[Introduzione]

 

atto
Primo

scena
Prima

Piazza d'un villaggio. Da un lato un'osteria, dall'altro un mulino, in fondo colline praticabili.
All'alzarsi del sipario odonsi da lungi suoni pastorali e voci lontane che gridano: «Viva Amina!» Sono gli abitanti del villaggio che vengono a festeggiare gli sponsali di lei.
Esce Lisa dall'Osteria, indi Alessio dai colli.

 

[N. 1 - Coro]

CORO

 

Viva Amina! viva ancor!

 

[N. 2 - Cavatina]

 

LISA

 

Tutto è gioia, tutto è festa...

sol per me non v'ha contento,
e per colmo di tormento
son costretta a simular.

O beltade a me funesta,

che m'involi il mio tesoro,
mentre io soffro, mentre moro,
pur ti deggio accarezzar!

 

ALESSIO

 

Lisa! Lisa!...

LISA

 

(per partire)

Oh l'importuno!

ALESSIO

 

Ah! tu mi fuggi!...

LISA

 

Fuggo ognuno.

ALESSIO

 

Ah! non sempre, o bricconcella,
fuggirai da me così.

Per te pure, o Lisa bella,

giungerà di nozze il dì.

 

(durante il colloquio di Lisa e di Alessio, i suoni si sono fatti più vicini, e più forti le acclamazioni)

 
 

atto
Primo

scena
Seconda

Scendono dalle colline Villani e Villanelle, tutti vestiti da festa, con strumenti villerecci e canestri di fiori. Giungono al piano.

 

CORO

 

Viva Amina!

ALESSIO

 

Viva!

LISA
(indispettita)

 

(Anch'esso!

Oh dispetto!)

CORO

 

Viva ancor!

ALESSIO

 

Qui schieràti... più d'appresso...

LISA

 

(Ah! la rabbia mi divora!...)

[Insieme]

LISA

 

(Ogni speme è a me troncata:
la rivale trionfò.)

 

ALESSIO, CORO

 

La canzone preparata
intuonar di qui si può.

 
 

[N. 3 - Coro]

 

ALESSIO, CORO

 

In Elvezia non v'ha rosa

fresca e cara al par d'Amina:
è una stella mattutina,
tutta luce, tutta amor.

Ma pudica, ma ritrosa,

quanto è vaga, quanto è bella:
è innocente tortorella,
è l'emblema del candor.

 

[Insieme]

ALESSIO

 

(avvicinandosi a Lisa)

(Lisa mia, sì lieti canti

risuonar potran per noi,
se pietosa alfin tu vuoi
dare ascolto al mio pregar.)

 

LISA

 

(Ah! per me sì lieti canti

destinati un dì credei:
crudo amor, che sian per lei
non ho cor di sopportar.)

 
 

ALESSIO,

 

Te felice e avventurato

più d'un prence e d'un sovrano,
bel garzon, che la sua mano
sei pur giunto a meritar.

Tal tesoro amor t'ha dato

di bellezza e di virtude
che quant'oro il mondo chiude,
che niun re potria comprar.

CORO

 

(ricominciano gli evviva)

 
 

atto
Primo

scena
Terza

Amina, Teresa e detti.

 

[N. 4 - Recitativo e Cavatina]

 

AMINA

 

Care compagne, e voi,
teneri amici, che alla gioia mia
tanta parte prendete, oh come dolci
scendon d'Amina al core
i canti che v'inspira il vostro amore!

CORO

 

Vivi felice! è questo
il comun voto, o Amina.

AMINA

 

A te, diletta,

tenera madre, che a sì lieto giorno
me orfanella serbasti, a te favelli
questo, dal cor più che dal ciglio espresso,
dolce pianto di gioia, e quest'amplesso.

(con tenero accento)

Compagne... teneri amici...
Ah! madre... ah! qual gioia!

 
 

AMINA

 

Come per me sereno

oggi rinacque il dì!
Come il terren fiorì
più bello e ameno!

Mai di più lieto aspetto

natura non brillò;
amor la colorò
del mio diletto.

 

CORO

 

Sempre, o felice Amina,

sempre per te così
infiori il cielo i dì
che ti destina...

AMINA

 

(abbraccia Teresa, e prendendole una mano, se l'avvicina al core)

Sovra il sen la man mi posa,

palpitar, balzar lo senti:
egli è il cor che i suoi contenti
non ha forza a sostener.

TERESA,

 

Di tua sorte avventurosa

teco esulta il cor materno:
non potea favor superno
riserbarlo a ugual piacer.

CORO

 
 

[N. 5 - Recitativo e Duetto con coro]

 

ALESSIO

 

Io più di tutti, o Amina,
teco mi rallegro. Io preparai la festa,
io feci la canzone; io radunai
de' vicini villaggi i suonatori.

AMINA

 

E grata a' tuoi favori,
buon Alessio, son io.
Fra poco io spero
ricambiarteli tutti, allor che sposo
tu di Lisa sarai, se, come è voce,
essa a farti felice ha il cor disposto.

ALESSIO

 

La senti, o Lisa?

LISA

 

No, non sarà sì tosto.

ALESSIO

 

Sei pur crudele!

TERESA

 

E perché mai?

LISA

 

L'ignori?

Schiva son io d'amori;
mia libertà mi piace.

AMINA

 

Ah! tu non sai

quanta felicità riposta sia
in un tenero amor.

LISA

 

Sovente amore

ha soave principio e fine amaro.

TERESA

 

Vedi l'ipocrisia!

CORO

 

Viene il Notaro.

 
 

atto
Primo

scena
Quarta

Il Notaro e detti.

 

AMINA

 

Il Notaro? Ed Elvino
non è presente ancor?

NOTARO

 

Di pochi passi

io lo precedo; in capo al bosco
io lo mirai da lungi.

CORO

 

Eccolo.

AMINA

 

Caro Elvino! alfin tu giungi!

 
 

atto
Primo

scena
Quinta

Elvino e detti.

 

ELVINO

 

Perdona, o mia diletta,
il breve indugio. In questo dì solenne
ad implorar ne andai sui nostri nodi
d'un angelo il favor: prostrato al marmo
dell'estinta mia madre! «Oh! benedici
la mia sposa!» le dissi. «Ella possiede
tutte le tue virtudi; ella felice
renda il tuo figlio qual rendesti il padre.»
Ah! lo spero, ben mio, m'udì la madre.

AMINA

 

Oh! fausto augurio!

TUTTI

 

E van

esso non fia.

ELVINO

 

Siate voi tutti, o amici,

al contratto presenti.

(il Notaro si dispone a stendere il contratto)

NOTARO

 

Elvin, che rechi

alla tua sposa in dono?

ELVINO

 

I miei poderi,

la mia casa, il mio nome,
ogni bene di cui son possessore.

NOTARO

 

E Amina?...

AMINA

 

Il cor soltanto.

ELVINO

 

Ah! tutto è il core!

(mentre la madre sottoscrive, e con essa i testimoni, Elvino presenta l'anello ad Amina)

 
 

ELVINO

 

Prendi: l'anel ti dono

che un dì recava all'ara
l'alma beata e cara
che arride al nostro amor.

Sacro ti sia tal dono

come fu sacro a lei;
sia de' tuoi voti e miei
fido custode ognor.

 

CORO

 

Scritti nel ciel già sono,

come nel vostro cor.

ELVINO

 

Sposi or noi siamo.

AMINA

 

Sposi!...

oh! tenera parola!

ELVINO

 

Cara! nel sen ti posi

(le dà un mazzetto)

questa gentil viola.

AMINA

 

Puro, innocente fiore!

(lo bacia)

ELVINO

 

Ei mi rammenti a te.

AMINA

 

Ah! non ne ha d'uopo il core.

ELVINO

 

Ei mi rammenti a te.

 
 

AMINA, ELVINO

 

Dal dì che univa

i nostri cori un dio,
con te rimase il mio,
il tuo con me restò.

 

AMINA

 

Ah! vorrei trovar parole

a spiegar com'io t'adoro!
Ma la voce, o mio tesoro,
non risponde al mio pensier.

ELVINO

 

Tutto, ah! tutto in quest'istante

parla a me del foco ond'ardi:
io lo leggo ne' tuoi sguardi,
nel tuo riso lusinghier!

L'alma mia nel tuo sembiante

vede appien la tua scolpita,
e a lei vola, è in lei rapita
di dolcezza e di piacer!

TERESA,

 

Ah! così negli occhi vostri

core a core ognor si mostri:
legga ognor qual legge adesso
l'un nell'altro un sol pensier.

ALESSIO,

 

CORO

 

LISA

 

(Il dispetto in sen represso

più non valgo a sostener.)

 

[N. 6 - Recitativo e Cavatina]

 

ELVINO

 

Domani, appena aggiorni,
ci recheremo al tempio e il nostro imene
sarà compiuto da più santo rito.
Al genïal convito
tutti quanti io vi attendo e a lieta danza
nel mio vicin podere.

(odesi suon di sferza e calpestio di cavalli)

Qual rumore!

CORO

 

(accorrendo)

Cavalli!

AMINA

 

Un forestiere.

 
 

atto
Primo

scena
Sesta

Rodolfo e due Postiglioni.

 

RODOLFO

 

(dal fondo)

Come noioso e lungo
il cammin mi sembrò!

(s'avanza)

Distanti ancora

dal castel siam noi?

LISA

 

Tre miglia, e giunti
non vi sarete fuor che a notte oscura,
tanto alpestre è la via. Fino a domani
qui posar vi consiglio.

RODOLFO

 

E lo desìo.

Avvi albergo al villaggio?

LISA

 

Eccovi il mio.

 

RODOLFO

 

(esaminando l'osteria)

Quello?

TUTTI

 

Quello.

RODOLFO

 

Ah! lo conosco.

LISA

 

Voi, signor?

TUTTI

 

(Costui chi fia?)

RODOLFO

 

Il mulino... il fonte... il bosco...
e vicin la fattoria!...

 
 

RODOLFO

 

(Vi ravviso, o luoghi ameni,

in cui lieti, in cui sereni
sì tranquillo i dì passai
della prima gioventù!

Cari luoghi, io vi trovai,

ma quei dì non trovo più!)

 

TUTTI

 

(Del villaggio è conscio assai:

quando mai costui vi fu?)

 

RODOLFO

 

Ma fra voi, se non m'inganno,

oggi ha luogo alcuna festa.

TUTTI

 

Fauste nozze qui si fanno.

RODOLFO

 

E la sposa? è quella?

(accennando Lisa)

TUTTI

 

(additando Amina)

È questa.

RODOLFO
(ad Amina)

 

È gentil, leggiadra molto...
Ch'io ti miri. (Oh!... il vago volto!...)
Tu non sai con quei begli occhi
come dolce il cor mi tocchi,
qual richiami ai pensier miei
adorabili beltà.

Era dessa, qual tu sei,

sul mattino dell'età.

LISA

 

(Ella sola è vagheggiata!)

ELVINO

 

(Da quei detti è lusingata!)

CORO

 

(Son cortesi, son galanti
gli abitanti di città.)

 

[N. 7 - Recitativo e Coro]

 

ELVINO

 

Contezza del paese
avete voi, signor?

RODOLFO

 

Vi fui da giovinetto
col signor del castello.

TERESA

 

Oh! il buon signore!

È morto or son quattr'anni!

RODOLFO

 

E ne ho dolore!

Egli mi amò qual figlio...

TERESA

 

Ed un figlio egli avea; ma dal castello
sparve il giovane un dì, né più novella
n'ebbe l'afflitto padre.

RODOLFO

 

A' suoi congiunti

nuova io ne reco e certa. Ei vive.

LISA

 

E quando

alla terra natìa farà ritorno?

CORO

 

Ciascun lo brama.

RODOLFO

 

Lo vedrete un giorno.

(odesi il suono delle cornamuse che riducono gli armenti all'ovile)

TERESA

 

Ma... il sol tramonta: è d'uopo
prepararsi a partir.

AMINA,

 

Partir?...

LISA,

 

ELVINO,

 

CORO

 

(Teresa fa che tutti a lei s'avvicinino)

TERESA
(con gran mistero)

 

Sapete

che l'ora s'avvicina in cui si mostra
il tremendo fantasma.

CORO

 

E vero! è vero!

RODOLFO

 

Qual fantasma?

AMINA,

 

È un mistero

un oggetto d'orror!

LISA,

 

TERESA,

 

ELVINO,

 

CORO

 

RODOLFO

 

Follie!

TERESA,

 

Che dite?

Se sapeste, signor...

CORO

 

RODOLFO

 

Narrate.

CORO

 

Udite.

 
 

CORO

 

A fosco cielo, a notte bruna,

al fioco raggio d'incerta luna,
al cupo suono di tuon lontano
dal colle al pian un'ombra appar.

In bianco avvolta lenzuol cadente,

col crin disciolto, con occhio ardente,
qual densa nebbia dal vento mossa,
avanza, ingrossa, immensa par.

 

RODOLFO

 

Ve la dipinge, ve la figura

la vostra cieca credulità.

TERESA,

 

Ah! non è fola, non è paura:

ciascun la vide: è verità.

AMINA,

 

ELVINO

 
 
 

CORO

 

Dovunque inoltra a passo lento,

silenzio regna che fa spavento;
non spira fiato, non move stelo;
quasi per gelo il rio si sta.

I cani stessi accovacciati,

abbassan gli occhi, non han latrati.
Sol tratto tratto da valle fonda
la Strige immonda urlando va.

 

RODOLFO

 

Vorrei vederla, o presto o tardi,

vorrei vederla, scoprir che fa.

TUTTI

 

Dal ricercarla il ciel vi guardi!

Saria soverchia temerità.

 

[N. 8 - Recitativo e Duetto]

 

RODOLFO

 

Basta così. Ciascuno
si attenga al suo parer. Verrà stagione
che di siffatte larve
fia purgato il villaggio.

TERESA

 

Il ciel lo voglia!

Questo, o signore, è universal desìo.

RODOLFO

 

Ma del viaggio mio
riposarmi vorrei, se me 'l concede
la mia bella e cortese albergatrice.

TUTTI

 

Buon riposo, signor...

CORO

 

Notte felice.

RODOLFO
(ad Amina)

 

Addio, gentil fanciulla;
fino a domani addio... T'ami il tuo sposo
come amarti io saprei.

ELVINO
(con dispetto)

 

Nessun mi vince

in professarle amore...

RODOLFO

 

Felice te se ne possedi il core!

(parte con Lisa; il coro si disperde)

 
 

atto
Primo

scena
Settima

Elvino e Amina.

 

AMINA

 

Elvino!... E me tu lasci
senza un tenero addio?

ELVINO
(con ironia)

 

Dallo straniero

ben tenero l'avesti.

AMINA

 

È ver: commosso

in lasciarmi ei sembrò. Da quel sembiante
ottimo cor traspare...

ELVINO

 

E cor d'amante.

AMINA

 

Parli tu il vero o scherzi?...

(con voce tremante)

Qual sorge dubbio in te?

ELVINO

 

T'infingi invano.

Ei ti stringea la mano,
ei ti facea carezze...

AMINA

 

Ebben...

ELVINO

 

Discare

non t'eran esse, e ad ogni sua parola
s'incontravano i tuoi negli occhi suoi.
Gioia ne avevi.

AMINA
(con pena)

 

Ingrato! e dir me 'l puoi?...

Occhi non ho né core
fuor che per te. Non ti giurai mia fede?
Non ho l'anello tuo?

ELVINO

 

Sì...

AMINA

 

Non t'adoro?

Il mio ben non sei tu?

ELVINO

 

Sì... ma...

AMINA

 

Prosegui.

Saresti tu geloso?

ELVINO

 

Ah! sì, lo sono...

AMINA

 

Di chi?

ELVINO

 

Di tutti.

AMINA

 

Ingiusto cor!

ELVINO

 

Perdono! ~

 

ELVINO

 

Son geloso del zefiro errante

che ti scherza col crine, col velo;
fin del sol che ti mira dal cielo,
fin del rivo che specchio ti fa.

AMINA

 

Son, mio bene, del zefiro amante,

perché ad esso il tuo nome confido;
amo il sol perché teco il divido,
amo il rio, perché l'onda ti dà.

 

ELVINO

 

Ah! perdona all'amore il sospetto!

AMINA

 

Ah! per sempre sgombrarlo déi tu.

ELVINO

 

Sì, per sempre.

AMINA

 

E il prometti?

ELVINO

 

Il prometto.

AMINA,

 

Mai più dubbi? Timori mai più?

ELVINO

 
 

AMINA, ELVINO

 

Ah! costante nel tuo seno

sia la fede che amore avvalora!
E sembiante a mattino sereno
per noi sempre la vita sarà.

(si allontanano; sempre con crescente tenerezza)

[Insieme]

ELVINO

 

Mia cara, addio!

 

AMINA

 

Mio caro, addio!

 

(si avvicinano)

ELVINO

 

A me pensa.

AMINA

 

E tu ancora.

AMINA,

 

(abbracciandosi)

Pur nel sonno il mio cor ti vedrà.

ELVINO

 

(partono)

 
 
 
 
 
 

atto
Primo

scena
Ottava

Stanza nell'osteria. Di fronte una finestra, da un lato porta d'ingresso: dall'altro un gabinetto. Avvi un sofà e un tavolino.
Rodolfo, indi Lisa.

 

[N. 9 - Recitativo e Finale I]

 

RODOLFO

 

Davver, non mi dispiace
d'essermi qui fermato: il luogo è ameno,
l'aria eccellente, gli uomini cortesi,
amabili le donne oltre ogni cosa.
Quella giovine sposa
è assai leggiadra... E quella ostessa?
È un po' ritrosa, ma mi piace anch'essa.

Eccola: avanti, avanti,
mia bella albergatrice.

LISA

 

Ad informarmi

veniva io stessa se l'appartamento
va a genio al signor conte.

RODOLFO

 

Al signor conte!

(Diamine! son conosciuto!)

LISA

 

Perdonate,

ma il sindaco lo accerta, e a farvi festa
tutto il villaggio aduna.
Io ringrazio fortuna
che a me prima di tutti ha conceduto
il favor di offrirvi il mio rispetto.

RODOLFO

 

Nelle belle mi piace un altro affetto.
E tu sei bella, o Lisa,
bella davvero...

LISA

 

Oh! il signor conte scherza.

RODOLFO

 

No, non ischerzo: e questi furbi occhietti
quanti cori han sorpresi e ammaliati?

LISA

 

No, non conosco finora innamorati.

RODOLFO

 

Tu menti, o bricconcella.
Io ne conosco...

LISA

 

(avvicinandosi)

Ed è?...

RODOLFO

 

Se quel foss'io,

che diresti, o carina?

LISA

 

Io... che direi?...

Signor... no 'l crederei.
In me non è beltà degna di tanto...
Un merito ho soltanto:
quello di un cor sincero.

RODOLFO

 

E questo è molto...

(strepito alla finestra)

RODOLFO

 

Ma qual rumore ascolto?

LISA

 

(Mal venga all'importuno!)

RODOLFO

 

Donde provien?

LISA

 

Che non mi vegga alcuno.

(fugge e nella fretta perde il fazzoletto; Rodolfo lo raccoglie e lo getta sul sofà)

 
 

atto
Primo

scena
Nona

Si spalanca la finestra. Comparisce Amina: è coperta di una semplice veste bianca. Ella dorme: è sonnambula; e s'avanza lentamente in mezzo alla stanza.

 

RODOLFO

 

Che veggio? Saria questo
il notturno fantasma? Ah! non m'inganno...
Quest'è la villanella
che dianzi agli occhi miei parve sì bella.

AMINA

 

Elvino!... Elvino!...

RODOLFO

 

Dorme.

AMINA

 

Non rispondi?

RODOLFO

 

È sonnambula.

AMINA
(con sorriso scherzoso)

 

Geloso

saresti ancora dello straniero? Ah parla!...
Sei tu geloso?

RODOLFO

 

Deggio destarla?

AMINA
(con pena)

 

Ingrato! a me t'appressa...
Amo te solo, il sai...

RODOLFO

 

Destisi.

AMINA
(tenera)

 

Prendi...

La man ti stendo... un bacio imprimi in essa,
pegno di pace.

RODOLFO

 

Ah! non si dèsti... Alcun

a turbarmi non venga in tal momento.

(va a chiudere la finestra)

LISA

 

(dal gabinetto)

Amina! ~ O traditrice!

(parte non veduta - l'aspetto di Amina mostrasi lieto)

RODOLFO

 

(correndo ad Amina, si arresta)

Oh ciel!... che tento?

 

AMINA

 

(sogna il momento della cerimonia)

Oh come lieto il popolo

che al tempio ne fa scorta!

RODOLFO

 

In sogno ancor quell'anima
è nel suo bene assorta.

AMINA

 

Ardon le sacre tede.

RODOLFO

 

Essa all'altar si crede!

AMINA

 

Oh madre mia, m'aïta;
non mi sostiene il piè!

RODOLFO

 

No, non sarai tradita,

alma gentil, da me.

(Amina sogna che il sacro ministro le domanda il giuramento d'amore - Amina alza la destra)

AMINA

 

Cielo, al mio sposo io giuro

eterna fede e amor!

RODOLFO

 

Giglio innocente e puro,
conserva il tuo candor!

AMINA

 

Elvino!... alfin sei mio!

RODOLFO

 

Fuggasi.

AMINA

 

Tua son io.

Abbracciami. Oh! contento
che non si può spiegar!

RODOLFO

 

(si ferma; indi risoluto)

Ah se più resto, io sento

la mia virtù mancar.

 

Rodolfo va per uscire dalla porta: ode rumore di gente; parte per la finestra donde è venuta Amina, e la chiude. Ella, sempre dormendo, si corica sul sofà.

 
 

atto
Primo

scena
Decima

Contadini d'ambo i sessi, Sindaci e Alessio.

 
 

ALESSIO, CORO
(di dentro)

 

Osservate. L'uscio è aperto.

Senza strepito inoltriam.
Tutto tace: ei dorme certo.
Lo destiam, o no 'l destiam?

Perché no? ci vuol coraggio.

Presentarsi, o uscir di qua.
Dell'ossequio del villaggio
malcontento ei non sarà.

(si avvicinano)

Avanziam. Ve' ve'! mirate,

a dormir colà s'è messo.
Appressiam.

(si accorgono di Amina, e tornano indietro)

Ah! fermate:

non è desso, non è desso, no.

Al vestito, alla figura,

è una donna... donna, sì.

(reprimendo le risa)

È bizzarra l'avventura.
Come entrò? che mai fa qui?

 
 

atto
Primo

scena
Undicesima

Teresa, Elvino, Lisa e detti.

 

ELVINO
(di dentro)

 

È menzogna.

CORO

 

Alcun s'appressa.

LISA

 

(addita Amina)

Mira e credi agli occhi tuoi.

ELVINO

 

Cielo! Amina!

TERESA,

 

Amina! dessa!

CORO

 

AMINA

 

(svegliandosi)

Dove son?... chi siete voi?

(vedendo Elvino)

Ah! mio bene!

(corre a lui)

ELVINO

 

(respingendola)

Traditrice!...

AMINA

 

Io!!...

ELVINO

 

Ti scosta.

AMINA

 

Oh! me infelice!

Che feci io mai?

ELVINO

 

E ancor lo chiedi?...

ALESSIO,

 

Dove sei tu ben lo vedi.

CORO

 

AMINA

 

Qui!... perché?... chi mi v'ha spinta?...

ELVINO
(con rabbia concentrata)

 

Il tuo core ingannator.

AMINA

 

(si getta nelle braccia della madre - Teresa si copre il volto co' le mani)

Madre! oh! madre!

LISA,

 

Ah! sei convinta!

CORO

 

ELVINO

 

Va'! spergiura!...

AMINA

 

Oh mio dolor!

 
 

AMINA

 

D'un pensiero e d'un accento

rea non son, né il fui giammai.
Ah! se fede in me non hai,
mal rispondi a tanto amor.

 

ELVINO

 

Voglia il cielo che il duol ch'io sento

tu provar non debba mai!
Ah! te 'l mostri s'io t'amai
questo pianto del mio cor.

 

TERESA

 

Deh! L'udite, in un sol momento

il rigor eccede omai.

ALESSIO,

 

Il tuo nero tradimento
è palese e chiaro assai.
In qual cor fidar più mai,
se quel cor fu mentitor?

CORO

 

(in questo frattempo, Teresa ha raccolto sul sofà il fazzoletto di Lisa, e lo ha posto al collo di Amina)

ELVINO

 

Non più nozze: al nuovo amante

sconoscente, io t'abbandono...

ALESSIO,

 

Non più nozze.

CORO

 

AMINA

 

Oh! crudo istante!

Deh! m'udite! io rea non son.

ELVINO

 

Togli a me la tua presenza:

la tua voce orror mi fa.

AMINA

 

Nume amico all'innocenza,

svela tu la verità.

AMINA,

 

Non è questa, ingrato core,

non è questa la mercede
ch'io sperai da tanto amore,
che aspettai da tanta fede...

Ah! m'hai tolta in un momento

ogni speme di contento...
Ah! penosa rimembranza
sol di te mi resterà.

ELVINO

 
 

[Insieme]

TERESA

 

Ah! se alcun non ti sostiene,

se favor nessun t'ottiene,
sventurata, il sen materno
chiuso a te non resterà.

 

LISA, ALESSIO, CORO

 

Non più nozze, non più imene:

sprezzo, infamia a lei conviene.
Di noi tutti all'odio eterno,
al rossor la rea vivrà.

 
 

Tutti escono minacciando Amina: ella cade fra le braccia di Teresa.

Cala il sipario.

 
 
 

Fine ATTO I

 

 

ATTO I 

ATTO II 

 
 

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