Atto primo

 

Scena prima

Cortile nel Palazzo d'Alcina.
Angelica ed Alcina.

 Q 

Angelica, Alcina

 

ALCINA

Bella regina, il tuo poter sovrano  

l'India non sol, ma tutto il mondo onora:

al fulgido seren de' gl'occhi tuoi

ogni rara beltà cede e s'inchina;

e tu bella, e regina

puoi sospirar? Dà bando al rio martoro

e rasserena il ciglio.

ANGELICA

(Oh dio! Medoro!)

(ad Alcina)

Alcina; poiché al quanto

disarcerba il suo duolo un'alma amante

narrando i mali suoi,

sappi, che mille strali

vibrò da queste or languide pupille

il faretrato arciero:

feraci Sacripante, Orlando, e mille

famosi in arme, e coronati in soglio

arser tutti d'amor per questi lumi.

Io con la speme sola

tutti allettai; ma per alcun d'amore

le pene io non sentii: sdegnossi al fine

il possente signor, e del mio core

prese vendetta: innanzi a gl'occhi miei

venne il leggiadro amabile Medoro;

e appena il rimirai,

ch'arsi, Alcina, d'amore, e sospirai.

ALCINA

E per questo sospiri? Il tuo Medoro,

dimmi, t'ama fedel?

ANGELICA

Quant'io l'adoro.

ALCINA

E tu sospiri? Un corrisposto amore

è la gioia del core.

ANGELICA

Ma del perduto ben maggior la pena

allora è più, quanto più il bene è caro.

Senti, meco il guidava a' regni miei,

quando mi siegue innamorato Orlando:

io che conosco il fiero cor, fuggiamo

dico al caro amator, tosto...

ALCINA

Fuggire?

Mancan lusinghe, e vezzi

per ammolir d'amante cor gli sdegni?

ANGELICA

Il tenero mio amore

non suggerirmi altra guardia sicura,

sola in braccio al timore

m'abbandonai, fuggii misera, oh dio,

ma nel fuggir perdei

il mio tesoro, il sol de' gl'occhi miei.

ALCINA

Fa cor, te 'l renderò: potrai qui meco

di lui lieta godere,

e accordar la tua gioia al mio piacere.

 

ANGELICA

Un raggio di speme  

il cor rasserena

e l'alma consola;

ma s'alza un vapore

di nero timore,

che il dolce sereno

dal seno m'invola.

Angelica ->

 

Scena seconda

Alcina, poi Orlando con visiera calcata combattente con Astolfo, ed incalzandolo.

 

ALCINA

Quanta pietà mi desta il suo cordoglio!  

 

<- Orlando, Astolfo

ORLANDO

Ch'io ti ceda fellon?  

ASTOLFO

Sei forte invano.

ALCINA

O là guerrier l'orgoglio abbassa, e 'l brando.

ORLANDO

Sì di legger non ubbidisce Orlando.

ASTOLFO

Orlando?

(va ad abbracciarlo)

ALCINA

A tempo ei giunge.

(Si lusinghi, e si acquisti

il temuto guerrier contro l'insane

turbe di Logistilla.) Oh, rinomato

valoroso campione, oh, invitto e grande

sopra di quanti mai

corresser asta, o mai ruotasser spada

permetti al labro mio, che riverente

su la invitta tua destra

bacio d'ossequio umilmente imprima.

ORLANDO

No, gran diva, che tale

creder ti deggio, e 'l mio pensier non erra,

poiché sì rara, e tanta

beltà non vantò mai donna mortale

a me tocca efferire in bacio umile

su la bianca tua mano in voto il core.

ALCINA

(Ah! Si accendesse almeno?)

ASTOLFO

(Aita amore?)

(ad Orlando)

Scusa l'error, le ignote insegne incolpa.

ORLANDO

Per la vezzosa tua bella regina

meno oprar, tu non déi. Tal potess'io,

ma lo potrò, d'Angelica il mio bene,

anco a costo del sangue,

anco a rischio di vita

vagheggiar la beltà, servir la brama,

che il sangue spargerei,

la vita lascerei...

ALCINA

Ella a' miei regni

aggiunse un nuovo sol col suo bel volto.

Tu nuova gloria aggiungi

(te n' priego) in restar meco a' regni miei.

ORLANDO

Arbitra omai del mio voler tu sei.

ALCINA

Vibra per me possente dio d'amore

contro l'altero cor tua face, e 'l dardo.

ASTOLFO

(L'ingrata non mi dà neppure un guardo.)

 

ALCINA

Alza in quegl'occhi  

amore l'impero;

ma il sguardo guerriero,

che spande terrore,

il cor mi spaventa.

E benché la speme

all'alma dubbiosa

or rechi conforto

risorge il timore,

che l'alma tormenta.

Alcina ->

 

Scena terza

Orlando ed Astolfo.

 

ORLANDO

Della bella negl'occhi  

vidi per te, che favellava amore.

ASTOLFO

Orlando mio, tu non conosci Alcina?

ORLANDO

Alcina?

ASTOLFO

Alcina è questa.

ORLANDO

Quella, che a suo voler volge l'inferno?

ASTOLFO

Il suo potere eterno

ora sarà, poiché acquistato ha l'urna,

che del saggio Merlino il cener chiude,

e a custodirla ha tratto l'immortale

Aronte invulnerabile.

ORLANDO

Il fatale

d'un demone concetto, e d'una maga?

ASTOLFO

Invincibil possente

di ferrea mazza, e di gran core armato.

ORLANDO

L'alto trionfo a me riserba il fato.

Costanza dal mio core, Astolfo, impara.

Ti racconsola: ai rai di poca speme

già mi par di goder ore serene.

 

ASTOLFO

Costanza tu m'insegni, e vuoi ch'io speri,  

ma quegl'occhi superbi, e severi

non danno alle mie pene un guardo solo.

Pascendo di speranza i miei pensieri

pur tal volta sospiro, e mi consolo.

Astolfo ->

 

Scena quarta

Orlando, poi Bradamante.

 

ORLANDO

Pietoso dio d'amor, poiché a te piacque  

trarmi dentro a tuoi lacci

in dolce servitù, vibra nel core

d'Angelica la bella

uno stral sì cocente

onde per me s'accenda, e m'ami al fine.

 

<- Bradamante

BRADAMANTE

Adorato Ruggier... Qui Orlando?  

Orlando!

ORLANDO

Bradamante!

Come tu qui?

BRADAMANTE

Del mio Ruggier in traccia.

ORLANDO

Ei la destra, e la fede

di sposo non ti diè?

BRADAMANTE

Sorte rubella

per disusata via poi me 'l ritolse.

ORLANDO

Sventurata.

BRADAMANTE

La saggia incantatrice

Melissa, a me predisse,

ch'arder qui dée il mio bene

per magico poter d'Alcina al foco.

ORLANDO

Consolati cugina.

Se il possente indovino oggi non mente

lieti sarem: ma tu, come d'Alcina

osasti nella reggia entrar nei tuoi

cotanto noti arnesi, e sola?

BRADAMANTE

È meco

la possente Melissa,

e in questo anel contro gl'incanti e l'arti

de la maga infedel ho vali d'arme.

ORLANDO

Ora t'intendo; è questo

il prezioso anel, che da ogni incanto

serba illeso chi il porta.

BRADAMANTE

E lo nasconde,

se tra la labbra il chiude, agl'occhi altrui.

ORLANDO

Potrà però il guerriero usato arnese,

e l'onorata tua famosa spada

render sempre più vano il tuo periglio.

BRADAMANTE

Generoso è 'l consiglio

ma alla maga crudele

nasconderò il mio nome,

né mostrerò quest'aria mia guerriera.

Tanto men Bradamante

rassembrerò a costei, quanto men fiera.

 

Asconderò il mio sdegno  

al nero core indegno,

sin tanto che al mio amor torni lo sposo.

Ma se mi toglie (oh dio)

l'indegna l'idol mio

il braccio proverà fiero, e sdegnoso.

Bradamante ->

 

Scena quinta

Orlando solo.

 

 

Insolito coraggio ora in quest'alma  

portan dal mago illustre

i fatidici sensi: egli del nume

ebbro, e ripieno, in me lo sguardo fisse,

e nel sagro furor così mi disse:

«Orlando, allora il ciel per te dispose

le fortune d'amor, quando ad Alcina

involerai le ceneri famose,

che involser di Merlin l'alma divina.

Spera, coglier potrai le gloriose

palme, che il fato al tuo poter destina:

per te sia l'immortal custode estinto,

e 'l poter della maga oppresso e vinto.»

Amorose mie brame

non più duol e timor: speriam ben tosto

sarem, io glorioso, e voi contente:

l'indovino il promise, egli non mente.

 

Nel profondo

cieco mondo

si precipiti la sorte

già spietata a questo cor.

Vincerà l'amor più forte

con l'aita del valor.

Orlando ->

 
 

Scena sesta

Giardino delizioso in cui si vedono le due fonti, una delle quali estinge, l'altra accendente l'amore.
Mare tempestoso in lontano.
Angelica, poi Medoro ferito che viene dal mare.

 Q 

Angelica

 

ANGELICA

Quanto somigli tempestoso mare  

al fluttuar di questa anima amante!

L'onda che il flutto incalza

e la voglia amorosa,

ch'incalza il fiero duol della mia pena:

or si discopre la profonda arena,

or l'onda inferocita

sale tumida al ciel...

 

<- Medoro

MEDORO

Soccorso. Aita.  

ANGELICA

Misero! Ahimè, che veggio? Un picciol legno

quasi dall'onde assorto

vicino a naufragar? Stranier, fa core,

respingi pur l'onda nemica: in salvo

già lo vegg'io dal fier Nettun irato!

MEDORO

Pur ritorno a mirarti idolo amato!

ANGELICA

Che veggio! Ah mio tesor: di braccio a morte

t'involaro i miei voti!

Pur ti riveggo, e pur ti stringo al seno.

Qual sangue? Ahi me infelice!

MEDORO

Io vengo meno.

ANGELICA

Qui ti siedi cor mio.

MEDORO

Vedo la morte

stender sovra di me squallidi i vanni.

Ecco i freddi sudori:

dall'aperto mio fianco esce già l'alma;

ma dolce mi è il morir, or che la sorte

fra le tue braccia il mio morir destina.

ANGELICA

Pietosi dèi, chi mi soccorre?

 

Scena settima

Alcina e detti.

<- Alcina

 

ALCINA

Alcina.  

(intanto che Angelica è smaniosa, Alcina con magici accenti sana Medoro dalla ferite)

ANGELICA

Alcina. Ah, tal mi rendi il mio tesoro?

Vedi il giglio d'amor langue, e rugiade...

Ma da qual cielo, oh dio! rugiade attendo?

Il mio pianto, il mio sangue

Alcina basterà per ravvivarlo.

ALCINA

Bastò già il mio potere.

MEDORO

Chi mi richiama in vita?

ANGELICA

Aperti ha i lumi.

(ad Alcina)

Riveggo, o sogno, i rai celesti?

ALCINA

E in loro

vedi un'opra volgar della mia possa.

ANGELICA

(ad Alcina)

Che di eterno dovere a te mi stringe.

(a Medoro)

Pur respiri alma mia!

MEDORO

Ripieno ho il petto

di gioia e di contento,

poiché ti stringo al sen, cor del mio core.

ALCINA

Narran i casi tuoi, che dopo il pianto

egli è soave il rammentarli in gioia.

MEDORO

Te perduta, te cerco e giunto al mare

legno di Logistilla

mi accoglie: sciolto abbiam le vele appena,

che da navi nemiche intorno cinti

siam combattuti, e vinti.

Ferito io resto, e prigionier: si adira

Nettuno, ed il naufragio a noi minaccia;

sgravansi per sottrarsi ai di lui sdegni

dalle inutili somme i carchi legni.

Rimango il primo absorto,

e sepolto nell'onde in pria che morto:

l'onda qua, e la m'incalza,

e sovra il mar m'innalza.

Il ciel riveggo, e m'innalza agl'occhi miei

l'instabil flutto un picciol legno adduce;

tosto l'afferro; e mentre chiedo aita,

quando morte io temea trovo la vita.

 

Scena ottava

Orlando e suddetti.

<- Orlando

 

ORLANDO

Non godrai sempre in pace,  

lieto del tuo gioir, rivale audace.

ALCINA

Orlando?

ANGELICA

(Ahimè!)

MEDORO

(Io son perduto.)

ORLANDO

Rendi pur grazie al ciel, ch'inerme sei.

Col tuo sangue vorrei...

ANGELICA

Che far vorresti?

ALCINA
(piano a Medoro)

Deh, non temer.

ANGELICA

Lusinghe or siate meco.

MEDORO

Oh, fugaci contenti!

ORLANDO
(ad Angelica)

Impallidisci

tigre di crudeltà, sfinge d'inganni.

ALCINA

Tu non conosci, Orlando,

chi sia il garzon, di cui geloso or sei:

d'Angelica la bella egl' è il germano.

MEDORO

Ormai respiro, oh dèi!

ANGELICA

Così ingrato m'insulti, e così temi

del mio sincero amor, della mia fede!

ORLANDO

Ove trascorsi!

ALCINA

Oh come scaltra or finge!

ORLANDO

Senti, senti mio ben.

ANGELICA

Sono una sfinge,

una tigre: vi aggiungi,

per caparra d'amor, qualch'altra offesa.

Io tigre mentitor? Tu a me lo sei

con questo vano tuo timor geloso.

ORLANDO
(a Medoro)

Tu m'impetra il perdono...

MEDORO

Non lo potrei, se il tuo rival già sono.

ANGELICA

Poveri affetti miei! Questa vi rende

amorosa mercede il core ingrato!

(finge di piangere)

ORLANDO

Per questa bella man, che umile io stringo.

MEDORO
(piano ad Angelica)

Cara, piangi per lui?

ANGELICA
(piano a Medoro)

Non piango, io fingo.

ALCINA
(ad Angelica)

S'egli t'offese a me l'offesa or dona.

Vedilo, che pentito

te ne chiede perdon.

ORLANDO

Bella, perdona.

ANGELICA

Temesti di mia fede, e ancor non sai,

che tuo è 'l mio cor, che tu sei l'idol mio?

ORLANDO

O bellissima destra!

ANGELICA

Ella ti è pegno

di mia candida fede.

MEDORO
(piano ad Angelica)

Angelica...

ANGELICA

Ti accheta.

MEDORO
(piano ad Alcina)

Finge pur!

ALCINA

Non lo vedi?

MEDORO

Ahi che tormento!

ORLANDO
(ad Angelica)

I begl'occhi onde amor vibra le faci...

ANGELICA

Per te, se belli son, son belli.

MEDORO

Oh dio!

ANGELICA

Sei tu geloso ancor?

ORLANDO

No.

ANGELICA

Dunque taci.

 

Tu sei degl'occhi miei  

tu sei di questo sen;

(a Medoro)

soffri, tu sei 'l mio ben

l'oggetto amato.

Geloso non ti bramo

credimi sì ch'io t'amo

son tua, si tua son io

idolo del cor mio

nume adorato.

Angelica ->

 

Scena nona

Orlando, Medoro ed Alcina.

 

ORLANDO

Ahi crudel gelosia,  

tiranna degl'affetti

quasi presso al mio ben reo mi rendesti.

(ad Alcina)

Tu pietosa togliesti

Alcina dal mio sen il rio timore.

(a Medoro)

Perdona amico, è sempre cieco amore.

 

Troppo è fiero, il nume arciero,  

quando in sen di chi ben ama

d'una fredda gelosia

il velen spargendo va.

Ma consola l'alma mia

il pensier, che il mio timore

già nel core

del mio ben destò pietà.

Orlando ->

 

Scena decima

Alcina e Medoro.

 

ALCINA

Medoro, il ciglio abbassi, e stai dolente?  

Lascia di sospirar.

MEDORO

Cieli! Chi mai

creduto avria, che in'un momento solo

Angelica potesse,

mostrando ad altri amor, farsi incostante?

ALCINA

L'arti ancora non sai d'un core amante.

MEDORO

Eh, d'arti non ha d'uopo,

chi nel seno racchiude un cor sincero.

S'altri adora il mio bene,

io soffrir lo dovrò, dovrò tacere?

ALCINA

E soffrire, e tacer: questo è amor vero.

 

MEDORO

Se tacendo, se soffrendo  

io togliessi ogn'altro affetto

dal pensier dell'idol mio

bella allora io soffrirei;

ma in'amando e sospirando

mi tormenta il sol sospetto

che tradisca il destin rio

gl'innocenti affetti miei.

Medoro ->

 

Scena undicesima

Alcina poi Ruggiero.

 

ALCINA

Innocente garzon, tu ancor non sai  

con quanti strali amor ferisca un core.

Verrà, verrà per te quel giorno ancora,

che pensier cangerai.

Se avessi un solo amante,

fra le donne, sarei donna volgare.

Ma qual ventura è questa!

Da un destriero volante

veggio, che scende armato cavaliere.

A questa parte ei volge il più: che sia?

 

<- Ruggiero

RUGGIERO

Grazie al ciel pure al fine calchi Ruggiero  

il suol, se suolo è questo

che del felice Eliso

il bel soggiorno a me rassembra.

ALCINA

(È vago!)

Poiché per mia gran sorte,

sceso dal cielo onori i regni miei,

cavaliero gentil, dimmi chi sei?

RUGGIERO

Ruggiero io son; giunto cred'io nel cielo

che tutto spira qui beltà celeste.

ALCINA

Qui dove io son reina

valoroso Ruggiero

signor tu sei.

RUGGIERO

Troppo mi onori.

ALCINA

Alcina, tanto deve al tuo nome

(e al suo sembiante).

RUGGIERO

(Sol la mia Bradamante

può far confronto a sua gentil bellezza.)

ALCINA

Fisso mi guarda e poi fra sé favella.

Nuova preda ei farà degl'occhi miei.

RUGGIERO

(Eh, la mia Bradamante è più bella.)

ALCINA

Meco all'ombra t'assidi.

(siede fra le due fonti)

Il fianco tuo riposa, e ti ristora

in quest'onda tranquilla.

RUGGIERO

Come chiara zampilla!

ALCINA

Assaggia meco

il limpido cristallo.

(Il prendo all'esca!)

RUGGIERO

Onda giammai più fresca

non assaggiai.

ALCINA

(S'egli nel petto avea

qualche foco d'amore,

l'onda ne spense già tutto l'ardore.)

(a Ruggiero)

Questo umor si leggero

caro, della tua sete estinse il foco.

(Il colgo nella rete a poco a poco.)

RUGGIERO

È vero Alcina, è vero.

Par che libero il cor respiri, e goda.

ALCINA

Ma questa è più soave.

(Ora ei cade nel laccio.)

RUGGIERO

Ambrosia è questa

o nettare di Giove?

ALCINA

Incendio desta

l'onda fatal per me nel di lui core,

e d'ogn'altra bellezza

adorata da lui l'idea cancella.

RUGGIERO

Quanto cortese sei donna gentile.

Niun altra a te simile

vider questi occhi miei,

e forse non vedran grazia più bella.

A l'ardir mio perdona.

ALCINA

Il doppio sol de tuoi begl'occhi è quello,

che co' suoi raggi il volto mio fa bello.

 

Scena dodicesima

Bradamante, e suddetti.

<- Bradamante

 

BRADAMANTE

Vo cercando Ruggiero, e 'l trovo involto  

ne i lacci della maga. Oh me infelice!

Or qui gelosa, e inosservata ascolto.

RUGGIERO
(ad Alcina)

Veggio ne tuoi bei lumi

scintillar quella fiamma

che accenderà l'innamorato core.

BRADAMANTE

Misera!

ALCINA

Oh! fosse amore,

quello, che dal tuo labbro a me favella.

BRADAMANTE

Ahi, donna ingannatrice!

ALCINA

Ei già sospira.

RUGGIERO

Mira oh bella, deh mira

il poter de tuoi lumi,

che costringe il mio core ad adorarti.

Reo s'io t'adoro, oh cara,

di temerario ardir non mi dirai.

ALCINA

Dirò, ch'io pria t'amai

e giurerò, caro, d'amarti sempre.

BRADAMANTE

(Perfida!)

RUGGIERO
(ad Alcina)

Sei pur bella!

BRADAMANTE
(a Ruggiero)

Ah traditore!

Questa è la fé, che mi giurasti, e questo

è il promesso tuo amore?

ALCINA
(a Ruggiero)

E chi è costei?

RUGGIERO
(ad Alcina)

Non la conosco.

BRADAMANTE

(Ove trascorsi, oh dèi.)

Olimpia io son (mentasi il nome) e quello

il perfido Bireno.

Egli il giglio più bel su questo seno

sfrondò con fé di sposo,

poscia m'abbandonò: s'egli sospira,

son mentiti i sospiri.

ALCINA
(a Ruggiero)

Di Bireno che parla?

RUGGIERO
(ad Alcina)

Ella delira.

ALCINA

Olimpia de' tuoi casi

mi pesa il reo tenor; ma tu vedrai,

che Bireno non è.

BRADAMANTE

(Pur troppo è vero.)

RUGGIERO

Bella dà tregua al duolo, io son Ruggiero.

BRADAMANTE

(Non mi ravvisa, o finge.) Empio tu menti;

io conobbi Ruggiero

amoroso, e costante.

RUGGIERO

Ella nel suo furore

e Bireno, e Ruggier confonde insieme.

Lasciamla a le sue smanie: andiam mio core.

ALCINA

Sarò teco mia vita.

BRADAMANTE

Ah traditore!

 

RUGGIERO

Sol per te mio dolce amore    

questo core

avrà pace avrà conforto.

Le tue vaghe luci belle

son le stelle,

onde amor m'addita il porto.

S

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Ruggiero ->

 

Scena tredicesima

Alcina e Bradamante.

 

BRADAMANTE

Ah inumano, ah crudele!  

ALCINA

Guarda ben, che t'inganni.

BRADAMANTE

E l'infedele

che mi promise affetto,

che si giurò ben mille volte, e mille

a queste mie pupille

il più leale amante,

che portasse d'amor fiamme nel seno.

ALCINA

Bella, tu prendi error, non è Bireno.

BRADAMANTE

Non ti credo, no, no: seguir lo voglio:

non sempre riderai del mio cordoglio

(parte)

Bradamante ->

 

ALCINA

Se lo crede Bireno, ella s'inganna,  

e se Ruggiero il crede

in van spera da lui costanza, e fede.

Ei già di questi rai cede all'impero;

lo siegua, il cor non teme, e mio Ruggiero.

 

Amorose ai rai del sole  

son le rose, e le viole,

ed il sol col raggio ardente

pur talor languir le fa.

Benché senta il mio diletto

nuovo fuoco dentro il petto,

amerà sempre costante

la mia bella fedeltà.

Alcina ->

 

Fine (Atto primo)

Atto primo Atto secondo Atto terzo

Cortile nel palazzo d'Alcina.

Angelica, Alcina
 

Bella regina, il tuo poter sovrano

Alcina
Angelica ->

Quanta pietà mi desta il suo cordoglio!

Alcina
<- Orlando, Astolfo

(Orlando con visiera calcata combattente con Astolfo)

Ch'io ti ceda fellon? / Sei forte invano

Orlando, Astolfo
Alcina ->

Della bella negl'occhi

Orlando
Astolfo ->

Pietoso dio d'amor, poiché a te piacque

Orlando
<- Bradamante

Adorato Ruggier... Qui Orlando?

Orlando
Bradamante ->

Insolito coraggio ora in quest'alma

Orlando ->

Giardino delizioso in cui si vedono le due fonti, una delle quali estinge, l'altra accendente l'amore; mare tempestoso in lontano.

Angelica
 

Quanto somigli tempestoso mare

(Medoro ferito viene dal mare)

Angelica
<- Medoro

Soccorso. Aita

Angelica, Medoro
<- Alcina

Alcina. Ah, tal mi rendi il mio tesoro?

Angelica, Medoro, Alcina
<- Orlando

Non godrai sempre in pace

Medoro, Alcina, Orlando
Angelica ->

Ahi crudel gelosia

Medoro, Alcina
Orlando ->

Medoro, il ciglio abbassi, e stai dolente?

Alcina
Medoro ->

Innocente garzon, tu ancor non sai

Alcina
<- Ruggiero

Grazie al ciel pure al fine calchi Ruggiero

Alcina, Ruggiero
<- Bradamante

Vo cercando Ruggiero, e 'l trovo involto

Alcina, Bradamante
Ruggiero ->

Ah inumano, ah crudele!

Alcina
Bradamante ->

Se lo crede Bireno, ella s'inganna

Alcina ->
 
Scena prima Scena seconda Scena terza Scena quarta Scena quinta Scena sesta Scena settima Scena ottava Scena nona Scena decima Scena undicesima Scena dodicesima Scena tredicesima
Cortile nel palazzo d'Alcina. Giardino delizioso in cui si vedono le due fonti, una delle quali estinge, l'altra accendente l'amore;... Boschetto delizioso con ritiri di verdura. Montuosa alpestre con alta, e scoscesa rupe. Si precipita la rupe trasformandosi in una orrida caverna della quale in nessuna parte si vede l'uscita. Campagna a' piedi d'un colle con boschetto alle parti, all'ombra dei quali vedesi apparecchio di... Vestibulo avanti il tempio d'Ecate Inferna con un muro d'acciaio in prospetto che chiude il tempio medesimo. Si spezza in due parti il muro d'acciaro e si scopre il tempio d'Ecate Inferna; vedesi nel tempio la... Dal luogo resta l'isola deserta tutta balze, e dirupi, con albero a cui in un trofeo sono appese le arme...
Atto secondo Atto terzo

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