargete
purpurei fiori, inghirlandate il marmo,
partitevi da me: restar vogl'io
solo fra queste ombre funebri ed oscure
coll'empia compagnia di mie sventure.

 

[N. 3 - Coro]

CORO

 

Ah! se intorno a quest'urna funesta

Euridice, ombra bella, t'aggiri,
odi i pianti, i lamenti, i sospiri,
che dolenti si spargon per te.

 

[N. 4 - Pantomima]

 

Seguita il ballo, terminato il quale tutti partono. Resta Orfeo.

 

[N. 5 - Aria]

ORFEO

 

Chiamo il mio ben così

quando si mostra il dì,
quando s'asconde.

Ma, oh vano mio dolor!

l'idolo del mio cor
non mi risponde.

 

[N. 6 - Recitativo]

ORFEO

 

Euridice! Euridice!
Ombra cara, ove sei? Piange il tuo sposo,
ti domanda agli dèi,
a' mortali ti chiede e sparse a' venti
son le lagrime sue, i suoi lamenti.

 

[N. 7 - Aria]

ORFEO

 

Cerco il mio ben così

in queste, ove morì,
funeste sponde.

Ma sola al mio dolor,

perché conobbe amor,
l'eco risponde.

 

[N. 8 - Recitativo]

ORFEO

 

Euridice! Euridice! Ah, questo nome
san le spiagge, e le selve
l'appresero da me. Per ogni valle
Euridice risuona; in ogni tronco
scrisse il misero Orfeo, Orfeo infelice:
«Euridice, idol mio, cara Euridice».

 

[N. 9 - Aria]

ORFEO

 

Piango il mio ben così,

se il sole indora il dì,
se va nell'onde.

Pietoso al pianto mio

va mormorando il rio
e mi risponde.

 

[N. 10 - Recitativo]

ORFEO

 

Numi! barbari numi!
D'Acheronte e d'Averno
pallidi abitator, la di cui mano
avida delle morti
mai disarmò, mai trattener non seppe
beltà né gioventù, voi mi rapiste
la mia bella Euridice
(oh memoria crudel!) sul fior degli anni:
la rivoglio da voi, numi tiranni.
Ho core anch'io per ricercar sull'orme
dei più intrepidi eroi, nel vostro orrore,
la mia sposa, il mio ben...

 
 

atto
Primo

scena
Seconda

Amore e detto.

 

AMORE

 

T'assiste Amore.

Orfeo, della tua pena
Giove sente pietà.Ti si concede
le pigre onde di Lete
vivo varcar. Del tenebroso abisso
sei sulla via: se placar puoi col canto
le furie, i mostri e l'empia morte, al giorno
la diletta Euridice
farà teco ritorno...

ORFEO

 

Ah come! Ah quando!

E possibil sarà?... spiegati.

AMORE

 

Avrai

valor che basti a questa prova estrema?

ORFEO

 

Mi prometti Euridice, e vuoi che io tema!

AMORE

 

Sai però con qual patto
l'imprese hai da compir?

ORFEO

 

Parla.

AMORE

 

Euridice

ti si vieta il mirar, finché non sei
fuor dagli antri di Stige, e il gran divieto
rivelarle non déi; se no, la perdi,
e di novo, e per sempre; e in abbandono
al tuo fiero desio
sventurato vivrai. Pensaci; addio.

 

[N. 11 - Aria]

 

AMORE

 

Gli sguardi trattieni,

affrena gli accenti;
rammenta se peni,
che pochi momenti
hai più da penar.

Sai pur che talora

confusi, tremanti
con chi gl'innamora
son ciechi gli amanti,
non sanno parlar.

(parte)

 

[N. 12 - Recitativo]

ORFEO

 

Che disse! che ascoltai! Dunque Euridice
vivrà, l'avrò presente, e dopo i tanti
affanni miei, in quel momento, in quella
guerra d'affetti, io non dovrò mirarla,
non stringerla al mio sen! Sposa infelice!
che dirà mai? che penserà? Preveggo
le smanie sue, comprendo
le angustie mie. Nel figurarlo solo
sento gelarmi il sangue,
tremarmi il cor... Ma... lo potrò. Lo voglio.
Ho risoluto. Il grande,
l'insoffribil de' mali è l'esser privo
dell'unico dell'alma amato oggetto:
assistetemi, o dèi, la legge accetto.

 

Si vede un lampo, si sente un tuono e parte Orfeo.

 
 
 

Fine ATTO I

 

 

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ATTO II 

ATTO III 

 
 

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Data creazione pagina: 2 Agosto 2009

Ultima variazione testo: 2 Agosto 2009

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