atto
Quarto

scena
Prima

Folto giardino con due padiglioni praticabili, l'uno a dritta e l'altro a sinistra. Notte.
Barbarina sola.

 

[N. 23 - Cavatina]

Andante

Archi soli.

BARBARINA

 

(tenendo una lanterna di carta e cercando qualche cosa per terra)

L'ho perduta... me meschina!...

Ah, chi sa dove sarà?
Non la trovo... e mia cugina...
e il padron, cosa dirà?

 
 

atto
Quarto

scena
Seconda

Barbarina, Figaro e Marcellina.

 

Entra Figaro con Marcellina.

Recitativo secco

FIGARO

 

Barbarina, cos'hai?

BARBARINA

 

L'ho perduta, cugino.

FIGARO

 

Cosa?

MARCELLINA

 

Cosa?

BARBARINA

 

La spilla

che a me diede il padrone
per recar a Susanna.

FIGARO

 

A Susanna? La spilla?

(in collera)

E così la tenerella...
il mestiere già sai...

(tranquillo)

Di far tutto sì ben quel che tu fai?

BARBARINA

 

Cos'è? Vai meco in collera?

FIGARO

 

E non vedi ch'io scherzo? Osserva...

(cerca un momento per terra, dopo aver destramente cavato una spilla dall'abito o dalla cuffia di Marcellina, e la dà a Barbarina)

FIGARO

 

Questa

è la spilla che il Conte
da recare ti diede alla Susanna,
e servia di sigillo a un bigliettino.
Vedi s'io sono istruito.

BARBARINA

 

E perché il chiedi a me, quando sai tutto?

FIGARO

 

Avea gusto d'udir come il padrone
ti diè la commissione.

BARBARINA

 

Che miracoli!

«Tieni, fanciulla, reca questa spilla
alla bella Susanna, e dille: Questo
è il sigillo de' pini

FIGARO

 

Ah, ah! de' pini!

BARBARINA

 

È ver ch'ei mi soggiunse:
«Guarda che alcun non veda»;
ma tu, già, tacerai.

FIGARO

 

Sicuramente.

BARBARINA

 

A te, già, niente preme.

FIGARO

 

Oh, niente, niente.

BARBARINA

 

Addio, mio bel cugino:
vo da Susanna e poi da Cherubino.

(parte saltando)

 
 

atto
Quarto

scena
Terza

Figaro e Marcellina.

 

FIGARO
(quasi istupidito)

 

Madre.

MARCELLINA

 

Figlio.

FIGARO

 

Son morto.

MARCELLINA

 

Càlmati, figlio mio.

FIGARO

 

Son morto, dico.

MARCELLINA

 

Flemma, flemma, e poi flemma: il fatto è serio,
e pensarci convien. Ma guarda un poco
che ancor non sai di chi si prenda gioco.

FIGARO

 

Ah! Quella spilla, o madre, è quella stessa
che poc'anzi ei raccolse.

MARCELLINA

 

È ver... ma questo

al più ti porge un dritto
di stare in guardia e vivere in sospetto:
ma non sai se in effetto...

FIGARO

 

All'erta, dunque: il loco del congresso
so dov'è stabilito.

(va per partire)

MARCELLINA

 

Dove vai, figlio mio?

FIGARO

 

A vendicar tutti i mariti. Addio.

(parte infuriato)

 
 

atto
Quarto

scena
Quarta

Marcellina sola.

 

MARCELLINA

 

Presto, avvertiam Susanna...
io la credo innocente: quella faccia...
quell'aria di modestia... è caso ancora
ch'ella non fosse... Ah! Quando il cor non ci arma
personale interesse,
ogni donna è portata alla difesa
del suo povero sesso,
da questi uomini ingrati a torto oppresso.

 

[N. 24 - Aria]

Tempo di Minuetto

Archi (Violoncelli e Bassi separati).

 

MARCELLINA

 

Il capro e la capretta

son sempre in amistà;
l'agnello all'agnelletta
la guerra mai non fa;

le più feroci belve

per selve e per campagne
lascian le lor compagne
in pace e libertà.

Allegro

MARCELLINA

 

Sol noi, povere femmine,

che tanto amiam questi uomini,
trattate siam dai perfidi
ognor con crudeltà.

(parte)

 
 

atto
Quarto

scena
Quinta

Barbarina sola.

 

Recitativo secco

BARBARINA

 

(con in mano alcune frutta e ciambelle)

«Nel padiglione a manca», ei così disse.
È questo, è questo... E poi, se non venisse?
Ah, ah, che brava gente! A stento darmi
un arancio, una pera e una ciambella.
«Per chi, madamigella?»
«Oh, per qualcun, signore!»
«Già lo sappiam.» Ebbene:
il padron l'odia, ed io gli voglio bene!
Però costommi un bacio... E cosa importa?
Forse qualcun me 'l renderà...

(sente arrivare qualcuno)

Son morta!

(fugge, ed entra nel padiglione a sinistra)

 
 

atto
Quarto

scena
Sesta

Figaro; poi Bartolo, Basilio e Lavoratori.

 

FIGARO

 

(solo con mantello e lanternino)

È Barbarina...

(ode venir gente)

Chi va là?

 

Entra Basilio con Bartolo e truppa di Lavoratori.

 

BASILIO

 

Son quelli

che invitasti a venir.

BARTOLO

 

Che brutto ceffo!

Sembri un cospirator. Che diamin sono
quegli infausti apparati?

FIGARO

 

Lo vedrete tra poco.
In questo stesso loco
celebrerem la festa
della mia sposa onesta
e del feudal signor...

BASILIO

 

Ah, buono, buono!
Capisco come egli è.
(Accordati si son senza di me.)

FIGARO

 

Voi da questi contorni
non vi scostate. Intanto
io vado a dar certi ordini
e torno in pochi istanti:
a un fischio mio correte tutti quanti.

(partono tutti, eccettuati Bartolo e Basilio)

 
 

atto
Quarto

scena
Settima

Bartolo e Basilio.

 

BASILIO

 

Ha i diavoli nel corpo.

BARTOLO

 

Ma cosa nacque?

BASILIO

 

Nulla:

Susanna piace al Conte. Ella, d'accordo,
gli diè un appuntamento
ch'a Figaro non piace.

BARTOLO

 

E che dunque: dovria soffrirlo in pace?

BASILIO

 

Quel che soffrono tanti
ei soffrir non potrebbe? E poi, sentite:
che guadagno può far? Nel mondo, amico,
l'accozzarla co' grandi
fu pericolo ognora:
dan novanta per cento, e han vinto ancora.

 

[N. 25 - Aria]

Andante

Archi, 1 Flauto, 2 Clarinetti in si bem., 2 Fagotti, 2 Corni in si bem.

 

BASILIO

 

In quegli anni in cui val poco

la mal pratica ragion,
ebbi anch'io lo stesso fuoco:
fui quel pazzo ch'or non son.

Ma col tempo e coi perigli

donna flemma capitò;
e i capricci ed i puntigli
dalla testa mi cavò.

Presso un picciolo abituro

seco lei mi trasse un giorno:
e, togliendo giù dal muro
del pacifico soggiorno
una pelle di somaro:

«Prendi», disse, «o figlio caro!».

Poi disparve, e mi lasciò.

 

Tempo di Minuetto

 

BASILIO

 

Mentre ancor, tacito,

guardo quel dono,
il ciel s'annuvola,
rimbomba il tuono,
mista alla grandine
scroscia la piova:
ecco, le membra
coprir mi giova
col manto d'asino
che mi donò.

Finisce il turbine,

né fo due passi,
che fiera orribile
dianzi a me fassi:
già già mi tocca,
l'ingorda bocca;
già di difendermi
speme non ho.

Ma il fiuto ignobile

del mio vestito
tolse alla belva
sì l'appetito,
che, disprezzandomi,
si rinselvò.

Allegro

BASILIO

 

Così conoscere

mi fe' la sorte
ch'onte, pericoli,
vergogna e morte
col cuoio d'asino
fuggir si può.

(partono)

 
 

atto
Quarto

scena
Ottava

Figaro solo.

 

[N. 26 - Recitativo e aria]

Andante

Archi soli.

FIGARO

 

Tutto è disposto: l'ora

dovrebbe esser vicina; io sento gente...

È dessa... non è alcun... buia è la notte...

ed io comincio ormai
a fare il scimunito
mestiero di marito...

Ingrata! Nel momento

della mia cerimonia...
ei godeva leggendo: e nel vederlo
io rideva di me senza saperlo.

Oh, Susanna! Susanna!
Quanta pena mi costi!
Con quell'ingenua faccia,

con quegli occhi innocenti...
chi creduto l'avria!...

Ah, che il fidarsi a donna è ognor follia!

 

Aria

Moderato

Archi, 2 Clarinetti in si bem., 2 Fagotti, 2 Corni in mi bem.

 

FIGARO

 

Aprite un po' quegli occhi

uomini incauti e sciocchi,
guardate queste femmine,
guardate cosa son.

Queste chiamate dèe

dagli ingannati sensi,
a cui tributa incensi
la debole ragion,

son streghe che incantano

per farci penar,
sirene che cantano
per farci affogar.

Civette che allettano

per trarci le piume,
comete che brillano
per toglierci il lume;
son rose spinose,
son volpi vezzose,
son orse benigne,
colombe maligne,
maestre d'inganni,
amiche d'affanni
che fingono, mentono,
amore non senton,
non senton pietà.

Il resto no 'l dico,

già ognuno lo sa.

(si ritira)

 
 

atto
Quarto

scena
Nona

La Contessa, Susanna, Marcellina, e Figaro in disparte.

 

Entrano la Contessa e Susanna, ciascuna travestita con gli abiti dell'altra, e Marcellina.

 

Recitativo secco

SUSANNA

 

Signora, ella mi disse
che Figaro verravvi.

MARCELLINA

 

Anzi, è venuto:

abbassa un po' la voce.

SUSANNA

 

Dunque, un ci ascolta, e l'altro
dée venir a cercarmi.
Incominciam.

MARCELLINA

 

Io voglio qui celarmi.

(entra dove entrò Barbarina)

 
 

atto
Quarto

scena
Decima

La Contessa, Susanna, e Figaro.

 

SUSANNA

 

Madama, voi tremate: avreste freddo?

CONTESSA

 

Parmi umida la notte... Io mi ritiro.

FIGARO

 

(Eccoci della crisi al grande istante.)

SUSANNA

 

Io sotto queste piante,
se madama il permette,
resto a prendere il fresco una mezz'ora.

FIGARO

 

(Il fresco, il fresco!)

CONTESSA

 

Restaci, in buonora.

(si nasconde)

SUSANNA

 

Il birbo è in sentinella
divertiamoci anche noi:
diamogli la mercé de' dubbi suoi.

 

[N. 27 - Recitativo e aria]

Allegro vivace assai

Archi soli.

 

SUSANNA
(ad alta voce)

 

Giunse alfin il momento

che godrò senza affanno
in braccio all'idol mio! Timide cure,
uscite dal mio petto,
a turbar non venite il mio diletto!

Oh, come par che all'amoroso foco

l'amenità del loco,
la terra e il ciel risponda!

Come la notte i furti miei seconda!

 

Aria

Andante

Archi, 1 Flauto, 1 Oboe, 1 Fagotto.

 

SUSANNA

 

Deh, vieni, non tardar, o gioia bella,

vieni ove amore per goder t'appella.
Finché non splende in ciel notturna face
finché l'aria è ancor bruna e il mondo tace.

Qui mormora il ruscel, qui scherza l'aura,

che dolce sussurro il cor ristaura;
qui ridono i fioretti, e l'erba è fresca:
ai piaceri d'amor qui tutto adesca.

Vieni, ben mio: tra queste piante ascose

ti vo' la fronte incoronar di rose.

 
 

atto
Quarto

scena
Undicesima

La Contessa, Susanna, Figaro e Cherubino; poi il Conte.

 

Recitativo secco

FIGARO

 

Perfida! E in quella forma
meco mentia? Non so s'io vegli o dorma.

CHERUBINO

 

(entra cantarellando)

La la la, la la la, la lera.

CONTESSA

 

(Il picciol paggio!)

CHERUBINO

 

Io sento gente: entriamo
ove entrò Barbarina.

(scorgendo la Contessa)

Oh, vedo qui una donna!

CONTESSA

 

(Ahi, me meschina!)

CHERUBINO

 

M'inganno! A quel cappello
che nell'ombra vegg'io, parmi Susanna.

CONTESSA

 

E se il Conte ora vien? Sorte tiranna!

 

[N. 28 - Finale]

Andante

Archi, 2 Flauti, 2 Oboi, 2 Fagotti, 2 Corni in re.

CHERUBINO

 

(Pian pianin le andrò più presso:

tempo perso non sarà.)

CONTESSA

 

(Ah, se il Conte arriva adesso,

qualche imbroglio accaderà!)

CHERUBINO
(alla Contessa)

 

Susannetta... non risponde:

colla mano il volto asconde...
or la burlo, in verità.

CONTESSA

 

(alterando la voce a tempo)

Arditello! sfacciatello!

Ite presto via di qua.

(la prende per la mano, l'accarezza; la Contessa cerca liberarsi)

CHERUBINO

 

Smorfiosa, maliziosa,

io già so perché sei qua.

CONTE

 

(da lontano, in atteggiamento d'uno che guarda)

Ecco qui la mia Susanna.

SUSANNA,

 

(lontani l'uno dall'altro)

Ecco qui l'uccellatore.

FIGARO

 

CHERUBINO
(alla Contessa)

 

Non far meco la tiranna!

SUSANNA,

 

(Ah, nel sen mi batte il core!
Un altr'uom con lei si sta.)

CONTE,

 

FIGARO

 

CONTESSA

 

(sottovoce a Cherubino)

Via, partire, o chiamo gente.

CHERUBINO

 

(sempre tenendola per la mano)

Dammi un bacio, o non fai niente.

SUSANNA,

 

(Alla voce, è quegli il paggio.)

CONTE,

 

FIGARO

 

CONTESSA

 

(come sopra)

Anche un bacio! Che coraggio!

CHERUBINO

 

E perché far io non posso
quel che il Conte or or farà?

SUSANNA,

 

(Temerario!)

CONTESSA,

 

CONTE,

 

FIGARO

 

CHERUBINO

 

Oh, ve' che smorfie!

Sai ch'io fui dietro il sofà.

SUSANNA,

 

(Se il ribaldo ancor sta saldo,

la faccenda guasterà.)

CONTESSA,

 

CONTE,

 

FIGARO

 

CHERUBINO

 

Prendi intanto...

(il paggio vuol dare un bacio alla Contessa; il Conte si mette in mezzo e riceve il bacio egli stesso)

CONTESSA,

 

Oh, ciel! Il Conte.

CHERUBINO

 

(il paggio entra da Barbarina)

FIGARO

 

(Vo' veder cosa fan là.)

CONTE

 

Perché voi no 'l ripetete,

ricevete questo qua.

(il Conte vuol dare uno schiaffo a Cherubino; Figaro in questo s'appressa e lo riceve egli stesso; Susanna, che ode lo schiaffo, ride)

[Insieme]

CONTESSA, CONTE

 

Ah! Ci ha fatto un bel guadagno,

colla sua temerità!

 

FIGARO

 

(Ah! Ci ho fatto un bel guadagno,

colla mia curiosità!)

 

SUSANNA

 

Ah! Ci ha fatto un bel guadagno,

colla sua curiosità!

 

(Figaro si ritira)

 

Con un poco più di moto

CONTE
(alla Contessa)

 

Partito è alfin l'audace:

accòstati, ben mio!

CONTESSA

 

Giacché così vi piace,
eccomi qui, signor.

FIGARO

 

(Che compiacente femmina!

Che sposa di buon cor!)

CONTE

 

Porgimi la manina.

CONTESSA

 

Io ve la do.

CONTE,

 

Carina!

FIGARO

 

CONTE

 

Che dita tenerelle!
Che delicata pelle!
Mi pizzica, mi stuzzica,
m'empie di un nuovo ardor.

SUSANNA,

 

La cieca prevenzione

delude la ragione,
inganna i sensi ognor.

CONTESSA,

 

FIGARO

 

(poi a quattro, col Conte che ripete i suoi versi)

CONTE

 

Oltre la dote, o cara,

ricevi anche un brillante,
che a te porge un amante
in pegno del suo amor.

(le dà un anello)

CONTESSA

 

Tutto Susanna piglia

dal suo benefattor.

SUSANNA,

 

(Va tutto a maraviglia!

Ma il meglio manca ancor.)

CONTE,

 

FIGARO

 

CONTESSA
(al Conte)

 

Signor, d'accese fiaccole

io veggio il balenar.

CONTE

 

Entriam, mia bella Venere.

Andiamoci a celar.

SUSANNA,

 

(Mariti scimuniti,

venite ad imparar.)

FIGARO

 

CONTESSA

 

Al buio, signor mio?

CONTE

 

È quello che vogl'io:
tu sai che là per leggere
io non desio d'entrar.

[Insieme]

CONTESSA, SUSANNA

 

(I furbi sono in trappola,

cammina ben l'affar.)

 

FIGARO

 

(La perfida lo séguita:

è vano il dubitar.)

 
 

Figaro passa.

 

CONTE
(con voce alterata)

 

Chi passa?

FIGARO
(con rabbia)

 

Passa gente!

CONTESSA

 

(sottovoce al Conte)

È Figaro: me n' vo.

CONTE

 

Andate: io poi verrò.

(il Conte si disperde nel folto, la Contessa entra nel padiglione a destra)

 

Larghetto

Archi, 2 Flauti, 2 Oboi, 2 Clarinetti in si bem., 2 Fagotti, 2 Corni in re.

FIGARO

 

Tutto è tranquillo e placido:

entrò la bella Venere.
Col vago Marte prendere,
nuovo Vulcan del secolo...

Allegro molto

FIGARO

 

In rete la potrò.

SUSANNA

 

(con voce alterata)

Ehi, Figaro, tacete!

FIGARO

 

Oh, questa è la Contessa...

(a Susanna)

A tempo qui giungete...
vedrete là voi stessa...
il Conte e la mia sposa...
di propria man la cosa
toccar io vi farò.

SUSANNA

 

(si dimentica di alterar la voce)

Parlate un po' più basso.

Di qua non muovo passo,
ma vendicar mi vo'.

 

FIGARO

 

(Susanna!)

(a Susanna)

Vendicarsi?

SUSANNA

 

Sì.

FIGARO

 

Come potria farsi?

(La volpe vuol sorprendermi,
e secondar la vo'.)

SUSANNA

 

(L'iniquo io vo' sorprendere;

poi so quel che farò.)

FIGARO

 

(con comica affettazione)

Ah, se Madama il vuole!

SUSANNA

 

Su via, manco parole.

FIGARO

 

(come sopra)

Eccomi ai vostri piedi...
ho pieno il cor di fuoco.
Esaminate il loco...
pensate al traditor.

SUSANNA

 

(Come la man mi pizzica!

Che smania! Che furor!)

FIGARO

 

(Come il polmon mi si altera!

Che smania! Che calor!)

SUSANNA

 

(alterando la voce un poco)

E senza alcun affetto?...

FIGARO

 

Suppliscavi il dispetto.
Non perdiam tempo invano,
datemi un po' la mano...

SUSANNA

 

(gli dà uno schiaffo parlando in voce naturale)

Servitevi, signor!

FIGARO

 

Che schiaffo!

SUSANNA

 

E questo, e questo...
e ancora questo,
e questo, e poi quest'altro!

(lo schiaffeggia a tempo)

FIGARO

 

Non batter così presto.

SUSANNA

 

(sempre schiaffeggiandolo)

E questo, signor scaltro,
e questo, e poi quest'altro ancor!

[Insieme]

SUSANNA

 

Impara, impara, o perfido,

a fare il seduttor.

 

FIGARO

 

Oh, schiaffi graziosissimi!

Oh, mio felice amor!

 
 

FIGARO

 

(si mette in ginocchio)

Pace, pace, mio dolce tesoro:

io conobbi la voce che adoro,
e che impressa ognor serbo nel cor.

SUSANNA

 

(ridendo e con sorpresa)

La mia voce?

FIGARO

 

La voce che adoro.

SUSANNA,

 

Pace, pace, mio dolce tesoro,
pace, pace, mio tenero amor.

FIGARO

 
 

CONTE

 

(ritornando)

Non la trovo, e girai tutto il bosco.

SUSANNA,

 

Questi è il Conte, alla voce il conosco.

FIGARO

 

CONTE

 

(verso il padiglione in cui è entrata la Contessa)

Ehi, Susanna... sei sorda... sei muta?

SUSANNA

 

(sottovoce a Figaro)

Bella, bella! Non l'ha conosciuta!

FIGARO

 

(sottovoce a Susanna)

Chi?

SUSANNA

 

(come sopra)

Madama.

FIGARO

 

(come sopra)

Madama?

SUSANNA

 

(come sopra)

Madama.

SUSANNA,

 

(sottovoce)

La commedia, idol mio, terminiamo:
consoliamo il bizzarro amator.

FIGARO

 
 

SUSANNA,

 

(ad alta voce mettendosi ai piedi di Susanna)

Sì, Madama, voi siete il ben mio.

FIGARO

 

CONTE

 

(La mia sposa! Ah, senz'arme son io!)

FIGARO

 

(sempre inginocchiato)

Un ristoro al mio cor concedete.

SUSANNA

 

(alterando la voce)

Io son qui, faccio quel che volete.

CONTE

 

(Ah, ribaldi!)

SUSANNA,

 

Ah, corriamo, mio bene,

e le pene compensi il piacer.

FIGARO

 

(Figaro s'alza, e i due vanno verso il padiglione a sinistra)

 
 

atto
Quarto

scena
Dodicesima

Il Conte, la Contessa, Susanna, Figaro, Marcellina, Bartolo, Cherubino,
Barbarina, Antonio, Basilio, Don Curzio e Servitori.

 

Allegro assai

Archi, 2 Flauti, 2 Oboi, 2 Fagotti, 2 Corni in sol.

CONTE

 

(arresta Figaro)

Gente, gente! All'armi, all'armi!

(Susanna entra nel padiglione)

FIGARO

 

(finge eccessiva paura)

Il padrone! Son perduto!

CONTE

 

Gente, gente, aiuto, aiuto!

 

Accorrono Antonio, Basilio, Bartolo, Don Curzio e Servitori con fiaccole accese.

 

BASILIO,

 

Cosa avvenne?

DON CURZIO,

 

ANTONIO,

 

BARTOLO

 

CONTE

 

Il scellerato!

M'ha tradito, m'ha infamato!
E con chi, state a veder.

[Insieme]

FIGARO

 

Son storditi, sbalorditi:

oh, che scena, che piacer!

 

BASILIO, DON CURZIO, ANTONIO, BARTOLO

 

(Son stordito, sbalordito.

Non mi par che ciò sia ver.)

 
 

CONTE

 

Invan resistete,

uscite, madama!
Il premio or avrete
di vostra onestà.

Il paggio!

 

Il Conte tira pe 'l braccio Cherubino, che fa forza per non uscire, né si vede che per metà; dopo il Paggio, escono Barbarina, Marcellina e Susanna, vestita cogli abiti della Contessa: si tiene il fazzoletto sulla faccia, e s'inginocchia ai piedi del Conte.

 

ANTONIO

 

Mia figlia!

FIGARO

 

Mia madre!

BASILIO,

 

Madama!

DON CURZIO,

 

ANTONIO,

 

BARTOLO,

 

FIGARO

 

CONTE

 

Scoperta è la trama,

la perfida è qua.

(s'inginocchiano tutti ad uno ad uno)

SUSANNA

 

Perdono, perdono!

CONTE

 

No, no, non sperarlo!

FIGARO

 

Perdono, perdono!

CONTE

 

No, no, non vo' darlo!

TUTTI
(meno il Conte)

 

Perdono, perdono!

CONTE

 

(con più forza)

No no, no, no, no!

CONTESSA

 

(uscendo dall'altro padiglione)

Almeno io per loro

perdono otterrò.

(vuole inginocchiarsi; il Conte non lo permette)

CONTE,

 

Oh cielo! Che veggio!

Delirio! Vaneggio!
Che creder non so.

BASILIO,

 

DON CURZIO,

 

ANTONIO,

 

BARTOLO

 
 

Andante

CONTE

 

(in tono supplichevole)

Contessa, perdono.

CONTESSA

 

Più docile io sono,
e dico di sì.

TUTTI

 

Ah! Tutti contenti
saremo così.

 

Allegro assai

Archi, 2 Flauti, 2 Oboi, 2 Clarinetti in la, 2 Fagotti, 2 Corni in sol, 2 Trombe in re, Timpani in re la.

 

TUTTI

 

Questo giorno di tormenti,

di capricci e di follia,
in contenti e in allegria
solo Amor può terminar.

Sposi, amici, al ballo! al gioco!

Alle mine date fuoco,
ed al suon di lieta marcia
corriam tutti a festeggiar.

 
 
 

Fine ATTO IV

 

 

ATTO I 

ATTO II 

ATTO III 

ATTO IV 

 
 

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Data creazione pagina: 2 Agosto 2009

Ultima variazione testo: 2 Agosto 2009

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