Introduzione orchestrale

 

PROLOGO

scena Prima
unica

Tonio, in costume da Taddeo come nella commedia, passando a traverso al telone.

 
 

TONIO

 

Si può?...

(poi salutando)

Signore! Signori!... Scusatemi

se da sol me presento. Io sono il prologo:
poiché in iscena ancor le antiche maschere
mette l'autore, in parte ei vuol riprendere
le vecchie usanze, e a voi di nuovo inviami.

Ma non per dirvi come pria: «Le lagrime

che noi versiam son false! Degli spasimi
e de' nostri martir non allarmatevi!»

No. L'autore ha cercato invece pingervi

uno squarcio di vita. Egli ha per massima
sol che l'artista è un uomo e che per gli uomini
scrivere ei deve. Ed al vero ispiravasi.

Un nido di memorie in fondo a l'anima

cantava un giorno, ed ei con vere lagrime
scrisse, e i singhiozzi il tempo gli battevano!

Dunque, vedrete amar sì come s'amano

gli esseri umani; vedrete de l'odio
i tristi frutti. Del dolor gli spasimi,
urli di rabbia, udrete, e risa ciniche!

E voi, piuttosto che le nostre povere

gabbane d'istrioni, le nostr'anime
considerate, poiché noi siam uomini
di carne e d'ossa, e che di quest'orfano
mondo al pari di voi spiriamo l'aere!

Il concetto vi dissi... Or ascoltate

com'egli è svolto.

(gridando verso la scena)

Andiam. Incominciate!

 

Rientra e la tela si leva.

 
 
 

Fine PROLOGO

 

 

PROLOGO 

ATTO I 

ATTO II 

 
 

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Data creazione pagina: 30 Marzo 2010

Ultima variazione testo: 30 Marzo 2010

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