LA DIDONE
Libretto di G. F. BUSENELLO,
musica di Francesco CAVALLI.
Prima esecuzione: carnevale 1641,
Venezia.
Dettagli della partitura.
Copia, periodoMetà XVII secolo.; formato 325x425mm.
Localizzazione:
Biblioteca nazionale Marciana, Venezia - LXXXIV.C.4.
Tre fogli del brano seguente.
ATTO PRIMO
Scena quarta
CASSANDRA
L'alma fiacca svanì,
la vita ohimè spirò,
Corebo, o dio morì,
e sola mi lasciò,
per sposa ei mi voleva, e io qui piango
prima che sposa, vedova rimango.
La vita così va,
anco mio padre il re
nel fin di grave età
regno, e vita perdé.
Del senso umano o debolezza, o scorno
su i secoli disegna, e vive un giorno.
Cassandra, e che di te
questa notte sarà?
S'aita più non c'è
la tua vita cadrà.
O della patria mia stragi fatali,
o in van da me profetizzati mali.
Nel tempio io tornerò
i numi a supplicar,
altrove andar non so,
sia guardia mia l'altar;
e s'all'altar morrò, vi prego, o dèi,
le vittime a gradir de' spirti miei.
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