atto
Terzo

scena
Prima

Appartamenti del Doge.
Irene, Elena che dorme, coro di Damigelle.

 

[N. 10 Coro - larghetto]

 

CORO

 

La notte inoltrasi

più tenebrosa:
in sopor languido
ella riposa.
Ah, non la destino
tristi pensier!

 
 

IRENE

 

D'augelli lugubri

odo un lamento;
è questo il fremito
del cupo vento,
o il mar che frangesi
dal gondolier?

 

[N. 11 Scena ed aria]

Scena lunga - recitativo

IRENE

 

Ma già si desta...

ELENA

 

Ah!

IRENE

 

Quale spavento?

ELENA

 

Qual terribile sogno!

IRENE

 

E che sognasti?

ELENA

 

Rifugge il mio pensiero...
Né giunse ancor?

IRENE
(alle damigelle)

 

Chi viene?

CORO

 

Ecco Faliero.

 
 

atto
Terzo

scena
Seconda

Faliero ed Elena.

 

FALIERO

 

(entra turbato)

Vegli... o sposa?

ELENA

 

Per te...

FALIERO

 

Dona per poco

alle membra riposo...

ELENA

 

È ghiaccio la tua mano...

FALIERO

 

E il core è foco.

ELENA

 

Fra l'ombre in si tard'ora?

FALIERO

 

Era dover.

ELENA

 

(Che fia?) Tu mi nascondi

qualche orrendo pensier.

FALIERO

 

Io?...

ELENA

 

Tu lungi da me?

FALIERO

 

Era dovere.

ELENA

 

Dover? Fra tanti amici
nessun t'accompagnò?

FALIERO

 

Fuorché l'onor e il brando.

ELENA

 

E in tal notte Fernando
anch'ei t'abbandonò?

FALIERO

 

L'accusi a torto

Fernando! Ah!

ELENA

 

Taci! Ohimè!

FALIERO

 

Fernando è morto.

ELENA

 

Egli cadde per me!

FALIERO

 

Degno degli avi.

ELENA

 

Il sol che sorge ed io
non vedrem che un sepolcro!

FALIERO
(con ira)

 

E mille ancora

ne scorgerà l'aurora. Il ferro pende
sulle altere cervici
de' patrizi e de' dieci.

ELENA
(spaventata)

 

Oh dio! Che dici?

FALIERO
(come sopra)

 

La plebe e il ciel congiura
per vendicarmi appieno.

ELENA

 

Oh ria sventura!

Vaneggi o narri il vero?
Contro Venezia il doge?

FALIERO

 

Il sol Faliero.

ELENA

 

Ma qual fragore io sento!

FALIERO

 

Battono l'acqua cento remi e cento.
Pur non aggiorna... e l'alba
ancor lontana parmi...
Anzi tempo il segnal?

(per partire)

ELENA

 

T'arresta...

FALIERO

 

All'armi!

 
 

atto
Terzo

scena
Terza

Leoni e detti.

 

LEONI

 

Gran periglio t'annunzio. Il popol sorge
e minaccia lo stato.
Te dimandano i dieci. Or vieni.

ELENA

 

Oh, dio!

LEONI

 

T'affretta.

FALIERO

 

Or di Venezia il re son io.

LEONI

 

È il doge che parlò?

FALIERO

 

(snuda la spada)

Empi, tremate!

Della congiura il capo in me tu vedi.

LEONI

 

(verso la porta)

Olà...

 

Si presentano i Signori della notte.

 
 

atto
Terzo

scena
Quarta

I Signori della notte e detti.

 

FALIERO

 

Io fui tradito!

LEONI

 

Il ferro cedi.

Già confesso tu sei:
i tuoi complici rei
sono in carcer.

FALIERO
(freddamente)

 

Sta ben. Pronto son io.

LEONI

 

Mi segui.

ELENA

 

Ahimè, fermate.

FALIERO
(sempre freddamente)

 

Elena, addio.

 
 

atto
Terzo

scena
Quinta

Elena, Irene e Damigelle.

 

ELENA

 

Ora di mia sventura,
è colma appieno la fatal misura.
Tutto perdo in un punto e sol mi resta
de' falli miei la compagnia funesta.

 

Tempo d'attacco - allegro

ELENA

 

Tutto or morte, oh dio, m'invola!

Sempre trista e sempre sola,
dai rimorsi lacerata,
fra due tombe io piangerò.

Or su me la sorte irata

tutti i fulmini scagliò!

CORO

 

Or su lei la sorte irata

tutti i fulmini scagliò!

Cantabile - larghetto

ELENA

 

Dio clemente, ah mi perdona,

rea son io, pregar non oso.
Ah, se il cielo mi abbandona,
senza madre e senza sposo,
io deserta, io sciagurata,
dove i passi volgerò?

Tempo di mezzo - allegro

IRENE

 

Deh ti placa, o sventurata.

ELENA

 

Son l'orror della natura!

CORO

 

L'infelice è disperata!

ELENA

 

Il tenor di ria ventura
giorno e notte piangerò!

IRENE

 

Nel tenor di tua sventura

sempre teco io resterò.

TUTTE

 

Deh, ti placa, o sventurata,

sempre teco io piangerò!

Cabaletta - moderato

ELENA

 

Fra due tombe, tra due spettri

i miei giorni passeranno;
una spada ed una scure
a me innanzi ognor staranno;
sotto i passi un mar di sangue
i suoi flutti innalzerà.

Solo a me spietato il fato

una tomba negherà.

CORO

 

Fia per lei la morte adesso

non supplizio, ma pietà!

 
 
 
 
 
 

atto
Terzo

scena
Sesta

Sala del consiglio dei Dieci.
Leoni, Beltrame dal lato dei Dieci, Congiurati incatenati.
Fra loro Marco, Arrigo, Giovanni, figli d'Israele.

 

[N. 12 Coro ed aria]

Scena - Coro dei Dieci - maestoso

 

LEONI

 

Il traditor Faliero

già in poter vostro sta.

 
 

CORO DEI DIECI

 

Lode a Leoni! È salva

dalla fatal rovina
de' mari la regina,
dell'Adria la città.

Chini la fronte a terra

l'empio che a lei fé guerra:
la veneta giustizia
giammai perdonerà.

 

Scena - Coro dei Congiurati - allegro vivace

 

CORO DEI CONGIURATI

 

Oh sventurata terra

di crudeltà soggiorno,
che a' figli tuoi fai guerra;
verrà il fatal tuo giorno
che segno a rea vendetta,
da' strani maledetta,
e dell'Italia obbrobrio
la fama tua sarà.

 
 

CORO DEI DIECI

 

Degl'empi la bestemmia

la morte punirà.

 
 

atto
Terzo

scena
Settima

Israele fra Guardie e detti.

 

Tempo d'attacco - maestoso

 

ISRAELE

 

Odo il suon di chi sprezza i perigli.

Viva! ai prodi miei liberi figli.
Grazie! al nume che premia il valor.

(a Beltrame)

Abbattute le fronti, prostràti

stanno a terra gli schiavi, gli ingrati.
A dio lode! de' rei punitor.

 

Scena - recitativo

ISRAELE

 

(quasi scagliandosi)

Vile Beltrame!

 
 

atto
Terzo

scena
Ottava

Il Doge e detti.

 

LEONI

 

Ecco il doge.

CORO DEI DIECI

 

Silenzio.

FALIERO

 

Chi siete voi?... Qual legge?...
A voi chi diede il dritto
di giudicare il doge?

LEONI

 

Il tuo delitto.

Or ti discolpa.

FALIERO

 

Ogni discolpa è vana,

ove forza tiranna
fa leggi, accusa, giudica e condanna.

ISRAELE

 

Viva Faliero!

CORO DEI CONGIURATI

 

Viva!

FALIERO

 

Oh, chi vegg'io?

LEONI

 

Vedi i complici tuoi.

FALIERO

 

Voi fra ritorte!

Miseri!

ISRAELE

 

Oh, mio prence!

LEONI

 

I vili a morte.

 

Cantabile - larghetto

ISRAELE

 

Siamo vili e fummo prodi

quando in Zara e quando in Rodi
sulle torri e sulle porte
del Leone i rei stendardi,
pei codardi...

LEONI

 

A morte!

CORO DEI DIECI

 

A morte!

ISRAELE

 

Sì alla morte ed alla gloria!
Un addio, e a morte andrò.

FALIERO

 

Ah, Israele, un giorno in Zara

ti abbracciai fulmin di guerra.

ISRAELE

 

Ahi! ben altro sol rischiara
questa misera mia terra,
di quel sol che in Rodi e in Zara
la vittoria illuminò.

Per te gemo, o prence amato,

non per me, non per i figli;
delle tigri insanguinate
io ti spinsi infra gli artigli...

LEONI,

 

Alla morte!

CORO DEI DIECI

 

ISRAELE

 

Alme spietate!

Un addio solo ai miei figli,
o crudeli, e a morte andrò.

Tempo di mezzo - allegro

ISRAELE
(ai figli)

 

Marco, Arrigo, o mio Giovanni,

non tremate in faccia a morte,
disfidate i rei tiranni
e il furor d'avversa sorte.
Non si dica che un mio figlio
una lagrima versò.

(Ma importuna sul mio ciglio

una lagrima spuntò.)

MARCO,

 

Tu vedrai s'io ti assomigli.

ARRIGO,

 

GIOVANNI

 

ISRAELE

 

Prence addio... Per sempre... Ah figli!
Disfidate la fortuna.
(Ah! mai più non li vedrò!

Una lagrima importuna

già la gota mi bagnò.)

LEONI

 

Si eseguisca la condanna.

FALIERO

 

Voi morendo abbandonate
una terra di dolore,
e lasciate a chi vi danna
il timore e la viltà.

(Quanti eroi! Quanto valore

un sol giorno perderà!)

Cabaletta - moderato

 

ISRAELE, CORO DEI CONGIURATI

 

Il palco è a noi trionfo,

e l'ascendiam ridenti:
ma il sangue dei valenti
perduto non sarà.

Verran seguaci a noi

i martiri e gli eroi:
e s'anche avverso ed empio
il fato a lor sarà,

lasciamo ancor l'esempio

com'a morir si va.

 
 

atto
Terzo

scena
Nona

I Dieci, Leoni, Faliero e Guardie.

 

LEONI

 

Perché, doge (che tal sei finché il serto
più che reale sul tuo crine è avvinto),
traditor farti?

FALIERO

 

È traditor chi è vinto

e tal son io. S'opprime
da voi popolo e prence. Alto guardai
la tirannia e di sfidarla osai.

LEONI

 

Avrai degna la pena.

(legge la sentenza)

«Falier già doge di Venezia e conte
di Val-Marino
condanniamo a morte
di fellonia convinto.
Dell'aula nel recinto ove dei dogi
stan l'effigie gloriose egli abbia un nero
vel, e queste d'infamia note»...

FALIERO

 

Ah! tristi!

Gli estinti anche insultate? E chi? Faliero!
E se Falier non era
sedereste voi qui? Voi... (d'ira io fremo!)
Schiavi de' turchi alle catene e al remo.
A me note d'infamia?
Ma sulle torri dell'Europa ov'io
piantai le insegne del lione alato
ivi scritta si mostra,
stolti! non già l'infamia mia; la vostra.

LEONI

 

È troppo. Appiè del trono
deponi tosto la ducal corona.

FALIERO

 

A terra, a terra, abominata insegna
d'infamia: io ti calpesto. Iniqua
crudel città, non t'allegrar del fato
di questo vecchio. Già l'ore in silenzio
stan generando l'ultimo tuo giorno.
Muta sarà tua morte! Di signore
sarai vil mercenaria, infame serva,
vituperio d'Italia unqua non visto. ~

(ai giudici)

Finiste, o dieci. Al mio morir io presso
solo esser vo'. Lasciatemi a me stesso.

 

(partono i dieci)

 
 

atto
Terzo

scena
Decima

Faliero solo.

 

[N. 13 Preghiera]

 

FALIERO

 

Gran dio, che in tua virtù,

dal sen d'eternità,
quanto nel mondo sta
muovi col ciglio.

Dal soglio di pietà

volgi lo sguardo a me,
or ch'io ritorno a te
dal tristo esiglio.

 
 

atto
Terzo

scena
Undicesima

Elena e detto.

 

[N. 14 Scena e duetto finale]

Scena - recitativo

FALIERO

 

Elena mia!

ELENA

 

Faliero!

FALIERO

 

Oh, de' miei mali

consolatrice, ah vieni! Or lieto appieno
fai l'infelice che ti stringe al seno.

ELENA

 

Che inaspettata calma!

FALIERO

 

Hanno gli sdegni e l'ire il lor confine.
Or per l'ultima volta...

ELENA

 

(Mi scoppia il cor!)

FALIERO

 

Il tuo Faliero ascolta.

De' miei tesori a parte
vengan gli sventurati
figli de' congiurati;
le vedove de' rei!...

ELENA

 

E de' tesori miei.

FALIERO

 

E che rimane allora alla mia sposa?

ELENA

 

Un voto ed una benda.

FALIERO

 

O generosa!

Chiuda una tomba sola
Fernando e me. E questo vel...

(mostra la sciarpa di Fernando)

ELENA

 

(Che vedo?)

FALIERO

 

Ricopra d'ambo il volto... Impallidisci?...

ELENA

 

(Oh rimorso!)

FALIERO

 

Tu fremi?

ELENA

 

Ah, mi punisci.

 

Tempo d'attacco - vivace

ELENA

 

Di vergogna avvampo ed ardo...

Togli, ah, togli dal mio sguardo
questo vel!... Morte, o perdono!

FALIERO

 

Tu vaneggi.

ELENA

 

Un'empia io sono.

Rea consorte!

FALIERO

 

Oh morte! Morte!

ELENA

 

Sto prostrata innanzi a te.

FALIERO

 

Tu mancavi a me di fé?
Rea? Gran dio!

ELENA

 

Sì, rea son io.

FALIERO

 

Rea! Chi osava?

ELENA

 

Ei più non è.

FALIERO

 

Ei? che orror! va', maledetta,
va', rimani in questa terra
de' rimorsi in fra la guerra...
sul tuo capo io scaglio...

ELENA

 

Ah!

FALIERO

 

No!

Cantabile - larghetto

FALIERO

 

(Santa voce al cuor mi suona:

se da dio brami pietà,
ai nemici tuoi perdona,
dio dal ciel ti assolverà.)

ELENA

 

Giusto dio, a lui tu dona

il perdon com'ei perdona,
alla sposa delinquente,
alla rea che si pentì!

FALIERO

 

Dio pietoso, dio clemente,

come or io perdono a lei,
dal tuo soglio i falli miei
tu perdona in questo dì!

 
 

atto
Terzo

scena
Dodicesima

I Signori della notte e detti.

 

Tempo di mezzo - allegro

CORO

 

Vieni, Falier, già l'ultima

ora per te suonò.

FALIERO

 

Addio.

ELENA

 

Mi lasci in pianto?

FALIERO

 

In ciel sarai tu resa
per sempre all'amor mio...

ELENA

 

Ah, ch'io ti perdo intanto...

FALIERO

 

Per questa terra addio...
In ciel ti rivedrò!

(parte)

 
 

atto
Terzo

scena Tredicesima
ultima

Elena e Guardie.

 

ELENA

 

(immobile)

Sì. ~ Quaggiù tutto è finito. ~

Anche il pianto è inaridito...

VOCE DI DENTRO

 

Al signor alza la mente,
e pietà chiedi al signor.

ELENA

 

Tutto tacque?

(va verso la porta e si pone ascoltando)

Il sacerdote

per lui prega e lo consola...
Egli ha detto una parola...
fu per me?

I tamburi annunziano l'esecuzione, Elena getta un grido e cade tramortita.

VOCE DI DENTRO

 

S'apra alla gente;

vegga il fin del traditor.

 
 
 

Fine ATTO III

 

 

ATTO I 

ATTO II 

ATTO III 

 
 

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Data creazione pagina: 3 Dicembre 2011

Ultima variazione testo: 3 Dicembre 2011

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