atto
Terzo

scena Prima
unica

La stessa scena del secondo atto.

 

Passa la notte angosciosa. Dal porto al basso della collina salgono voci confuse di Marinai e rumori diversi. All'alzarsi del sipario è già l'alba: Butterfly spia sempre al di fuori.

 

SUZUKI

 

(svegliandosi di soprassalto)

È l'alba.

(si alza e batte dolcemente sulla spalla a Butterfly)

Cio-Cio-San!

BUTTERFLY

 

(si scuote e fidente dice:)

Verrà col pieno

sole.

(vede il bimbo addormentato e lo prende sulle braccia, avviandosi verso la stanza a sinistra)

SUZUKI

 

Salite a riposar, sì affranta

e sì pallida siete. Al suo venire
tosto vi chiamerò.

 
 

BUTTERFLY
(cantando dolcemente s'avvia per la scaletta)

 

Dormi, amor mio,

dormi sul mio cor.
Tu sei con dio
ed io col mio dolor.
A te i rai
degli astri d'or:
dormi tesor!

(entra nella camera a sinistra)

 

SUZUKI

 

(la guarda salire e dice con gran pietà:)

Povera Butterfly!

(Suzuki s'inginocchia innanzi al Simulacro di Budda, poi va ad aprire lo shosi)

 

Pinkerton e Sharpless battono lievemente all'uscio d'ingresso.

 

SUZUKI

 

Chi sia?...

(va ad aprire e rimane grandemente sorpresa)

Oh!...

SHARPLESS

 

(facendole cenno di non far rumore)

Zitta! zitta!

 

(Pinkerton e Sharpless entrano cautamente in punta di piedi)

 

PINKERTON
(premurosamente a Suzuki)

 

Dorme? non la destare.

SUZUKI

 

Ell'era tanto stanca! Vi stette ad aspettare
tutta la notte col bimbo.

PINKERTON

 

Come sapea?...

SUZUKI

 

Non giunge

da tre anni una nave nel porto, che da lunge
Butterfly non ne scruti il color, la bandiera.

SHARPLESS
(a Pinkerton)

 

Ve lo dissi?!...

SUZUKI

 

(per andare)

La chiamo...

PINKERTON

 

(fermandola)

Non ancora...

SUZUKI

 

Ier sera,

lo vedete, la stanza volle sparger di fiori.

SHARPLESS
(commosso)

 

Ve lo dissi?...

PINKERTON
(turbato)

 

Che pena!

SUZUKI
(sorpresa)

 

Pena!

(sente rumore nel giardino)

Chi c'è là fuori

nel giardino?

(va a guardare nello shosi e con meraviglia esclama)

Una donna!...

PINKERTON

 

(la riconduce sul davanti)

Zitta!

SUZUKI
(agitata)

 

Chi è? Chi è?

SHARPLESS

 

Meglio dirle ogni cosa.

PINKERTON
(imbarazzato)

 

È venuta con me.

SHARPLESS

 

(deliberatamente)

Sua moglie!

SUZUKI

 

(sbalordita, alza le braccia al cielo, poi si precipita in ginocchio colla faccia contro terra)

Anime sante degli avi!... Alla piccina

è spento il sol!

SHARPLESS

 

(calmando Suzuki e sollevandola da terra)

Scegliemmo quest'ora mattutina

per ritrovarti sola, Suzuki, e alla gran prova
un aiuto, un sostegno cercar con te.

SUZUKI
(desolata)

 

Che giova?

 

(Sharpless prende a parte Suzuki e cerca colla preghiera e colla persuasione di averne il consenso;

Pinkerton, sempre più agitato, si aggira per la stanza e osserva)

 

SHARPLESS
(a Suzuki)

 

Io so che alle sue pene

non ci sono conforti!
Ma del bimbo conviene
assicurar le sorti!

La pietosa
che entrar non osa
materna cura
del bimbo avrà.

SUZUKI

 

E volete ch'io chieda
ad una madre...

 

SHARPLESS

 

(insistendo)

Suvvia,

parla con quella pia
e conducila qui... ~ s'anche la veda
Butterfly, non importa.
Anzi, ~ meglio se accorta
del vero si facesse alla sua vista.

SUZUKI

 

Oh me trista!

(spinta da Sharpless va nel giardino a raggiungere la signora Pinkerton)

 
 

PINKERTON

 

Oh! l'amara fragranza

di questi fiori
velenosa al cor mi va.

Immutata è la stanza

dei nostri amori...
ma un gel di morte vi sta.

(vede il proprio ritratto, lo osserva)

Il mio ritratto! ~ Svanita è l'immagine

qual foglia in chiuse pagine.

(lo depone)

Tre anni son passati ~ e noverati

ella n'ha i giorni e l'ore
nell'immobil fede...

 

(agitatissimo a queste rimembranze, si rivolge a Sharpless che è ritornato a lui vicino)

PINKERTON

 

Non posso rimaner; Sharpless, vi aspetto
per via. Datele voi... qualche soccorso...

(consegna danari al console)

Mi struggo dal rimorso.

SHARPLESS

 

Non ve l'avevo detto?

 

PINKERTON

 

Sì, tutto in un istante,

vedo il mio fallo e sento
che di questo tormento
tregua mai non avrò.

Sempre il mite sembiante

vedrò, con strazio atroce.
Addio fiorito asil
di letizia e d'amor.

Non reggo al tuo squallor!

Fuggo, fuggo ~ son vil!

SHARPLESS

 

Ve 'l dissi... vi ricorda?

quando la man vi diede:
«Badate! Ella ci crede»
e fui profeta allor.

Sorda ai consigli,

sorda ai dubbi ~ vilipesa,
nell'ostinata attesa
tutto raccolse il cor.

Andate ~ il triste vero

da sola apprenderà.

 

Pinkerton, strette le mani al Console, esce rapidamente, mentre Kate e Suzuki vengono dal giardino.

 

KATE

 

Glielo dirai?

SUZUKI

 

Prometto.

KATE

 

E le darai consiglio

di affidarmi...?

SUZUKI

 

Prometto.

KATE

 

Lo terrò come un figlio.

SUZUKI

 

Vi credo. Ma bisogna ch'io le sia sola accanto...
Nella grande ora ~ sola! ~ Piangerà tanto tanto!

BUTTERFLY
(dall'interno della camera superiore)

 

Suzuki, dove sei... parla...

(appare in cima alla scaletta)

Suzuki...

SUZUKI

 

Son qui... pregavo e rimettevo a posto...

Butterfly scende: Suzuki si precipita verso la scaletta per impedire a Butterfly di scendere.

SUZUKI

 

No... non scendete...

BUTTERFLY

 

(discende precipitosa, svincolandosi da Suzuki che cerca invano di trattenerla, poi si aggira per la stanza con grande agitazione, ma giubilante)

È qui... dov'è nascosto?

(vede Sharpless)

Ecco il Console... e... dove? dove?...

(cerca dietro ai paraventi)

Non c'è.

(vede Kate nel giardino e guarda fissamente Sharpless)

Quella donna?...
Che vuol da me? Niuno parla?...

(Suzuki piange silenziosamente)

Perché piangete?

(Sharpless si avvicina a Butterfly per parlarle; questa teme di capire e si fa piccina come una bimba paurosa)

No: non ditemi nulla... nulla ~ forse potrei
cader morta sull'attimo ~ Tu Suzuki che sei
tanto buona ~ non piangere! ~ e mi vuoi tanto bene,
un od un No ~ di' piano ~ vive?

SUZUKI

 

Sì.

BUTTERFLY

 

Ma non viene

più! Te l'han detto!...

(irritata al silenzio di Suzuki)

Vespa! Voglio che tu risponda.

SUZUKI

 

Mai più.

BUTTERFLY

 

Ma è giunto ieri?

SUZUKI

 

Sì.

BUTTERFLY

 

(guarda Kate, quasi affascinata)

Quella donna

mi fa tanta paura! tanta paura!

SHARPLESS

 

È la causa innocente d'ogni vostra sciagura.
Perdonatele.

BUTTERFLY

 

Ah! è sua moglie!

(lungo, penoso silenzio; poi Butterfly riprende con voce calma)

Tutto è morto per me! Tutto è finito!

SHARPLESS

 

Coraggio.

BUTTERFLY

 

Voglion prendermi tutto! il figlio mio!

SHARPLESS

 

Fatelo pe 'l suo bene il sacrifizio...

BUTTERFLY
(disperata)

 

Ah! triste, triste madre!
Abbandonar mio figlio...

(rimane immobile e calma)

E sia. A lui devo obbedir!

KATE

 

(che si è avvicinata timidamente al terrazzo, senza entrare nella stanza)

Potete perdonarmi, Butterfly?

BUTTERFLY

 

(con aria grave)

Sotto il gran ponte del cielo non v'è
donna di voi più felice.
Siatelo sempre felice
e non vi rattristate mai per me.

KATE

 

(avviandosi verso Sharpless)

Povera piccina!

SHARPLESS
(assai commosso)

 

È un'immensa pietà!

KATE
(sottovoce a Sharpless)

 

E il figlio lo darà?

BUTTERFLY

 

(che ha udito)

A lui lo potrò dare
se lo verrà a cercare.
Fra mezz'ora salite la collina.

(Suzuki accompagna Kate e Sharpless che escono dal fondo)

 

Butterfly si regge a stento. Suzuki si affretta a sorreggerla.

 

SUZUKI

 

(mettendo una mano sul cuore a Butterfly)

Come una mosca prigioniera
l'ali batte il piccolo cuor!

BUTTERFLY

 

(si è riavuta e vedendo che è giorno fatto si scioglie da Suzuki dicendole:)

Troppa luce è di fuor,
e troppa primavera.
Chiudi.

(Suzuki chiude porte e tende: la camera rimane quasi in completa oscurità)

BUTTERFLY
(a Suzuki)

 

Il bimbo ove sia?

SUZUKI

 

Giuoca. Lo chiamo?

BUTTERFLY

 

Lascialo giuocar.

(congedandola)

Va'. ~ Fagli compagnia.

SUZUKI
(piangente)

 

Resto con voi.

BUTTERFLY

 

(risolutamente batte le mani)

Va' ~ va'. Te lo comando.

 

Fa alzare Suzuki e la spinge fuori dell'uscio di dinistra. Poi Butterfly va davanti al reliquiario, si inchina e rimane immobile assorta in doloroso pensiero; va allo stipo, ne leva un gran velo bianco che getta sul paravento; prende il coltello che, chiuso in un astuccio di lacca, sta appeso alla parete presso il simulacro di Budda, lo impugna e ne bacia religiosamente la lama tenendola colle due mani per la punta e per per l'impugnatura: quindi legge le parole che sono incise sulla lama:

BUTTERFLY

 

«Con onor muore
chi non può serbar vita con onore.»

(si appunta il coltello alla gola: s'apre la porta di sinistra e si vede il braccio di Suzuki che spinge il bambino verso la madre: il bimbo entra correndo colle manine alzate: Butterfly lascia cadere il coltello, si precipita verso il bambino, lo abbraccia soffocandolo di baci)

 
 

BUTTERFLY

 

Tu, tu piccolo iddio!

Amore, amore mio,
fior di giglio e di rosa.
Non saperlo mai
per te, per i tuoi puri
occhi, muor Butterfly
perché tu possa andare
di là dal mare
senza che ti rimorda ai dì maturi,
il materno abbandono.

O a me, sceso dal trono

dell'alto paradiso,
guarda ben fiso, fiso
di tua madre la faccia!...
che te n' resti una traccia.

(guarda lungamente il suo bimbo e lo bacia ancora)

Addio! piccolo amor!

(con voce fioca)

Va'. Gioca, gioca.

 

Butterfly prende il bambino, lo mette su di una stuoia col viso voltato verso sinistra, gli dà in mano una banderuola americana ed una puppattola e lo invita a trastullarsi, mentre delicatamente gli benda gli occhi.

Poi afferra il coltello, chiude la porta di sinistra e con lo sguardo sempre fisso sul figlio va dietro il paravento. Si ode cadere a terra il coltello, mentre il gran velo bianco sparisce come tirato da una mano invisibile.

Butterfly scivola a terra, mezza fuori del paravento: il velo le circonda il collo. Con un debole sorriso saluta con la mano il bambino e si trascina presso di lui, avendo ancora forza sufficiente per abbracciarlo, poi gli cade vicino. In questo momento si ode fuori, a destra, la voce affannosa di Pinkerton che chiama ripetutamente:

PINKERTON

 

Butterfly! Butterfly!

Poi la porta di destra è violentemente scossa ed aperta: Pinkerton e Sharpless si precipitano nella stanza accorrendo presso Butterfly che con debole gesto indica il bambino - e muore.

Pinkerton si inginocchia, mentre Sharpless prende il bimbo e lo bacia singhiozzando.

 
 

Fine ATTO III

 

 

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ATTO II 

ATTO III 

 
 

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Data creazione pagina: 2 Febbraio 2008

Ultima variazione testo: 2 Febbraio 2008

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